martedì 17 marzo 2026

I compiti dei medici di AP a rapporto orario nelle Case della Comunità

 LINEE DI INDIRIZZO PER L’ATTIVITÀ ORARIA DA RENDERE DA PARTE DEI MEDICI DEL RUOLO UNICO DI ASSISTENZA PRIMARIA NELLE CASE DELLA COMUNITÀ

Per rinforzare la rete di offerta delle cure primarie, nella CdC hub è garantita l’assistenza medica ad integrazione dell’assistenza fiduciaria con la presenza dei medici del ruolo unico h 24, 7 giorni su 7. L’orario di attività articolato nell’arco delle 24/12 ore giornaliere permette alla CdC hub e spoke di svolgere funzioni di primo livello disponendo di competenze cliniche e strumentali adeguate a fornire risposte a situazioni di minore criticità e bassa complessità e a garantire una prima risposta sanitaria sul territorio. Nelle CdC viene espletata attività per bisogni non differibili che comprende:

  • erogazione di prestazioni assistenziali non differibili, a tutta la popolazione, di ogni fascia di età, secondo i modelli organizzativi regionali, con particolare riferimento alla funzionalità del Numero Unico Europeo 116117;
  • effettuazione di visite mediche anche mediante l’utilizzo di strumentazione di diagnostica di primo livello e rilascio di prescrizioni mediche;
  • gestione e supporto della presa in carico di pazienti in condizioni clinico-assistenziali di particolare complessità, sulla base di protocolli aziendali;
  • effettuazione di visite occasionali;
  •  erogazione dell’assistenza ai turisti ed agli studenti fuori sede, ai cittadini non residenti ed altre categorie di utenti.

L’accesso del cittadino avviene mediante invio del 116117, da parte dei Medici del Ruolo unico di assistenza primaria e PLS, fermo restando l’accesso in autopresentazione. I criteri di esclusione dall’accesso sono definiti a livello regionale per fattispecie particolari quali ad esempio:

  • Dolore toracico
  • Dispnea acuta
  • Deficit neurologico acuto
  • Cefalea intensa e inusuale
  • (Poli)Trauma
  • Sincope/perdita di conoscenza

domenica 15 marzo 2026

Borgonovi: "Promettere ciò che non si può mantenere", ovvero le criticità del PNRR

Il professor Elio Borgonovi, fondatore del Cergas Bocconi e decano degli economisti sanitari, in un lungo editoriale su Mecosan commenta un servizio di Report del giugno 2025 sullo stato di avanzamento delle PNRR per quanto riguarda Case ed Ospedali di Comunità; il titolo è eloquente ed efficace nella messa a nudo delle crticità del Piano elencate dal professore. Ecco una sintesi dei punti chiave.

  • "..era facile prevedere che sarebbe stato relativamente facile costruire o ammodernare muri" [..] "mentre sarebbe stato praticamente impossibile trovare i professionisti per popolarli" e risolvere "il problema di come convincere/incentivare i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta a svolgere parte della propria attività nelle nuove strutture".
  • E' stata poco sottolineata l’irrazionalità del modello adottato per rispondere a un’esigenza razionale e reale, quella di potenziare le cure primarie e di portare i servizi verso i pazienti (salute di prossimità) [...] Che senso ha promettere strutture aperte 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 senza tener conto anche del problema di sicurezza dei professionisti nelle ore notturne?
  • Le funzioni rilevanti delle case di comunità riguardano la prevenzione, la presa in carico di condizioni di cronicità, l’erogazione di prestazioni infermieristiche e mediche programmabili o di complessità relativamente bassa [...] per tutte queste funzioni è sufficiente un’apertura dalle 8 alle 18-20.
  •  ..le case di comunità come strutture fisiche non sono idonee a risolvere i problemi delle popolazioni che vivono in aree interne o che comunque sono disperse sul territorio. Pensare a finanziare strutture fisiche è stato ed è un errore logico in una società nella quale da decenni ormai si parla di dematerializzazione.
  • Bisognava "evitare quella che può essere definita come “illusione della razionalità” e si è tradotta nella definizione di standard strutturali, tecnologici e di personale che rappresentano soluzioni rigide, ma soprattutto non possono e non potranno essere rispettati nei prossimi anni per carenza di professionisti".
  • Sarebbe stato possibile definire soluzioni più flessibili" e "più utile rafforzare i collegamenti a rete tra professionisti e strutture già esistenti con moderne tecnologie nelle aree interne e con popolazione dispersa, dare attuazione con opportuni stimoli alle norme relative alle aggregazioni funzionali territoriali o forme associative e cooperative di medici, infermieri e altri professionisti". 
  • Purtroppo, ha prevalso la cultura, ancora troppo presente anche a livello di comunità europea, della facilità dei controlli [...]mentre era (e indubbiamente è) più difficile valutare la “qualità” nell’uso dei finanziamenti sulla base di indicatori di miglioramento delle cure primarie [...] per potenziare l’assistenza primaria e di prossimità.
  • Il servizio di Report mette in evidenza la debolezza di fondo, quella di soluzioni “calate dall’alto” senza la verifica della fattibilità in gran parte del territorio nazionale. In effetti, le case di comunità funzionano in modo soddisfacente nelle regioni e nelle aree nelle quali esistevano esperienze precedenti di servizi diffusi sul territorio.
  • “promettere ciò che non si può mantenere” [..] una trappola perché comunque infermieri e medici non potranno essere in numero sufficiente e si presta il fianco a una futura trasmissione nella quale saranno evidenziate ancora una volta le carenze. 

Prima del Covid-10 il sociologo Giovanni Bertin, intrevenendo nel dibattito sulla riforma dell'assistenza primaria, paventava una “colonizzazione del territorio con la stessa cultura di governo utilizzata nella gestione dei sistemi ospedalieri". Questo rischio si sta avverando ed è all'origine del probabile flop delle CdC Hub che però, a ben vedere, era già evidente nell'architettura "ontologica" del PNRR/DM77. 

La ragione d'essere e i limiti intrinseci di entrambi stanno proprio nel proposito di colonizzare il territorio con le logiche organizzative ospedaliere, che trova nei gettonisti della CdC la sua massima ambiguità. Insomma si è perseguito uno svuotamento scientifico e programmatico delle potenialità di cambiamento delle riforme per l'imprinting dal paradigma dominante incapace di andare oltre le proprie premesse culturali.

Le criticità descritte dal professor Borgonovi sono un'evidente bocciatura delle CdC Hub. Solo con il finanziamento delle CdC Spoke, vale a dire le UCCP già previste dalla riforma Balduzzi del 2012 per garantire la continuità H12, si poteva realizzare una rete di prossimità, diversificata e funzionale, con una presenza attiva e non residuale dei medici di MG.
 

domenica 8 marzo 2026

Compiti dei medici di AP a rapporto orario nelle Case della Comunità Hub: le indicazioni delle regioni

Chi prenderà servizio nelle CdC dalla seconda metà del 2026 e in che misura verranno soddisfatti gli standard del DM77? Le trattative tra le regioni e i sindacati si infittiscono in vista della conclusione del PNRR, mentre sul territorio vengono inaugurate settimanalmente nuove strutture. 

giovedì 5 marzo 2026

La rincorsa delle regioni per evitare il flop delle CdC

Le regioni sono in fermento per evitare il flop delle CdC Hub e garantire la continuità H12 prevista dal DM77. La presenza di medici dell'AP nelle CdC si può realizzare in tre modi.

1-ATTIVITA' A CICLO DI SCELTA. Nelle CdC Hub mancano i locali per ospitare tutti i medici a ciclo di scelta; ergo i pochi posti disponibili possono essere concessi solo dopo aver definito dei criteri condivisi - ad esempio la priorità per i medici a ruolo unico - e posto un termine per la presentazione delle domande, stilare la relativa graduatoria e attribuite gli incarichi. Inoltre un solo MMG massimalista utilizzerebbe per i propri assistiti uno dei pochi studi disponibili nella CdC Hub per almeno 20 ore settimanali, sottraendole alla continuità orarie H12 per tutta la popolazione.

lunedì 2 marzo 2026

Il rischio di flop per le Case della Comunità e le soluzioni regionali all'ultimo miglio del PNRR

Mancano 6 mesi al traguardo del PNRR territoriale e non è facile prevedere quale sarà il risultato finale della Missione6, anche perchè non sono ancora disponibili i dati dell'ultima tappa intermedia, ovvero lo stato della rete di Case e Ospedali di Comunità (CdC e OdC) al 31 dicembre 2025. A giugno 2025 la situazione non era proprio tranquillizzante, visti gli evidenti ritardi in alcune regioni. Oltre al problema infrastrutturale ciò che più preoccupa è la difficoltà di reperire sul mercato del lavoro i professionisti sanitari necessari al buon funzionamento delle strutture secondo gli standard del DM77, soprattutto per le CdC Hub da 50-60 mila abitanti.

venerdì 6 febbraio 2026

AIR EMILIA-ROMAGNA, LA CONFUSIONE TRA UCCP E AFT

Continua anche con l'AIR dell'Emilia Romagna, recentemente sottoscritto, l'illegittima manipolazione della riforma Balduzzi del 2012, con il tentativo di attribuire alle AFT le funzioni delle UCCP che seconso la legge dovrebbero costituire

"reti di poliambulatoriatori territoriali dotati di strumentazione di base, aperti al pubblico per tutto l’arco della giornata, nonchè nei giorni prefestivi e festivi con idonea turnazione”.

giovedì 29 gennaio 2026

Tutto il mondo è paese, anche dopo 20 anni: il confronto tra il PNRR e la riforma inglese del 2007

Correva l'anno 2007 e il professor Darzi, eminente chirurgo londinese, veniva nominato ministro della salute nel governo del primo ministro Gordon Brown, con il mandato di realizzare una rete di "policlinici", ognuno rivolto ad una popolazione di circa 50mila cittadini, all'interno della quale i GP e specialisti dovevano  lavorare fianco a fianco per migliorare l'integrazione e l'accessibilità al servizio sanitario delle grandi città come Londra.

lunedì 26 gennaio 2026

Ricetta annuale per farmaci cronici: la distribuzione delle confezioni trorna trimestrale

Nel maggio 2023 il  Ministro della salute aveva commentato l'introduzione della ricetta annuale: "Grazie a questa norma, i pazienti o chi si prende cura di loro in caso di non auto-sufficienza, hanno il doppio vantaggio di non dover andare ripetutamente dal medico per avere la ricetta e in farmacia per ritirare i farmaci". 

mercoledì 21 gennaio 2026

L'anarchia regionale sulle prenotazioni della specialistica ambulatoriale

La querelle Laziale, tra il presidente Rocca e l'ex Assessore Damato, sulla recente introduzione di limiti temporali per la prenotazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale (da non confondere con la validità della ricetta che resta semestrale: si veda il post precedente) ha aperto il classico vaso di pandora delle difformità tra regole nazionali e regionali, soprattutto per i codici U e B (in realtà spesso pseudo urgenze).

martedì 20 gennaio 2026

Le nuove norme sui tempi delle prenotazioni: il caso del Lazio

La regione Lazio ha ridefinito i limiti entro i quali si possono prenotare le prestazioni ambulatoriali - da non confondere con la validità della ricetta che rimane a 180 giorni - con queste tempistiche per i diversi codici di priorità:

– 10 giorni per urgenze (codice U, entro 3 giorni: riservato a casi in cui vi è un rischio per la vita o un grave peggioramento)
– 20 giorni per priorità brevi (codice B, entro 10 giorni: per condizioni che possono aggravarsi rapidamente)
– 40 o 70 giorni per prestazioni differibili (codice D, entro 30-60 giorni)
– 130 giorni per prestazioni programmabili (codice P)