Una delle dichiarazioni ricorrenti dei decisori pubblici riguardo alla medicina generale (MG) ne enfatizza il "ruolo centrale" nel SSN. Viene abitualmente pronunciata nei contesti pubblici con una prevedibilità che tradisce la sua natura strumentale, generalmente per piaggeria nei confronti degli interlocutori.
In realtà tutti sanno che in un sistema complesso, multi professionale e multi livello nessuno detiene un ruolo chiave, gerarchicamente o funzionalmente superiore, ma tutti gli attori sono in varia misura sia autonomi che interdipendenti e devono tenere conto di vincoli normativi, compatibilità organizzative ed equilibri relazionali intra e inter-professionali. Insomma quella del ruolo centrale è solo vuota enfasi retorica, tanto scontata quanto futile.
Se mai la MG deve ancora affermare la propria specificità professionale "olistica", non new-age ma in chiave bio-psico-sociale e culturale, compito quasi impossibile in un contesto dominato dalla differenziazione specialistica e super specialistica, che scivola verso la frammentazione delle competenze e delle relazioni di cura, spiazzando la funzione generalista, in crisi di riconoscimento sia a livello internistico ospedaliero che territoriale.
Al di là del "ruolo centrale etc.." sono le proposte di cambiamento e i compiti pratici la cartina di tornasole della rappresentazione implicica che della MG si sono fatti i decisori pubblici. Dal Veneto nell'ultimo mese sono arrivati ben due messaggi che svelano pubblicamente cosa si cela dietro la "fuffa" sul mitico ruolo centrale.
Lo descrive in modo sintetico Elena Ostanel, consigliera regionale del Veneto, che su FaceBook scive
Se dovesse passare questa proposta sarebbe la certificazione della riduzione di un professionista a mero impiegato esecutivo addetto a procedure amministrative prive di contenuto clinico, deprofessionalizzanti e dequalificanti, non previste dalle convenzioni vigenti e quindi illegittime, alla faccia del "ruolo centrale".
Oltre tutto la prescrizione di visite di controllo e ulteriori accertamenti è un compito dello specialista, che risolverebbe alla radice il problema della prenotazione telefonica tramite CUP.
Infatti secondo le norme vigenti lo specialista deve prescrivere di persona sul proprio ricettario o in formato elettronico tutti gli accertamenti diagnostici, le visite e gli esami di laboratorio utili per approfondire il caso e rispondere al quesito clinico del medico inviante, senza rimandare il paziente al MMG per la "trascrizione" delle ricette.
Nessun commento:
Posta un commento