martedì 20 gennaio 2026

LA GRAN CONFUSIONE SUI TEMPI DELLE PRENOTAZIONI

La regione Lazio ha ridefinito i limiti entro i quali si possono prenotare le prestazioni ambulatoriali - da non confondere con la validità della ricetta che rimane a 180 giorni - con queste tempistiche per i diversi codici di priorità:

– 10 giorni per urgenze (codice U, entro 3 giorni: riservato a casi in cui vi è un rischio per la vita o un grave peggioramento)
– 20 giorni per priorità brevi (codice B, entro 10 giorni: per condizioni che possono aggravarsi rapidamente)
– 40 o 70 giorni per prestazioni differibili (codice D, entro 30-60 giorni)
– 130 giorni per prestazioni programmabili (codice P)
Ne è seguita l'immancabile polemica, in particolare da parte dell'ex assessore D'amato, che ha alimentato la confusione tra validità della ricetta e i limiti temporali entro i quali può avvenire la prenotazione, in relazione al codice assegnato dal medico. Nel momento in cui viene prenotato l'accertamento o la visita la prescrizione resta valida fino alla data di esecuzione, anche oltre il termine semestrale della ricetta.
È logico che una priorità di tre giorni non sia più tale se prenotata dopo 10, altrimenti sarebbe stato assegnato dal medico il codice breve. In linea generale proprio perchè considerata urgente ha poco senso che possa essere prenotata oltre il tempo stabilito dalla normativa nazionale, anche se in teoria ha una validità di 180 giorni.
Se un medico ha posto il sospetto di una patologia tempo dipendente, a rischio per la vita o di un grave peggioramento, non ha senso che un paziente possa prenotarla al Cup dopo 7-10 giorni! Di fatti in Lombardia, ad esempio, se si tenta di prenotare un esame con urgenza differibile dopo i tre giorni canonici non viene accettano e nemmeno se si rispetta tale limite temporale ma c'è uno slot disponibile solo dal quarto giorno dalla data del rilascio. Di regola se si prenota oltre i tempi del codice la ricetta resta "valida" (cioè non scade) ma si perde il diritto ad un appuntamento entro i tempi previsti dalla legge.
Specularmente è irrazionale limitare a 130 giorni il tempo per prenotare una prestazione NON UREGENTE, ovvero programmabile a 6 o a 12 mesi per un follow-up sul medio periodo, ad esempio a cavallo della fine d'anno quando non sono ancora aperte le prenotazioni per quello successivo e quindi non è possibile rispettare il limite dei 130 giorni.
Il codice P non ha un limite temporale specifico di prenotazione se non quello della validità della ricetta, a differenza dei tre giorni dell'urgenza; la nuova norma è destinata a produrre ulteriori disservizi e inutili ripetizioni di ricette, con altro aggravio burocratico per i medici.
Nel Lazio sono quindi più tolleranti con le urgenze e più rigidi con le prescrizioni programmabili, ma in entrambi i casi in modo incongruo e irrazionale con i tempi del codice attribuito.
Perché? È un tentativo per introdurre qualche aggiustamento statistico? Come si concilia questa novità regionale, in contrasto con altre amministrazioni, con i criteri delle rilevazioni che alimentano la Piattaforma Nazionale sulle Liste d'attesa, da poco entrata in funzione? Proprio ieri il Ministro ha tuonato pubblicamente contro la gestione di alcune regioni su questo tema sensibilissimo: “Basta truccare i dati!”.
Il mancato rispetto delle priorità, che dovrebbe essere rilevato della piattaforma, è documentato dalla percentuale di prestazioni erogate entro i tempi del codice assegnato - ad esempio i 3 o i 10 giorni - rispetto al numero complessivo di prescrizioni rilasciate.
Il fatto che la prestazione urgente possa essere prenotata anche oltre il terzo giorno - opzione non ammessa in Lombardia, come logico - potrebbe far aumentare artificialmente la percentuale di codici U soddisfatti in tempi apparentemente "corretti", anche se in realtà la ricetta perde il carattere di urgenza.
La trasparenza della rendicontazione statistica regionale e della piattaforma nazionale dipende da come viene impostato il monitoraggio per il rispetto dei tempi delle priorità. Il parametro statistico di efficienza è la percentuale di prestazioni prenotate ed erogate entro il termine di priorità, specie per i codici U e B.
Nel Lazio dovrà essere introdotto un altro parametro e rilevati altri dati, ovvero quelli delle prestazioni prenotate ed erogate oltre il limite temporale del codice indicato, a differenza della altre regioni.
L'importante è che questi due dati siano distinti altrimenti se vengono sommati si può ritenere che siano stati rispettati i tempi delle priorità, anche quando prenotazione ed erogazione sono avvenute oltre il limite temporale del codice assegnato.

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