Nel precedente post abbiamo visto come la gente ragiona in modo intuitivo e quasi automatico quando formula giudizi e prende decisioni in condizioni di incertezza, ricorrendo alle cosiddette euristiche: scorciatoie mentali utili ad interpretare rapidamente i fatti in presenza di informazioni limitate, ambigue, sfumate o carenza di tempo e strumenti per cercare altri dati, come accade spesso in medicina pratica. Proprio perché semplificano il giudizio, però, le euristiche possono indurre bias cognitivi, ovvero errori sistematici di valutazione, distorsioni che influenzano il nostro modo di interpretare fatti, situazioni problematiche ed esperienze.
Notizie, commenti e riflessioni sulla medicina del territorio. "Non c'è nulla di più pratico di una buona teoria" (K. Lewin)
giovedì 27 agosto 2026
mercoledì 26 agosto 2026
Considerazioni metodologiche sul caso di difterite registrato a Palermo (I parte)
giovedì 20 agosto 2026
Eliminazione delle medicine integrate in Veneto: una decisione sciagurata con effetti controproducenti
mercoledì 19 agosto 2026
Quale assistenza primaria dopo il PNNR? Un contributo per fare il punto sulla riforma della medicina territoriale
Giuseppe Belleri
LA RIFORMA DELL’ASSISTENZA PRIMARIA
La ristrutturazione della medicina territoriale dopo il DM 77, il Ruolo Unico e il debito orario nella Case della Comunità
Edizione KDP, pag. 110, agosto 2026, disponibile su Amazon, al link l'estratto
La pandemia di Coronavirus verrà ricordata nei prossimi decenni per il suo carattere improvviso e travolgente. Il Covid-19 ha avuto un particolare impatto sulla medicina del territorio per le sue specifiche caratteristiche strutturali e funzionali, facendo emergere una condizione di precarietà e malessere professionale che ha radici profonde e lontane.
sabato 8 agosto 2026
La confusione tra fattore di rischio e causa nella comunicazione pubblica: un "rischio" inevitabile?
martedì 4 agosto 2026
Setting organizzativi nelle Case della Comunità: vincoli e criticità gestionali
Di seguito propongo una sommaria analisi dei tre setting organizzativi, in ordine decrescente per fabbisogno orario necessario e crescente per impegno e complessità gestionale.
- Setting per bisogni non differibili, nell’ambito della continuità assistenziale diurna clinico-amministrativa
- Setting per la presa in carico e gestione e della cronicità complessa
- Setting per attività di prevenzione e promozione collettiva della salute
Continua sul Quotidiano Sanità
CONCLUSIONI
In teoria gli Hub dovrebbero farsi carico di tutte le tre funzioni ma è probabile che su concentrino sul primo e sul terzo setting, a causa della complessità della gestione della cronicità nelle CdC. Non sarà semplice trovare il giusto mix e un buon equilibrio per svolgere simultaneamente le tre funzioni, che necessitano almeno di tre locali e personale dedicato, di una formazione specifica e una attenta programmazione del turn-over dei professionisti; in certi periodi dell'anno le tre funzioni potrebbero essere incompatibili, come nei mesi estivi, tenendo conto che il setting n.1 è comunque prioritario e deve essere garantito 7 giorni su 7 per tutto l'anno nelle CdC hub.
Per coordinare l'apporto dei medici dell'AP alle tre funzioni si dovrà utilizzare la leva organizzativa della AFT, in costante collaborazione con la dirigenza della CdC per la copertura dei turni in periodi di vacanza, stagionalità epidemica o assenze per malattia, maternità, permessi vari e tenendo conto della disponibilità dei locali di visita per condurre i tre setting.
I fattori critici sono il sistema informativo, il capitale professionale (MMG, infermieri, specialisti, personale amministrativo) i limiti infrastrutturali, la definizione delle priorità, l'integrazione e la formazione per il lavoro d'equippe, le modalità di accesso e le relazioni funzionali con il sistema sanitario e la rete territoriale.
sabato 1 agosto 2026
A proposito di melanomi, abbronzature e creme protettive: occhio agli abbagli da "colpo di sole"!
Negli ultimi giorni sulle reti sociali, in particolare FaceBook, si è scatenata una sorta di piccola tempesta "infodemica" di provincia, a proposito delle "scandalose" affermazioni della dermatologa ed oncologa dottoressa Rasio circa i risultati di una ricerca che ha documentato la correlazione statistica tra insorgenza melanomi e utilizzo delle creme solari. Il messaggio lanciato via web della dottoressa è così semplificabile: "le creme solari sono tossiche e aumentano il rischio di melanomi mentre il sole ha un ruolo protettivo".
