1-Legge
Balduzzi N. 189/2012
Art.
1 - (Riordino
dell'assistenza territoriale e mobilità del personale delle aziende sanitarie)
1.
Le
regioni definiscono l'organizzazione dei servizi territoriali di assistenza
primaria promuovendo l'integrazione con il sociale, anche con riferimento
all'assistenza domiciliare, e i servizi ospedalieri, al
fine di migliorare il livello di efficienza e di capacità di presa in carico
dei cittadini, secondo modalità operative che prevedono forme
organizzative monoprofessionali, denominate aggregazioni funzionali
territoriali, che condividono, in forma strutturata, obiettivi e percorsi
assistenziali, strumenti di valutazione della qualità assistenziale, linee
guida, audit e strumenti analoghi,
2.
nonchè
forme organizzative multiprofessionali, denominate unità complesse di cure
primarie, che erogano, in coerenza con la
programmazione regionale, prestazioni assistenziali tramite il coordinamento
e l'integrazione dei medici, delle altre professionalità convenzionate con
il Servizio sanitario nazionale, degli infermieri, delle professionalità
ostetrica, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e del sociale a
rilevanza sanitaria. In particolare, le regioni disciplinano le unità complesse
di cure primarie privilegiando la costituzione di reti di poliambulatori
territoriali dotati di strumentazione di base, aperti al pubblico per tutto
l'arco della giornata, nonchè nei giorni prefestivi e festivi con idonea
turnazione, che operano in coordinamento e in collegamento telematico con le
strutture ospedaliere.
3.
Le
regioni, avvalendosi di idonei sistemi informatici, assicurano l'adesione
obbligatoria dei medici all'assetto organizzativo e al sistema informativo
nazionale, compresi gli aspetti relativi al sistema della tessera
sanitaria, secondo quanto stabilito dall'articolo 50 del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
2003, n. 326, e successive modificazioni, nonchè la partecipazione attiva
all'applicazione delle procedure di trasmissione telematica delle ricette
mediche.
4.
Le
aggregazioni funzionali territoriali e le unità complesse di cure
primarie erogano l'assistenza primaria attraverso personale convenzionato
con il Servizio sanitario nazionale. Le regioni possono, senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica, prevedere la presenza, presso le medesime
strutture, sulla base della convenzione nazionale, di personale dipendente
del Servizio sanitario nazionale, in posizione di comando ove il soggetto
pubblico incaricato dell'assistenza territoriale sia diverso dalla struttura di
appartenenza. Il personale convenzionato è costituito dai medici di medicina
generale, dai pediatri di libera scelta e dagli specialisti ambulatoriali.
5.
Per
i medici di medicina generale è istituito il ruolo unico, disciplinato
dalla convenzione nazionale, fermi restando i livelli retributivi specifici
delle diverse figure professionali.
2 - DM 77/2022 - Case della
Comunità Spoke
La CdC spoke
garantisce, nell’ambito delle professionalità disponibili a legislazione
vigente anche attraverso interventi di riorganizzazione aziendale, l’erogazione
dei seguenti servizi, anche mediante modalità di telemedicina:
· Équipe
multiprofessionali (MMG, PLS, Specialisti Ambulatoriali Interni (SAI) e
dipendenti, Infermieri e altre figure sanitarie e sociosanitarie);
·
Presenza
medica e infermieristica almeno h12 - 6 giorni su 7 (lunedì-sabato);
·
Punto
Unico di Accesso (PUA) sanitario;
· Alcuni
servizi ambulatoriali per patologie ad elevata prevalenza (cardiologo,
pneumologo, diabetologo);
· Servizi
infermieristici sia in termini di prevenzione collettiva e promozione della
salute pubblica, inclusa l’attività dell’Infermiere di Famiglia o Comunità
(IFoC), sia di continuità di assistenza
sanitaria, per la gestione integrata delle patologie croniche;
·
Programmi
di screening;
·
Collegamento
con la Casa della Comunità hub di riferimento;
·
Sistema
integrato di prenotazione collegato al CUP aziendale;
·
Partecipazione
della Comunità e valorizzazione co-produzione, attraverso le associazioni di
cittadini, volontariato.
3- LINEE
DI INDIRIZZO PER L’ATTIVITÀ ORARIA DA RENDERE DA PARTE DEI MEDICI DEL RUOLO
UNICO DI ASSISTENZA PRIMARIA NELLE CASE DELLA COMUNITÀ (sett. 2025)
Case della Comunità e forme organizzative della medicina convenzionata.
La CdC, intesa come struttura dell’assistenza territoriale e presidio sanitario di un territorio, costituisce il riferimento naturale dell’Unità Complessa delle Cure Primarie (UCCP) prevista dagli Accordi collettivi nazionali della medicina convenzionata, alla quale sono funzionalmente collegate le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) dei medici del ruolo unico di assistenza primaria, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti aa bulatoriali, dei veterinari eventualmente integrati (art. 6, co. 3 dell’ACN SAI 2024) e dei professionisti.
Il carattere multiprofessionale dell’UCCP viene garantito attraverso il coordinamento e l’integrazione principalmente dei medici, convenzionati e dipendenti, delle altre professionalità convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, degli odontoiatri, degli infermieri, delle ostetriche, delle professioni tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e del sociale a rilevanza sanitaria.
Viene pertanto naturale prevedere che le UCCP trovino collocazione fisica prioritariamente nelle Case di Comunità hub che verranno realizzate secondo il cronoprogramma compreso nei Piani operativi regionali in attuazione del PNRR e secondo gli standard del DM n. 77/2022.
Le AFT dei Medici del ruolo unico di assistenza primaria, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali, dei veterinari eventualmente integrati e dei professionisti sono collegate funzionalmente con la CdC/UCCP di riferimento, anche attraverso la condivisione di strumenti e sistemi applicativi informatici, che permettono interscambio di informazioni allo scopo di diagnosi e cura.
I medici del ruolo unico di assistenza primaria e i pediatri di libera scelta si raccordano tramite le proprie AFT alla UCCP di riferimento, con particolare attenzione alle fasi di transizione dall’età evolutiva all’età adulta, favorendo in collaborazione con gli altri servizi territoriali e ospedalieri, l’individuazione precoce del disagio giovanile e alla presa in carico della cronicità secondo modelli proattivi e di iniziativa, anche finalizzati all’intervento precoce e/o di tipo preventivo finalizzato al mantenimento delle capacità e dell’autonomia funzionale della persona.
Le UCCP realizzano i propri compiti attraverso:
a. l’attività di equipe multidisciplinare così come inquadrata dal DM n. 77/22;
b. la programmazione delle proprie attività in coerenza con quella del Distretto di riferimento;
c. la partecipazione a programmi di aggiornamento/formazione e a progetti di ricerca concordati con il Distretto e coerenti con la programmazione regionale e aziendale e con le finalità di cui al precedente capoverso;
d. la programmazione di audit clinici e organizzativi, coinvolgendo i referenti di AFT dei medici del ruolo unico di assistenza primaria, dei pediatri di libera scelta e della specialistica ambulatoriale.
Attività assistenziale a
prestazione oraria presso le CdC
Tra le attività della
CdC, assume particolare rilievo la figura del medico del ruolo unico di
assistenza primaria nel contribuire all’erogazione dell’assistenza primaria e
della continuità assistenziale che prevede la presenza di personale medico h24
sette giorni su sette, nelle hub e, h12 sei su sette, nelle spoke.
Ad ogni CdC hub
afferiscono quindi funzionalmente i Medici del ruolo unico di assistenza
primaria nei modi definiti dall’ACN. Tali medici, appartenenti alle rispettive AFT,
devono essere collegati tra loro e con la CdC hub, anche attraverso la
condivisione di strumenti e sistemi applicativi informatici, che permettano
interscambio di informazioni allo scopo di diagnosi e cura.
I Medici del ruolo
unico di assistenza primaria a ciclo di scelta operano all’interno delle CdC
hub e spoke secondo la programmazione regionale e aziendale e nei rispettivi
studi professionali al fine di garantire la capillarità del servizio erogato,
in particolare nelle aree interne e rurali.
In applicazione
dell’ACN vigente, i medici del ruolo unico da impegnare nello svolgimento
dell’attività oraria presso le CdC sono:
-
i
medici con incarico a ciclo di scelta attribuito fino al 31.12.2024 non
massimalisti che optano volontariamente per il nuovo ruolo unico secondo le
procedure previste dall’ACN 2024;
- i
medici con incarico temporaneo che si diplomano a partire dall’anno 2025;
- i
medici convenzionati a partire dall’anno 2025 a seguito delle procedure per l’attribuzione
di incarichi a tempo indeterminato, determinato e temporaneo;
- i medici già titolari di incarico a tempo determinato e indeterminato o
temporaneo ad attività oraria.
Con riferimento
specifico all’attività oraria da svolgersi presso le CdC, il medico del ruolo unico
di assistenza primaria fornisce prestazioni ambulatoriali, al fine di
contribuire alla continuità dell’assistenza per l'intero arco della giornata ed
allo svolgimento di ulteriori attività in favore dei cittadini.
L‘attività oraria
svolta dai medici del ruolo unico presso le CdC è coordinata funzionalmente ed
organizzativamente a livello distrettuale ed è rivolta alla popolazione di
riferimento nei modi definiti dall’ACN per garantire l’integrazione
organizzativa e professionale e agevolare l’accesso dei cittadini alle cure.
L’Azienda assegna ai
medici del ruolo unico le sedi di attività a prestazione oraria e predispone,
su base distrettuale, i turni di servizio, in collaborazione con i referenti di
AFT, sentiti i medici interessati. I turni di servizio sono assegnati sulla
base del principio della equità distributiva fra tutti i medici incaricati.
Organizzazione della
continuità dell’assistenza e CdC
L’ACN vigente supera il
concetto di servizio di continuità dell’assistenza (SCA) articolato in turni
notturni e diurni festivi che assicurava le prestazioni sanitarie non differibili
ai cittadini residenti negli ambiti territoriali afferenti alle sedi di
servizio assegnate dalle Aziende per passare ad una concezione più ampia di
continuità assistenziale anche in
orario diurno e feriale che favorisce l’integrazione dei servizi territoriali
attraverso il coordinamento dell’attività oraria dei medici del ruolo unico da svolgersi
presso le sedi delle AFT, UCCP, Case della Comunità hub e spoke, Ospedali di Comunità
nonché presso ambulatori diurni di medicina generale ad integrazione dell’assistenza
fiduciaria concorrendo in questo modo all’incremento della capacità e della
qualità di tutto il sistema.
La continuità
dell’assistenza nei confronti di tutta la popolazione di riferimento nei modi definiti
dall’ACN, inclusa quella in età pediatrica per le prestazioni richieste nelle
fasce orarie notturne, il sabato ed i festivi, è organizzata dalla Azienda
sanitaria secondo quanto disposto dall’art. 44 ACN dei MMG tenendo conto del
coordinamento dell'orario di apertura degli studi dei medici a ciclo di scelta
e dei pediatri di libera scelta nonché dell'offerta assistenziale in relazione
alle caratteristiche demografiche, alle peculiarità geografiche e di densità
abitativa del territorio.
Integrazione della continuità assistenziale nella CdC
Si rappresenta
quindi la necessità di avviare una rivisitazione della continuità assistenziale
come attualmente intesa utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’art. 44
dell’ACN e prevedendo in via prioritaria che le attuali sedi di Continuità
Assistenziale siano collocate all’interno delle Case della Comunità al fine di
espletare attività per bisogni non differibili, garantendo l’assistenza h 24
come prevista dal DM n. 77/2022, fatta salva la possibilità di definire sedi
ulteriori per aree interne distanti dai presidi territoriali.
Allo scopo di
rinforzare la rete di offerta delle cure primarie, nella CdC hub è garantita l’assistenza
medica ad integrazione dell’assistenza fiduciaria con la presenza dei medici del
ruolo unico h 24, 7 giorni su 7. L’orario di
attività articolato nell’arco delle 24/12 ore giornaliere permette alla CdC hub
e spoke di svolgere funzioni di primo livello disponendo di competenze cliniche
e strumentali adeguate a fornire risposte a situazioni di minore criticità e
bassa complessità e a garantire una prima risposta sanitaria sul territorio. Nelle
CdC viene espletata attività per bisogni non differibili che comprende:
- erogazione di prestazioni assistenziali non differibili,
a tutta la popolazione, di ogni fascia di età, secondo i modelli organizzativi
regionali, con particolare riferimento alla funzionalità del Numero Unico
Europeo 116117;
- effettuazione di visite mediche anche mediante l’utilizzo
di strumentazione di diagnostica di primo livello e rilascio di prescrizioni
mediche;
- gestione e supporto della presa in carico di pazienti in
condizioni clinico-assistenziali di particolare complessità, sulla base di
protocolli aziendali;
- effettuazione di visite occasionali;
- erogazione dell’assistenza ai turisti ed agli studenti
fuori sede, ai cittadini non residenti ed altre categorie di utenti.
L’accesso del
cittadino avviene mediante invio del 116117, da parte dei Medici del Ruolo unico
di assistenza primaria e PLS, fermo restando l’accesso in autopresentazione. I
criteri di esclusione dall’accesso sono definiti a livello regionale per
fattispecie particolari quali ad esempio:
-
Dolore toracico
-
Dispnea acuta
-
Deficit neurologico acuto
-
Cefalea intensa e inusuale
-
(Poli)Trauma
-
Sincope/perdita di
conoscenza