domenica 24 aprile 2016

Anche in MG un part-time agevolato per il ricambio generazionale?

Nei prossimi 5 anni la medicina del territorio sarà teatro di un massiccio ricambio generazionale, senza precedenti nella storia del SSN, destinato a porre non pochi problemi con prevedibili rischi di carenze d'organico e discontinuità nell'assistenza. Per rendere meno disagevole il passaggio di consegne tra la generazione dei medici del baby-boom e i generalisti formati nei corsi di formazione specifica dell'ultima decade l'ENPAM ha avanzato l'idea di un part time a fine carriera: la proposta prevede il dimezzamento del massimale abbinato ad anticipo della pensione per coprire i mancati compensi, che andrebbero ad un giovane medico da affiancare al pensionando. La proposta può forse funzionare sul piano tecnico-economico, ma ha destato alcune perplessità su quello deontologico e della responsabilità professionale (http://www.fimmgroma.org/news/news/italia/9315-enpam-part-time-a-fine-carriera,-ecco-come-sar%C3%A0).

Come gestirà il pensionando i 1500 assistiti che lo hanno scelto dopo averne "subappaltato" la metà al giovane collega? A chi spetterà la responsabilità professionale della salute dell'intera popolazione che rimane formalmente in carico al titolare? Con quali criteri verrà scelto il giovane medico da associare al collega anziano e la popolazione di assistiti a lui affidata? Come si concilia la “cessione” di 750 assistiti con il rapporto fiduciario tra curante e assistiti e con il principio della libera scelta del cittadino? Con il part-time di fine carriera si rischia di creare un rapporto poco trasparente tra medico pensionando e giovane collega, a rischio di nepotismo o peggio ancora di clientelismo.

Un'ipotetica alternativa alla proposta avanzata dall'ENPAM è quella introdotta dal recente decreto ministeriale sul part-time agevolato, rivolto ai dipendenti a fine carriera: essa prevede una riduzione al 60% dell'orario di lavoro a fronte della garanzia del versamento completo delle ritenute previdenziali negli ultimi 2-3 anni prima dell'età pensionabile ( http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-04-13/pensioni-firmato-decreto-via-part-time-uscita-104040.shtml?uuid=ACWMog6C ).

Quella del part-time agevolato è un'interessante formula per favorire il ricambio generazione, l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani riducendo la piaga sociale della disoccupazione. Anche l'ENPAM potrebbe adottare una soluzione analoga per i massimalisti in procinto di pensionamento, stanchi ma ancora lontani dai 65 o 68 anni, adottando questa sorta di part-time delle scelte in carico, senza l'ambiguità del “subappalto” della proposta ENPAM. Ad esempio il pensionando potrebbero rinunciare a 500 assistiti negli ultimi 2-3 anni di lavoro, che favorirebbero l'inserimento graduale di giovani colleghi a pieno titolo, in cambio della garanzia di un versamento completo dei contributi ENPAM sulla base del numero di assisti in carico ricusati rispetto alla quota di 1000 al momento dell'accettazione (ad esempio se un medico ha in carico 1300 assistiti riceve un bonus di 300 quote di versamento ENPAM, per gli anni che lo separano dalla pensione, mentre e se ne ha 1500 ne riceverà 500).

Non saprei se questa soluzione sia tecnicamente fattibile, ma non credo che le casse dell'ENPAM ne soffrirebbero sul piano finanziario; in compenso i giovani colleghi avrebbero l'opportunità di accedere anticipatamente alla convenzione, magari affiancati dal medico anziano come tutor, che potrebbe affrontare serenamente gli ultimi anni di lavoro, con un'uscita graduale e meno drastica dalla professione e una riduzione del proprio reddito, a favore dei giovani, in cambio di una garanzia sulla futura pensione.

Nessun commento:

Posta un commento