giovedì 29 gennaio 2026

Tutto il mondo è paese, anche dopo 20 anni: il confronto tra il PNRR e la riforma inglese del 2007

Correva l'anno 2007 e il professor Darzi, eminente chirurgo londinese, veniva nominato ministro della salute nel governo del primo ministro Gordon Brown, con il mandato di realizzare una rete di "policlinici", ognuno rivolto ad una popolazione di circa 50mila cittadini, all'interno della quale i GP e specialisti dovevano  lavorare fianco a fianco per migliorare l'integrazione e l'accessibilità al servizio sanitario delle grandi città come Londra.

Iona Heath, insigne GP londinese, in un articolo sul BMJ (The blind leading the blind2007 Sep 15;335) criticò l'iniziativa del professore, in quanto era "chiaro, dalla lettura della sua visione per trasformare l'assistenza sanitaria a Londra, che non ha imparato nulla sulla pratica generale e sulle cure primarie", al pari dei decision making che ritenvano una buona idea chiedere a uno specialista di assistenza terziaria di ridisegnare le cure primarie.

Le argomentazioni della Heath, di seguito riassunte, partivano dall'evidenza che l'assistenza primaria migliora l'efficacia e l'efficienza dei sistemi sanitari essendo in grado di intercettare l'82% dei pazienti che si rivolgono al SSN. La riforma proposta da Darzi si basava su un profondo equivoco circa l'utilità di differenziare i generalisti dagli specialisti, in quanto i primi "sviluppano competenze pragmatiche che consentono loro di affrontare l'incertezza che è inevitabile quando la prevalenza di malattie gravi è bassa e di gestire in sicurezza la stragrande maggioranza dei problemi presentati loro mentre solo il 5% delle consultazioni dei medici di base si traducono in rinvio all'assistenza specialistica. Questa interfaccia tra l'assistenza generalista primaria e l'assistenza specialistica secondaria segna un cambiamento radicale nella prevalenza della patologia seria, che consente agli specialisti di utilizzare indagini e competenze costose in modo mirato ed efficace".

Da precedenti esperienze internazionali in cui generalisti e specialisti erano riuniti in un'unica struttura era emerso che le competenze generaliste venivano "danneggiate perché la cura è frammentata e la continuità viene interrotta; le competenze specialistiche sono erose dal lavoro con le popolazioni in cui la prevalenza è bassa e dove i valori predittivi dei sintomi, dei segni e delle indagini diminuiscono proporzionalmente"

Il problema dal punto di vista della pratica generale quotidiana è che i pazienti non sempre hanno un solo problema: "Kishore ha il diabete; Andrew ha la polmonite. Purtroppo, il vero test di un servizio sanitario si verifica quando uno di questi pazienti è anche un alcolizzato o ha la schizofrenia". Nel progetto di riforma non venivano considerate imili situazioni complesse che "sono un evento quotidiano nella pratica generale di Londra, coinvolgendo i pazienti che, pur teoricamente in grado di beneficiare della fornitura di più servizi su un singolo sito, sono molto più spesso spaventati e intimiditi e quindi trovano più facile impegnarsi con i servizi locali su scala più domestica e a distanza dalle grandi istituzioni".

Il progetto del governo britannico affrontava anche il problema della disuguaglianze sanitarie riconoscendo che le aree più indigenti e con mggiori esigenze sanitarie richiedono un migliore accesso a un'assistenza qualitativa. Tuttavia poneva nel contempo l'accento sulla produttività e l'efficienza, senza considerare "che i pazienti con i maggiori bisogni avranno sempre bisogno di più tempo [..] in quanto "hanno molte più probabilità di avere molteplici problemi fisici, mentali e sociali, ognuno dei quali aggrava gli altri".

Secondo la Heath le disuguaglianze sanitarie venivano "utilizzate come giustificazione per riorganizzare l'assistenza sanitaria e interrompere e frammentare ulteriormente la pratica generale e le cure primarie. I londinesi hanno molte più possibilità di un servizio sanitario dignitoso attraverso miglioramenti incrementali che si basano su quei servizi eccellenti che già esistono, piuttosto che attraverso le visioni di un professore e di un governo nessuno dei quali è in grado di vedere, per non parlare di sviluppare, i punti di forza e il potenziale delle cure mediche generaliste"

La conclusione era lapidaria: "Nel contesto di un piano che pone l'accento sulla produttività, rimane il problema che i pazienti con i maggiori bisogni avranno sempre bisogno di più tempo".

Ogni riferimento al PNRR e alle rete di Case della Comunità Hub sorge spontaneo!

Nessun commento:

Posta un commento