Dopo gli accertamenti anche sui farmaci il MMG è considerato il deus ex machina che tutto prescrive, tutto controlla e quindi è anche il responsabile sul piano economico di tutte le prescrizioni che girano sul territorio, comprese quelle suggerite dagli specialisti e vincolate a note Aifa o piani terapeutici.
Lo denuncia una nota della FIMMG siciliana che segnala "il rischio che il contenimento della spesa farmaceutica ricada
sul medico di famiglia, chiamato a sostenere anche il peso di
prescrizioni che non derivano da una sua scelta clinica autonoma, ma da decisioni assunte nella filiera specialistica" (decreto assessoriale n. 373 del 30 marzo 2026).
È sorprendente che nel 2026 si ignori la configurazione a rete dell'assistenza territoriale, vale a dire l'interdipendenza degli attori e delle prescrizioni per cui non esiste un responsabile unico a cui ricondurre tutta la spesa. Si tratta di una posizione culturale distorta che segnala un deficit di visione sistemica del network sociosanitario e delle interrelazioni tra I e II livello.
L’appropriatezza/inappropriatezza prescrittiva è
influenzata da tre variabili – relative all’epidemiologia, alle scelte
del medico e alle influenze sistemiche – che possono giustificare o meno
la devianza statistica individuale delle medie di spesa:
- La composizione anagrafica “pesata” degli
assistiti: percentuali superiori alla media di over65, cronici polipatologici, grandi anziani,
invalidi civili, fragili non autosufficienti, terminali etc. possono
spiegare una parte dell’eventuale scostamento, poichè questo dato
indipendentemente da altri parametri può essere correlato allo scostamento della
spesa.
- La prevalenza delle patologie croniche o rare,
documentata dalle esenzioni: se ad esempio un MMG ha in carico
un elevato numero di diabetici e/o ipertesi, correlabile al punto
precedente e/o ad una maggiore sensibilità diagnostica individuale,
automaticamente si scosterà dalla media della popolazione della sua
zona. In teoria un medico che attua un capillare ed efficace controllo
dei fattori di rischio su un’ampia fetta di popolazione potrebbe
discostarsi in eccesso dalle medie, ma non certo per inappropriatezza.
- La prescrizione di farmaci con nota o Piano terapeutico suggeriti da specialisti.
Non tutti i farmaci cronici sono farina del sacco del MMG poiché una
parte viene indotta dagli specialisti pubblici o privati. Un esempio
paradigmatico è quello dei colliri anti-glaucoma: non si
può attribuire al MMG un eccesso di spesa dal momento che non ha
alcun ruolo nella diagnosi e nel monitoraggio dell’ipertensione oculare, gestita in totale autonomia dall’oculista al quale tuttavia non vien “imputata” la spesa.
La stessa considerazione vale per
tutti i farmaci soggetti a Note AIFA dettagliate, vincolati a Piano Terapeutico o di prevalente prescrizione specialistica per malattie rare o a bassa prevalenza gestite dal II livello (tumori, patologie infiammatorie croniche intestinali, reumatologiche, cerebrali, polmonari, ematologiche, dermatologiche, endocrinologiche, immunologiche etc.)
Al Mmg non può essere attribuita la responsabilità di tutte la spesa
che passa dalla sua penna, perché egli è solo uno degli attori
dell’articolato sistema prescrittivo distribuito tra ospedale e
territorio, che converte la domanda in prescrizioni farmacologiche, molte delle quali ricadono poi sul generalista come se fosse l’unico
responsabile di tutta la “filiera” a rete. Per una corretta ed equa valutazione
dell’appropriatezza i costi delle prescrizioni indotte dovrebbero
essere detratti dal “conto” del MMG, come prevede l’indicazione del farmaco o dell'accertamento “suggerito”.
In conclusione le medie finanziarie in astratto, ovvero irrelate
rispetto ai comportamenti clinici (indicatori di processo ed esito) all’epidemiologia del singolo medico (composizione anagrafica e
prevalenza delle patologie croniche) e alle prescrizioni riconducibili ad altri professionisti (specialisti dipendenti, convenzionati o libero professionisti) sono prive di basi logico-razionali
e ingiustificate sul piano socio-sistemico ed organizzativo.
Come hanno osservato Grilli e Taroni all’inizio del secolo “I
processi di produzione e distribuzione dei servizi sanitari si svolgono
attraverso reti di relazioni complesse e scarsamente gerarchizzabili fra
organizzazioni e professioni diverse, in cui nessuno dei numerosi
attori può esercitare la funzione di comando e controllo e,
parallelamente, non esiste un unico soggetto cui imputare responsabilità
complessive”.
P.S. Oltre all’iper-prescrizione esiste anche il problema speculare, non
meno rilevante sul piano dell’equità e della qualità, ovvero quello
degli ipo-prescrittori, che non sono automaticamente medici “virtuosi”,
ma in una visione razionale potrebbero all’opposto essere accusati di
deficit assistenziale in relazione alle raccomandazioni dai percorsi
diagnostici.