mercoledì 24 giugno 2026

I nodi irrisolti del debito orario dei medici di MG nelle Case di Comunità

Nell'ultimo quarto di secolo non s'era mai visto un pre-accoro sull'ACN per la MG dopo trattative febbrili come quelle concluse ieri. A cosa si deve questa gran fretta di chiudere una pre-intesa, che nei precedenti decenni è avveunta regolarmente oltre la data di validità triennale, con le più varie coalizioni di governo nessuna esclusa? Finalmente la parte pubblica è stata travolta da una ondata di correttezza, lealtà sindacale, rispetto istituzionale delle normative dalla stessa definite, invece della consueta tattica della dilazione e del rinvio sine die delle trattive per mettere alla corda la controparte? 

Il miracolo di queste settimene ha radici meno nobili ed elevate: si tratta solo di evitare la tirata d'orecchi comunitaria per non aver rispettato gli impegni sottosrcritti con l'accettazione dei generosi miliardi del PNNR. A Bruxelles non fanno sconti e non accettano la furbesca tattica del rinvio delle scadenze e del mancato rispetto dei patti: insomma c'era il rischio di restituire i miliardi non spesi o già incassati per non aver rispettato il processo di implementazione del Piano, ad esempio con Case della Comunità prive degli operatori sanitari delle cure primarie, ai quali erano specificatamente destinate. 

Peraltro in alcune realtà nella CdC da 50-60mila abitanti non sono nemmeno previsti locali di visita per i MMG, mentre per l'applicazione sul campo dell'ACN 2025-2027 serviranno mesi e forse l'intero secondo semestre dell'anno.

Il flop delle mega CdC, ampiamente annunciato, si avvicina con il conto alla rovescia in vista del fatidico 30 giugno, dopo di che si scatenera' la ridda delle verifiche giornalistiche sulle strutture attive e sui servizi offerti, in parallelo alla raccolta dati della task force ministeriale e alle ispezioni dei funzionari comunitari sul rispetto dei parametri funzionali pattutiti. Si spera che i dati sulla implementazione del Piano quinquennale per le cure primarie arrivino prima della pausa estiva e non a settembre. 

 

 

Le trattative dell'ultima settiman si sono focalizzate sul debito orario di 6 ore necessario per garantire la presenza di almeno un generalista nelle 12 ore dal lunerdì al venerdì; la pre-intesa ha risvolti sia normativi che economici ancora poco chiari. Il documento sottoscritto da 2 sindacati è una sorta di dichiarazione di intenti che ipoteca i contenuti e il rinnovo dell'ACN 2025-2027, di cui peraltro non è stato ancora deliberato l'atto di indirizzo, propedeutico alle trattative e a alle tappe dell'iter, fino alla pubblicazione in GU.

Ad ogni buon conto l'accordo del 23 giugno contiene solo il generico riferimento alle 6 ore di debito orario, obbligatorie per tutti i medici a ciclo di scelta, da implementare nel prossimo ACN negoziato in autunno e che verosimilmente entrerà in vigore dopo tutti i passaggi istituzionali solo a partire dal 2027.

Non sono noti i dettagli delle future norme, che dovranno scegliere i nodi dell'applicazione così schematizzabili: 

1-il debito obbligatorio e sarà uguale per tutti o differenziato in base al nunero di pazienti in carico al singolo MMG/PLS o alla sua età? Sarebbe di buon senso il dimezzamento per i massimalisti e ancor più per chi ha accettato l'innalzamento a 1800, pena il rischio di pensionamenti anticipati di massa degli ultra65enni prossimi al termine della carrietra, al momento dell'entrata in vigore dell'obbligo. Se invece dovesse essere introdotta una esenzione su base anagrafica si configurerebbe una discriminazione generazionale ai danni dei giovani, già penalizzati dal RU selettivo.

2-nel testo non vi è alcun accenno all'entitaà del compenso per le ore di attività nelle CdC, anche se si ipotizza una cifra di 38,5 €/ora: sarà unico nazionale o potrà variare a livllo regionale? Nella prima ipotesi dovranno essere rivisti tutti gli AIR che hanno già definito cifre superiori, come l'Air veneto a 60€, o inferiori a quello del futuro ACN. Inoltre non e' chiaro se il compenso orario sara soggetto o meno alle trattenute previdenziali, che aumeneranno gli oneri per la parte pubblica e dimezzeranno il compenso orario per i medici.

3-come verranno applicate le disposizioni sul debito orario ai medici del Ruolo Unico, convenzionati dal 2025 con l'obbligo delle 38 ore settimanali, e a quelli a ciclo di scelta ante 2025 esonerati dal RU? Si vocifera di turni con un minimo di tre ore, ma senza alcun riscontro nel testo dell'accordo.

 4-infinee quali saranno i compiti professionali e le modalità di consultazione delegate ai medici a ciclo di scelta nelle ore svolte in CdC? Saranno le stesse o diverse da quelle definite dal documento delle regioni del settembre 2025 per i medici del RU a ciclo orario (si veda il PS).

Serviranno mesi prima che questi problemi vengano risolti e si potrà immaginare il destino delle CdC hub finanziate dalle misura 6 del PNRR territoriale. Nel frattempo si apriranno spiragli per i ricorsi contro le nuove norme, viste le reazioni non proprio enstusiastiche della base.

P.S. LINEE DI INDIRIZZO PER L’ATTIVITÀ ORARIA DA RENDERE DA PARTE DEI MEDICI DEL RU NELLE CASE DELLA COMUNITÀ (sett. 2025)

Attività assistenziale a prestazione oraria presso le CdC

Tra le attività della CdC, assume particolare rilievo la figura del medico del ruolo unico di assistenza primaria nel contribuire all’erogazione dell’assistenza primaria e della continuità assistenziale che prevede la presenza di personale medico h24 sette giorni su sette, nelle hub e, h12 sei su sette, nelle spoke.

Ad ogni CdC hub afferiscono quindi funzionalmente i Medici del ruolo unico di assistenza primaria nei modi definiti dall’ACN. Tali medici, appartenenti alle rispettive AFT, devono essere collegati tra loro e con la CdC hub, anche attraverso la condivisione di strumenti e sistemi applicativi informatici, che permettano interscambio di informazioni allo scopo di diagnosi e cura.

I Medici del ruolo unico di assistenza primaria a ciclo di scelta operano all’interno delle CdC hub e spoke secondo la programmazione regionale e aziendale e nei rispettivi studi professionali al fine di garantire la capillarità del servizio erogato, in particolare nelle aree interne e rurali.

In applicazione dell’ACN vigente, i medici del ruolo unico da impegnare nello svolgimento dell’attività oraria presso le CdC sono:

  •       i medici con incarico a ciclo di scelta attribuito fino al 31.12.2024 non massimalisti che optano volontariamente per il nuovo ruolo unico secondo le procedure previste dall’ACN 2024;
  • i medici con incarico temporaneo che si diplomano a partire dall’anno 2025;
  • i medici convenzionati a partire dall’anno 2025 a seguito delle procedure per l’attribuzione di incarichi a tempo indeterminato, determinato e temporaneo;
  • i medici già titolari di incarico a tempo determinato e indeterminato o temporaneo ad attività oraria.

Con riferimento specifico all’attività oraria da svolgersi presso le CdC, il medico del ruolo unico di assistenza primaria fornisce prestazioni ambulatoriali, al fine di contribuire alla continuità dell’assistenza per l'intero arco della giornata ed allo svolgimento di ulteriori attività in favore dei cittadini.

L‘attività oraria svolta dai medici del ruolo unico presso le CdC è coordinata funzionalmente ed organizzativamente a livello distrettuale ed è rivolta alla popolazione di riferimento nei modi definiti dall’ACN per garantire l’integrazione organizzativa e professionale e agevolare l’accesso dei cittadini alle cure.

L’Azienda assegna ai medici del ruolo unico le sedi di attività a prestazione oraria e predispone, su base distrettuale, i turni di servizio, in collaborazione con i referenti di AFT, sentiti i medici interessati. I turni di servizio sono assegnati sulla base del principio della equità distributiva fra tutti i medici incaricati.

Organizzazione della continuità dell’assistenza e CdC

L’ACN vigente supera il concetto di servizio di continuità dell’assistenza (SCA) articolato in turni notturni e diurni festivi che assicurava le prestazioni sanitarie non differibili ai cittadini residenti negli ambiti territoriali afferenti alle sedi di servizio assegnate dalle Aziende per passare ad una concezione più ampia di continuità assistenziale anche in orario diurno e feriale che favorisce l’integrazione dei servizi territoriali attraverso il coordinamento dell’attività oraria dei medici del ruolo unico da svolgersi presso le sedi delle AFT, UCCP, Case della Comunità hub e spoke, Ospedali di Comunità nonché presso ambulatori diurni di medicina generale ad integrazione dell’assistenza fiduciaria concorrendo in questo modo all’incremento della capacità e della qualità di tutto il sistema.

La continuità dell’assistenza nei confronti di tutta la popolazione di riferimento nei modi definiti dall’ACN, inclusa quella in età pediatrica per le prestazioni richieste nelle fasce orarie notturne, il sabato ed i festivi, è organizzata dalla Azienda sanitaria secondo quanto disposto dall’art. 44 ACN dei MMG tenendo conto del coordinamento dell'orario di apertura degli studi dei medici a ciclo di scelta e dei pediatri di libera scelta nonché dell'offerta assistenziale in relazione alle caratteristiche demografiche, alle peculiarità geografiche e di densità abitativa del territorio.

Integrazione della continuità assistenziale nella CdC

Si rappresenta quindi la necessità di avviare una rivisitazione della continuità assistenziale come attualmente intesa utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’art. 44 dell’ACN e prevedendo in via prioritaria che le attuali sedi di Continuità Assistenziale siano collocate all’interno delle Case della Comunità al fine di espletare attività per bisogni non differibili, garantendo l’assistenza h 24 come prevista dal DM n. 77/2022, fatta salva la possibilità di definire sedi ulteriori per aree interne distanti dai presidi territoriali.

Allo scopo di rinforzare la rete di offerta delle cure primarie, nella CdC hub è garantita l’assistenza medica ad integrazione dell’assistenza fiduciaria con la presenza dei medici del ruolo unico h 24, 7 giorni su 7. L’orario di attività articolato nell’arco delle 24/12 ore giornaliere permette alla CdC hub e spoke di svolgere funzioni di primo livello disponendo di competenze cliniche e strumentali adeguate a fornire risposte a situazioni di minore criticità e bassa complessità e a garantire una prima risposta sanitaria sul territorio. 

Nelle CdC viene espletata attività per bisogni non differibili che comprende:

  •           erogazione di prestazioni assistenziali non differibili, a tutta la popolazione, di ogni fascia di età, secondo i modelli organizzativi regionali, con particolare riferimento alla funzionalità del Numero Unico Europeo 116117;
  • effettuazione di visite mediche anche mediante l’utilizzo di strumentazione di diagnostica di primo livello e rilascio di prescrizioni mediche;
  • gestione e supporto della presa in carico di pazienti in condizioni clinico-assistenziali di particolare complessità, sulla base di protocolli aziendali;
  • effettuazione di visite occasionali;
  • erogazione dell’assistenza ai turisti ed agli studenti fuori sede, ai cittadini non residenti ed altre categorie di utenti.

L’accesso del cittadino avviene mediante invio del 116117, da parte dei Medici del Ruolo unico di assistenza primaria e PLS, fermo restando l’accesso in autopresentazione. I criteri di esclusione dall’accesso sono definiti a livello regionale per fattispecie particolari quali ad esempio:

-          Dolore toracico

-          Dispnea acuta

-          Deficit neurologico acuto

-          Cefalea intensa e inusuale

-          (Poli)Trauma

-          Sincope/perdita di conoscenza

 

martedì 16 giugno 2026

Pro-memoria normativo: UCCP, Ruolo Unico, Case della Comunità Spoke, Debito Orario del RU

1-Legge Balduzzi N. 189/2012  

Art. 1 - (Riordino dell'assistenza territoriale e mobilità del personale delle aziende sanitarie)

domenica 14 giugno 2026

Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa 2026: specialistica ambulatoriale

La Sezione Specialistica Ambulatoriale del Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa 2026-2028 introduce un cambio di approccio: non si concentra solo sull’aumento dell’offerta di prestazioni, ma soprattutto sul governo della domanda, sull’appropriatezza delle prescrizioni e sulla presa in carico del paziente.

mercoledì 10 giugno 2026

Documento OCSE sul gatekeeping e il cost-sharing nelle politiche sanitarie territoriali

 Incentivising patient pathways in outpatient care: a review of gatekeeping and cost-sharing policies across the OECD

Abstract (traduzione italiana)

Migliorare l’uso efficiente delle risorse scarse è una priorità chiave in molti Paesi OCSE per garantire la sostenibilità a lungo termine della spesa sanitaria. Una delle opzioni è intervenire sul lato della domanda, incentivando il comportamento dei pazienti nella ricerca di cure. In questo contesto, il gatekeeping - uno strumento di policy attraverso il quale i medici di medicina generale (GP) o altri medici di cure primarie controllano l’accesso alle cure specialistiche - e il cost-sharing - meccanismi che richiedono ai pazienti di contribuire finanziariamente al costo delle cure - sono due strumenti frequentemente discussi. Entrambi sono ampiamente applicati nei Paesi OCSE e possono perseguire obiettivi che vanno oltre il miglioramento dell’efficienza.

Case della Comunita: DM 70 e DM 77 a confronto

Sembra proprio che il tormentato iter del DL di riforma della medicina territoriale sia stato deviato su un binario morto. Non è vero che i medici non vogliono lavorare nelle CdC come recita la vulgata mediatica degli opinion leader accorsi al capezzale della MG negli ultimi due mesi; se mai è vero il contrario, ovvero che nessuno vuole i medici nelle CdC, per il semplice fatto che nel progetto ministeriale della CdC Hub non sono previsti adeguati locali di vista per i medici e spazi per i loro collaboratori. Basta considerare che su una mega CdC hub da 50mila abitanti gravitano una quarantina di professionisti dell'assistenza primaria tra generalisti, pediatri e infermieri. 
 

mercoledì 3 giugno 2026

Bisogni non differibili: nuovo servizo di continuità assistenziale diurna nelle Case della Comunità

L'ultima indagine indipendente sulle opinioni dei pazienti condotta in Emilia Romagna dal professor Federico Toth, finanziata dalla Fondazione Lercaro ha coinvolto un campione di 3000 cittadini: "La sanità che cambia. Dentro il sistema emiliano-romagnolo".    

I cittadini emiliano-romagnoli confermano la loro fiducia nel MMG che ottiene il gradimento medio più elevato (7,3) mentre oltre la metà degli intervistati ha assegnato al proprio medico un voto pari o superiore a 8; seguono a distanza le visite specialistiche (7,0) e gli ospedali (6,4). Insomma a dispetto del luogo comune e delle campagne di stampa denigratorie la gente continua ad apprezzare la MG. 

venerdì 29 maggio 2026

martedì 26 maggio 2026

Dipendenza come cavallo di Troia per la privatizzazione della MG?

Gira l'interpretazione del DL Schillaci secondo la quale utilizzerebbe strumentalmente il debito orario da svolgere nelle CdC - le famose 6 ore per tutti i MMG - come cavallo di Troia per far passare la dipendenza e soprattutto la privatizzazione del SSN: "Il Decreto Schillaci è una controriforma ideologica che crea le condizioni favorevoli ad un nuovo mercato della salute per gruppi privati e assicurazioni e crea diseguaglianze nell’accesso alle cure [..] Il punto è che si vuole perseguire la scelta, puramente ideologica, quasi punitiva, della dipendenza pur sapendo che questo comporterà, nei fatti, il fallimento della rete appena realizzata. Le Case della salute con queste premesse non diventeranno innovativi hub della sanita di prossimità, ma ambulatori Asl di serie b e produrranno solo incremento di spesa. 

sabato 23 maggio 2026

Nelle Case della Comunità mancano spazi per i collaboratori e per l'organizzazione della MG

Nel dibattito del 2015 sulla riforma della medicina territoriale il sociologo Giovanni Bertin si augurava la legittimazione reciproca tra professionisti dell’area ospedaliera e delle cure primarie come condizione per “integrare un sapere specialistico con uno di tipo olistico che considera le persone nella loro globalità”. Riusciranno le Case della Comunità (CdC) a realizzare questo storico obiettivo?

mercoledì 20 maggio 2026

Quanti medici lavoreranno nelle Case di Comunità? Le indicazioni del metaprogetto AGENAS e il confronto con il DL Schillaci

Il dibattito sul DL Schillaci di riforma della medicina territoriale vede la contrapposizione tra convenzione e dipendenza, da un lato, e tra ciclo di scelta e rapporto/debito orario del Ruolo Unico, dall'altro. Nel settembre 2021 all'indomani dell'approvazione del DM 77 le regioni avevano ipotizzato la soluzione del doppio canale, vale a dire la convivenza tra MMG convenzionati e dipendenti, riproposta dal DL Schillaci come soluzione per evitare che le Case della Comunità (CdC) restino senza medici.