La Sezione Specialistica Ambulatoriale del Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa 2026-2028 introduce un cambio di approccio: non si concentra solo sull’aumento dell’offerta di prestazioni, ma soprattutto sul governo della domanda, sull’appropriatezza delle prescrizioni e sulla presa in carico del paziente.
Sintesi dei contenuti principali
1. Governo della domanda: dal consumo al bisogno di salute
Il Piano evidenzia che esiste una differenza tra:
prestazioni prescritte,
prestazioni prenotate,
prestazioni effettivamente erogate.
Questa differenza può indicare rinuncia alle cure, difficoltà di accesso o ricorso al privato. L'obiettivo è identificare e ridurre questi fenomeni, programmando l'offerta sulla base del reale bisogno di salute della popolazione e non soltanto sui consumi storici.
2. Analisi del fabbisogno
Viene introdotto un approccio innovativo basato sul Modello Nazionale di Classificazione e Stratificazione della Popolazione (MNCS), che utilizza dati epidemiologici, clinici e socio-assistenziali per:
misurare il bisogno di salute;
stratificare la popolazione in livelli di bisogno;
prevedere la domanda futura di prestazioni;
supportare la programmazione regionale e territoriale.
3. Prescrizione e classi di priorità
Per tutte le prestazioni specialistiche sono obbligatori:
indicazione di primo accesso o accesso successivo;
classe di priorità (per i primi accessi);
quesito diagnostico.
Le classi di priorità rimangono:
| Classe | Tempo massimo |
|---|---|
| U (Urgente) | entro 72 ore |
| B (Breve) | entro 10 giorni |
| D (Differibile) | entro 30 giorni per visite, 60 giorni per esami |
| P (Programmata) | entro 120 giorni |
Le prestazioni di controllo e follow-up devono essere prescritte direttamente dallo specialista che ha preso in carico il paziente, senza rinvio al medico di medicina generale.
4. Centralità del quesito diagnostico
Il quesito diagnostico diventa un elemento fondamentale:
è obbligatorio per tutte le prescrizioni;
deve motivare clinicamente la richiesta;
dovrà essere progressivamente codificato secondo standard nazionali uniformi.
5. Appropriatezza prescrittiva
Il Piano punta a ridurre prestazioni inutili o inappropriate attraverso:
linee guida nazionali;
buone pratiche clinico-assistenziali;
percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA).
L'obiettivo è garantire che ogni prestazione sia realmente necessaria e coerente con il bisogno del paziente, migliorando sostenibilità e qualità dell'assistenza.
6. Metodo RAO (Raggruppamenti di Attesa Omogenea)
Per assegnare correttamente le priorità viene rafforzato il metodo RAO, che definisce criteri clinici condivisi per attribuire la classe di priorità in modo uniforme sul territorio nazionale.
Il principio è che:
la priorità deve dipendere dalle condizioni cliniche del paziente e non dalla disponibilità di posti in agenda.
7. Governo dell’offerta (temi successivi della sezione)
La sezione prevede inoltre:
nuovi ambiti territoriali di garanzia;
percorsi di tutela quando non vengono rispettati i tempi massimi;
sviluppo della telemedicina;
integrazione tra pubblico e privato accreditato;
potenziamento del CUP unico;
modelli di presa in carico come il day service.
Messaggio chiave del Piano
La novità principale è il passaggio da una logica basata sul semplice aumento delle prestazioni a una logica basata su:
misurazione del bisogno reale di salute;
appropriatezza prescrittiva;
priorità clinicamente motivate;
presa in carico del paziente;
monitoraggio integrato tramite CUP e piattaforme nazionali.
Nessun commento:
Posta un commento