Nell'ultimo quarto di secolo non s'era mai visto un pre-accoro sull'ACN per la MG dopo trattative febbrili come quelle concluse ieri. A cosa si deve questa gran fretta di chiudere una pre-intesa, che nei precedenti decenni è avveunta regolarmente oltre la data di validità triennale, con le più varie coalizioni di governo nessuna esclusa? Finalmente la parte pubblica è stata travolta da una ondata di correttezza, lealtà sindacale, rispetto istituzionale delle normative dalla stessa definite, invece della consueta tattica della dilazione e del rinvio sine die delle trattive per mettere alla corda la controparte?
Il miracolo di queste settimene ha radici meno nobili ed elevate: si tratta solo di evitare la tirata d'orecchi comunitaria per non aver rispettato gli impegni sottosrcritti con l'accettazione dei generosi miliardi del PNNR. A Bruxelles non fanno sconti e non accettano la furbesca tattica del rinvio delle scadenze e del mancato rispetto dei patti: insomma c'era il rischio di restituire i miliardi non spesi o già incassati per non aver rispettato il processo di implementazione del Piano, ad esempio con Case della Comunità prive degli operatori sanitari delle cure primarie, ai quali erano specificatamente destinate.
Peraltro in alcune realtà nella CdC da 50-60mila abitanti non sono nemmeno previsti locali di visita per i MMG, mentre per l'applicazione sul campo dell'ACN 2025-2027 serviranno mesi e forse l'intero secondo semestre dell'anno.
Il flop delle mega CdC, ampiamente annunciato, si avvicina con il conto alla rovescia in vista del fatidico 30 giugno, dopo di che si scatenera' la ridda delle verifiche giornalistiche sulle strutture attive e sui servizi offerti, in parallelo alla raccolta dati della task force ministeriale e alle ispezioni dei funzionari comunitari sul rispetto dei parametri funzionali pattutiti. Si spera che i dati sulla implementazione del Piano quinquennale per le cure primarie arrivino prima della pausa estiva e non a settembre.
Al link del Quotidiano Sanità si può scaricare il testo completo
Le trattative dell'ultima settiman si sono focalizzate sul debito orario di 6 ore necessario per garantire la presenza di almeno un generalista nelle 12 ore dal lunerdì al venerdì; la pre-intesa ha risvolti sia normativi che economici. Il documento sottoscritto da 2 sindacati è una sorta di dichiarazione di intenti che modifica l'ACN vigente e anticipa i contenuti dell'ACN 2025-2027, di cui peraltro non è stato ancora deliberato l'atto di indirizzo, propedeutico alle trattative e alle tappe dell'iter, fino alla pubblicazione in GU.
L'accordo del 23 giugno contiene le norme di riferimento per le 6 ore di debito orario dei medici a ciclo di scelta, che modificano alcuni articoli dell'ACN vigente e saranno la base del prossimo ACN, negoziato in autunno e che verosimilmente entrerà in vigore dal 2027.
L'obiettivo primario dell'intesa del 23 giugno è quello di garantire la presenza di
almeno un medico del RU di AP nella
fascia oraria 8-20. Una volta ripartiti i turni tra i medici del RU le eventuali carenze residue verranno coperte dai medici a ciclo di scelta
che operano nel territorio della CdC; i MMG potranno anche concordare tra loro una diversa distribuzione dei turni, sentito il referente di AFT laddove presente, che si incaricherà di ripartire il fabbisogno residuo tra tutti gli aderenti. I medici a ciclo di scelta saranno comunque tenuti ad assicurare una presenza continuativa di almeno 3 ore.
Il protocollo del 23 giugno stabilisce un compenso unico nazionale di 38,7 €/ora, per le attività nelle CdC - inferiore ai 60 € dell'Air veneto da poco firmato - salvo "le eventuali integrazioni regionali correlate a ulteriori funzioni specifiche".
Il futuro ACN 2025-2027 dovrà scegliere alcuni aspetti ancora indefiniti come: quali saranno i compiti professionali e le modalità di consultazione delegate ai medici a ciclo di scelta nelle ore svolte in CdC? Saranno le stesse o diverse da quelle definite dal documento delle regioni del settembre 2025 per i medici del RU a ciclo orario (si veda il PS)?
Serviranno alcuni mesi perchè le modifiche all'ACN vigente diventino operative e si possa verificare il loro impattpo sulla funzionalità delle CdC finanziate dal PNRR territoriale.
Nel frattempo si apriranno spiragli per i ricorsi contro le nuove norme, vista l'opposizione dei due sindacati che non hanno sottoscritto l'intesa e le reazioni negative dei medici del Ruolo Unico.
P.S. LINEE
DI INDIRIZZO PER L’ATTIVITÀ ORARIA DEI MEDICI DEL RU NELLE CdC (sett. 2025)
Attività assistenziale a
prestazione oraria presso le CdC
Tra le attività della
CdC, assume particolare rilievo la figura del medico del ruolo unico di
assistenza primaria nel contribuire all’erogazione dell’assistenza primaria e
della continuità assistenziale che prevede la presenza di personale medico h24
sette giorni su sette, nelle hub e, h12 sei su sette, nelle spoke.
Ad ogni CdC hub
afferiscono quindi funzionalmente i Medici del ruolo unico di assistenza
primaria nei modi definiti dall’ACN. Tali medici, appartenenti alle rispettive AFT,
devono essere collegati tra loro e con la CdC hub, anche attraverso la
condivisione di strumenti e sistemi applicativi informatici, che permettano
interscambio di informazioni allo scopo di diagnosi e cura.
I Medici del ruolo
unico di assistenza primaria a ciclo di scelta operano all’interno delle CdC
hub e spoke secondo la programmazione regionale e aziendale e nei rispettivi
studi professionali al fine di garantire la capillarità del servizio erogato,
in particolare nelle aree interne e rurali.
In applicazione
dell’ACN vigente, i medici del ruolo unico da impegnare nello svolgimento
dell’attività oraria presso le CdC sono:
-
i
medici con incarico a ciclo di scelta attribuito fino al 31.12.2024 non
massimalisti che optano volontariamente per il nuovo ruolo unico secondo le
procedure previste dall’ACN 2024;
- i
medici con incarico temporaneo che si diplomano a partire dall’anno 2025;
- i
medici convenzionati a partire dall’anno 2025 a seguito delle procedure per l’attribuzione
di incarichi a tempo indeterminato, determinato e temporaneo;
- i medici già titolari di incarico a tempo determinato e indeterminato o
temporaneo ad attività oraria.
Con riferimento
specifico all’attività oraria da svolgersi presso le CdC, il medico del ruolo unico
di assistenza primaria fornisce prestazioni ambulatoriali, al fine di
contribuire alla continuità dell’assistenza per l'intero arco della giornata ed
allo svolgimento di ulteriori attività in favore dei cittadini.
L‘attività oraria
svolta dai medici del ruolo unico presso le CdC è coordinata funzionalmente ed
organizzativamente a livello distrettuale ed è rivolta alla popolazione di
riferimento nei modi definiti dall’ACN per garantire l’integrazione
organizzativa e professionale e agevolare l’accesso dei cittadini alle cure.
L’Azienda assegna ai
medici del ruolo unico le sedi di attività a prestazione oraria e predispone,
su base distrettuale, i turni di servizio, in collaborazione con i referenti di
AFT, sentiti i medici interessati. I turni di servizio sono assegnati sulla
base del principio della equità distributiva fra tutti i medici incaricati.
Organizzazione della
continuità dell’assistenza e CdC
L’ACN vigente supera il
concetto di servizio di continuità dell’assistenza (SCA) articolato in turni
notturni e diurni festivi che assicurava le prestazioni sanitarie non differibili
ai cittadini residenti negli ambiti territoriali afferenti alle sedi di
servizio assegnate dalle Aziende per passare ad una concezione più ampia di
continuità assistenziale anche in
orario diurno e feriale che favorisce l’integrazione dei servizi territoriali
attraverso il coordinamento dell’attività oraria dei medici del ruolo unico da svolgersi
presso le sedi delle AFT, UCCP, Case della Comunità hub e spoke, Ospedali di Comunità
nonché presso ambulatori diurni di medicina generale ad integrazione dell’assistenza
fiduciaria concorrendo in questo modo all’incremento della capacità e della
qualità di tutto il sistema.
La continuità
dell’assistenza nei confronti di tutta la popolazione di riferimento nei modi definiti
dall’ACN, inclusa quella in età pediatrica per le prestazioni richieste nelle
fasce orarie notturne, il sabato ed i festivi, è organizzata dalla Azienda
sanitaria secondo quanto disposto dall’art. 44 ACN dei MMG tenendo conto del
coordinamento dell'orario di apertura degli studi dei medici a ciclo di scelta
e dei pediatri di libera scelta nonché dell'offerta assistenziale in relazione
alle caratteristiche demografiche, alle peculiarità geografiche e di densità
abitativa del territorio.
Integrazione della continuità assistenziale nella CdC
Si rappresenta
quindi la necessità di avviare una rivisitazione della continuità assistenziale
come attualmente intesa utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’art. 44
dell’ACN e prevedendo in via prioritaria che le attuali sedi di Continuità
Assistenziale siano collocate all’interno delle Case della Comunità al fine di
espletare attività per bisogni non differibili, garantendo l’assistenza h 24
come prevista dal DM n. 77/2022, fatta salva la possibilità di definire sedi
ulteriori per aree interne distanti dai presidi territoriali.
Allo scopo di
rinforzare la rete di offerta delle cure primarie, nella CdC hub è garantita l’assistenza
medica ad integrazione dell’assistenza fiduciaria con la presenza dei medici del
ruolo unico h 24, 7 giorni su 7. L’orario di
attività articolato nell’arco delle 24/12 ore giornaliere permette alla CdC hub
e spoke di svolgere funzioni di primo livello disponendo di competenze cliniche
e strumentali adeguate a fornire risposte a situazioni di minore criticità e
bassa complessità e a garantire una prima risposta sanitaria sul territorio.
Nelle
CdC viene espletata attività per bisogni non differibili che comprende:
- erogazione di prestazioni assistenziali non differibili,
a tutta la popolazione, di ogni fascia di età, secondo i modelli organizzativi
regionali, con particolare riferimento alla funzionalità del Numero Unico
Europeo 116117;
- effettuazione di visite mediche anche mediante l’utilizzo
di strumentazione di diagnostica di primo livello e rilascio di prescrizioni
mediche;
- gestione e supporto della presa in carico di pazienti in
condizioni clinico-assistenziali di particolare complessità, sulla base di
protocolli aziendali;
- effettuazione di visite occasionali;
- erogazione dell’assistenza ai turisti ed agli studenti
fuori sede, ai cittadini non residenti ed altre categorie di utenti.
L’accesso del
cittadino avviene mediante invio del 116117, da parte dei Medici del Ruolo unico
di assistenza primaria e PLS, fermo restando l’accesso in autopresentazione. I
criteri di esclusione dall’accesso sono definiti a livello regionale per
fattispecie particolari quali ad esempio:
-
Dolore toracico
-
Dispnea acuta
-
Deficit neurologico acuto
-
Cefalea intensa e inusuale
-
(Poli)Trauma
-
Sincope/perdita di
conoscenza