sabato 18 dicembre 2021

Localizzazione della Case della Comunità: ATS Brescia, Milano e della Montagna

Con la localizzazione nell’ATS della Montagna, prevista con la DGR del dicembre 2021, la regione corregge la principale criticità degli standard demografici del PNRR per Case ed Ospedali di Comunità - ovvero 1 Casa ogni 45mila abitanti e 1 Ospedale ogni 100mila - che penalizzerebbero le zone disagiate e i residenti in piccoli comuni montani con difficoltà di spostamento verso i centri maggiori. La distribuzione delle strutture nel territorio dell’AT della montagna prevede

  •        18 CdC, 1 ogni 19mila abitanti circa
  •         7 OdC, 1 ogni 48 mila abitanti circa

Con questa scelta la riforma lombarda adotta il modello Hub&Spoke per la distribuzione territoriale delle CdC, affermato dalle dichiarazioni di principio del PNRR ma ignorato dalle scelte concrete delle policy nazionali.

ATS DI BRESCIA


Ecco l'elenco delle Case della Comunità (CdC), degli Ospedali di Comunità (OdC in grassetto) e delle Centrali Operative Territoriali (COT in grassetto)

  •       BRESCIA               VIA NIKOLAJEWKA, 13
  •       BRESCIA               VIA CORSICA, 145
  •           BRESCIA                VIA MILANO     
  •          TAVERNOLE          VIA AMADINI, 43
  •          TRAVAGLIATO      VIA RAFFAELLO, 24
  •          FLERO                     VIA MAZZINI, 15
  •          NAVE                       VIA BRESCIA, 155
  •          MARONE                VIA EUROPA, 10
  •          BARBARIGA          PIAZZA ALDO MORO
  •         DESENZANO          VIA MEZZOCOLLE
  •         GAVARDO               VIA GOSA
  •         VEROLANUOVA    VIA GRIMANI, 16-20
  •         GARGNANO           VIA REPUBBLICA, 2    
CASE DELLE COMUNITA' CON ALTRA STRUTTURA (OdC e/o COT)
  •          BRESCIA               VIA DUCA DEGLI ABRUZZI 13 + COT
  •      BRESCIA               VIA MARCONI  + COT
  •          GARDONE V.T.     VIA PAPA GIOVANNI XXIII + OdC e COT
  •      SALO'                      LOC. CUNETTONE  + COT
  •          CHIARI                   PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA', 25 + COT
  •          ISEO                        VIA GIARDINI GARIBALDI  + COT
  •          PALAZZOLO         VIA IV NOVEMBRE + OdC
  •          ORZINUOVI          VIALE BAINSIZZA,  +  OdC e COT
  •         REZZATO               VIA FRATELLI KENNEDY, 116 + COT
  •         OSPITALETTO      VIA PADANA SUPERIORE, 98 + COT
  •         NOZZA                    VIA GEN. REVERBERI, 2 + OdC e COT
  •         LENO                       PIAZZA DONATORI DEL SANGUE, 1 + OdC e COT
OSPEDALI DI COMUNITA' O COT SENZA CdC
  •         PALAZZOLO         VIA XX SETTEMBRE, 42 SOLO OdC
  •         ORZINUOVI          VIALE CRISPI 4 SOLO OdC
  •          BRESCIA                PIAZZALE SPEDALI CIVILI, 1 SOLO OdC
  •         MONTICHIARI     VIA G. FALCONE, 18-20 SOLO COT
  •         LONATO                VIA ARRIGA ALTA, 11 SOLO OdC
N
      Localizzazione di CdC, COT ed OdC in Vallecamonica 
  • Darfo Boario Terme Casa di comunità in via Barbolini; 
  • Cedegolo Casa di comunità in via Nazionale; 
  • Pisogne  Casa di comunità in località San Gerolamo; 
  • Ponte di Legno Casa della comunità in piazzale Europa; 
  • Berzo Inferiore Casa della comunità in piazza Umberto; 
  • Ossimo Casa della comunità in via Marconi; 
  • Edolo Ospedale di comunità + Casa di comunità in piazzale donatori di sangue;
  • Breno Casa di comunità + Centrale operativa territoriale in via Nissolina;
  • Esine Ospedale di comunità in via Manzoni.


ATS DI MILANO CITTA' E PROVINCIA





COVID-19: evoluzione quarta ondata al 16 dicembre e dati mensili dal settembre 2020

Evoluzione IV ondata da luglio al 16 dicembre

La IV ondata, superato il calo di ottobre, continua la sua ascesa iniziata a novembre. Nella prima metà di dicembre rispetto ai 15 giorni precedenti

  • sono aumentati del 80% i nuovi casi rispetto a novembre, con una media di 14700 al dì 
  • i ricoveri ordinari  sono + 40% (calcolo fatto sulla differenza tra i dati di inizio e fine del periodo e non sul numero complessivo di ospedalizzazioni) 
  • quelli in terapia intensiva sono + 34% (calcolo come sopra)
  • tamponi positivi: 3%
  • letalità: 0,52%

Anche i soggetti in isolamento domiciliare e i dimessi guariti cono aumentati significativamente e così pure la percentuale dei positivi sui tamponi eseguiti. Come nelle precedenti ondate i decessi sono in ripresa, con una media di 92 al giorno rispetto ai 62 di novembre, mentre la letalità resta inferiore all'1%. 

Al link il confronto con i dati del  al 13 dicembre 2020:  https://curprim.blogspot.com/2020/12/covid-19-dati-settimanali-al-9-dicembre.html

E' particolarmente significativo il confronto tra i mesi di ottobre e novembre del 2020 e del 2021 proposto nella tabella.

N. di novi casi

Deceduti

Ricove-rati

Terapia intensiva

Letalità

Positività Tamponi

Ott. 21

Ott. 20

102615

364562

1179

2724

-444

14919

-98

1563

1,1

0,7

0,8

8,2

Nov. 21

Nov. 20

256580

922120

1728

16958

2473

15221

341

2261

0,7

1,8

1,7

14,9




Incremento percentuale dei singoli dati rispetto al periodo precedente (dati al 16 e fine mese) 



Evoluzione mensile da settembre 2020 a novembre 2021

Rispetto ad ottobre sono aumentati i nuovi casi, i ricoverati, i degenti in terapia intensiva, i dimessi guariti, i decessi e la percentuale di tamponi positivi, mentre la letalità nonostante il addoppio dei casi è passata da 1.1 a 0.7 per il probabile effetto delle vaccinazioni che si riflette anche sul gran numero di dimessi/guariti e sul modesto incremento di ricoverati, nonostante il raddoppio dei casi passati in un mese da 102mila ad oltre 256mila. 




Monitoraggio nazionale dati cumulativi




Monitoraggio nazionale a 30 giorni




mercoledì 8 dicembre 2021

COVID 19 2020-2021: confronto tra II e IV ondata

 Confronto tra i mesi di ottobre e novembre 2020 

(II ondata pandemica) e 2021 (IV ondata)

Novi casi

Decessi

Ricoveri

Terapia int.

Letalità

Tamp. pos.


Ott. 21

Ott. 20

102615

364562

1179

2724

-444

14919

-98

1563

1,1

0,7

0,8

8,2

Nov. 21

Nov. 20

256580

922120

1728

16958

2473

15221

341

2261

0,7

1,8

1,7

14,9






COMMENTO. Dall’autunno del 2020 la medicina del territorio ha continuato a gestire cronicità ed eventi acuti Covid-19 compreso, essendo il MMG nelle condizioni di diagnosticare e monitorare i nuovi casi sul territorio, cosa impossibile durante la prima ondata della primavera 2020, per mancanza di DPI, linee guida e strumenti diagnostici (tamponi), che aveva provocato il massiccio afflusso dei pazienti in ospedale con conseguente diffusione del contagio.

Ecco i numeri della quarta ondata (dati dei report della Protezione Civile): ad ottobre 2021 sono stati diagnosticati 102mila casi di Covid e a novembre 256mila, contro i 364mila e i 922mila del 2020, vale a dire meno di 1/3. Tra questi i ricoverati erano complessivamente a fine ottobre 3096 e a fine novembre 5910 (nel 2020 erano 16482 ad ottobre e 17482 a novembre), a fronte di 79352 e 183360 soggetti in isolamento domiciliare (nel 2020 erano 303mila e 399mila)..

In sostanza sia nella II ondata che nella IV ondata sono stati diagnosticati, segnalati, curati e gestiti sul territorio oltre il 90% dei casi di Covid-19. In compenso a livello ospedaliero nell'ultimo anno sono stati rinviati, annullati o sospesi milioni di prestazioni - http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=97232 -  penalizzando soprattutto malati cronici e anziani - https://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=100358 -  e ad oggi per la prenotazione di alcuni accertamenti diagnostici e visite specialistiche le agende arrivano al 2023, per non parlare degli interventi programmati. Tutti indicatori di un sistema che resta sostanzialmente bloccato, incapace di fronteggiare il ritorno della domanda e garantire tempi di attesa pre-pandemia.

Eppure sul banco degli imputati ( http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=100703 ) c'è sempre e solo "il sistema sanitario territoriale rimasto tale e quale a quello che ha lasciato agli inizi del 2020 circolare il virus nel territorio a suo piacimento, come se fosse un turista in libera uscita". 

Insomma la vulgata narrativa non cambia neppure di fronte ai dati di fatto e ripropone per l’ennesima volta la ricerca di un comodo colpevole da additare alla pubblica riprovazione. Fin quando durerà?

domenica 5 dicembre 2021

COVID-19: evoluzione quarta ondata e dati mensili al 30 novembre

Evoluzione IV ondata da luglio al 30 novembre

La IV ondata, superato il calo di ottobre, continua la sua ascesa: in novembre sono ripresi i nuovi casi, con una media di 8552 al dì rispetto ai 3310 di ottobre, i ricoveri ordinari, quelli in terapia intensiva, i soggetti in isolamento domiciliare e i dimessi guariti. 

Resta bassa la percentuale dei positivi sui tamponi eseguiti, poco superiore all'1%, e soprattutto la letalità che è inferiore all'1%. Come nelle precedenti ondate i decessi sono in ripresa, con una media di 57 al giorno a novembre rispetto ai 38 di ottobre. E' particolarmente significativo il confronto tra novembre 2020 e 2021.

N. di novi casi

Deceduti

Ricove-rati

Terapia intensiva

Letalità

Positività Tamponi

Ott. 21

Ott. 20

102615

364562

1179

2724

-444

14919

-98

1563

1,1

0,7

0,8

8,2

Nov. 21

Nov. 20

256580

922120

1728

16958

2473

15221

341

2261

0,7

1,8

1,7

14,9




Evoluzione mensile da settembre 2020 a novembre 2021

Rispetto ad ottobre sono aumentati i nuovi casi, i ricoverati, i degenti in terapia intensiva, i dimessi guariti, i decessi e la percentuale di tamponi positivi, mentre la letalità nonostante il addoppio dei casi è passata da 1.1 a 0.7 per il probabile effetto delle vaccinazioni che si riflette anche sul gran numero di dimessi/guariti e sul modesto incremento di ricoverati, nonostante il raddoppio dei casi passati in un mese da 102mila ad oltre 256mila.




Monitoraggio nazionale dati cumulativi




Monitoraggio nazionale a 30 giorni





mercoledì 1 dicembre 2021

PNRR: quale riforma per l'assistenza primaria?

VERSO LA RIFORMA DELLA MEDICINA TERRITORIALE

Il dibattito sul futuro dell’assistenza primaria tra convenzione e dipendenza 

Pagine 119 -  Disponibile su Amazon, in versione cartacea ed ebook - Introduzione al volume

Prefazione di Franco del Zotti, direttore NetAudit (https://rivistaqq.org)

Il libro del collega Belleri offre varie chiavi interpretative della crisi della Medicina Generale (MG) italiana nonché delle soluzioni suggerite sia dalle istituzioni sanitarie sia da alcuni leader medici. Tra queste emerge la proposta di trasportare nella dipendenza i MMG, il che avrebbe il merito di ridurre la caratteristica che viene bollata come un difetto della MG italiana: la variabilità. Nessuno nega che è auspicabile che si riduca una parte di questa di variabilità, ad es. quella legata ad indicatori clinici o preventivi forti (non molti in medicina).

Ma Belleri ci dimostra che vi è un’importante quota di variabilità che è invece una risorsa, se si vuole non solo applicare la medicina dei campi-cellette da riempire con tanti numeri con virgola, ma perseguire il modello della complessità bio-psico-sociale: si tratta di un metodo che valorizza le relazioni e le strategie personalizzate e locali, in un Paese, l’Italia, dalle 20 diverse realtà regionali e dall’orografia tra le più complesse di Europa.Si pensa altresì di risolvere i problemi della MG mediante l’inglobamento della Scuola di MG dentro il format delle specializzazioni. Belleri ci dimostra che si rischia di creare un ossimoro: un medico generalista e specialista nello stesso tempo. Nessuno nega che la MG meriti un’accademizzazione.

Ma essa deve procedere da una chiara volontà di relazione orizzontale tra Università e Medicina Generale. La MG ha bisogno del riconoscimento universitario. Ma anche l’università, che spesso insiste nel solo modello bio-medico, ha necessità di imparare il metodo della MG europea. Non è un caso che conosco MMG europei che da professori di General Practice sono delle colonne delle loro università, proprio in quanto preparano il curriculum di tutti gli studenti di medicina a partire dal II anno della facoltà. In effetti in quelle nazioni ed in quelle università si è deciso di formare un’ampia base di “generalismo” in tutti i laureati in medicina. Si può pensare alla Specializzazione solo dopo aver dimostrato, negli anni di studi, di avere acquisito i metodi del “generalismo”, che in questa opera ben illustra l’autore.

Tra l’altro sarebbe oggi, nell’era dell’avvento dell’Intelligenza Artificiale, un controsenso comprimere la MG nello stretto garage della dipendenza e della specializzazione. Nel prossimo futuro gli esperti ritengono che alcuni tipi di specialisti potrebbero essere almeno in parte sostituiti, a partire da quelli che si basano sul pattern recognition, sul riconoscimento di immagini: ad es i radiologi e gli anatomo-patologi. Avremo sempre più robot e algoritmi che faranno concorrenza ai saperi medici più tecnici, ma che invece difficilmente potranno sostituire i medici generalisti.

Il Covid ha smascherato non tanto la MG, ma soprattutto chi, dentro un palazzo istituzionale o dentro un’università, ha lasciato sola e incompresa la MG per decenni. In questa  solitudine non è improbabile che in certi casi la variabilità possa portare anche all’aberrazione comportamentale. Ricordiamo qui il famoso caso del general practitioner britannico, il dr Shipman. Per anni aveva ammazzato, non scoperto con iniezioni di oppioidi 250 pazienti. Solo dopo che il SSN britannico decise di mettere in campo i massimi esperti di statistica, tra cui il prof David Spiegelhalter, fu messo a punto un modello che monitorava in tempi brevi l’eventuale eccesso di mortalità non spiegabile di un MG rispetto al totale dei MMG, nelle varie aree considerate. Ma questa è un’ennesima prova di un dato di fatto: se si trascura la MG, se le si danno meno risorse del necessario, poi non si avrà nemmeno l’autorità scientifica e morale per controllarla seriamente.

Ma lasciando da parte le polemiche, abbiamo tutti bisogno non di indugiare sul refrain delle solite critiche ai MMG, ma di collaborare per il rilancio della MG e del suo approccio professionale indispensabile. Come suggerisce Belleri, i politici devono evitare di comandare dall’alto la discesa di un modello assoluto, che alla Harry Potter magicamente si imponga alla mezzanotte ed un minuto dopo un articolo di legge. Invece essi possono imparare da esempi stranieri a sperimentare, in pratica e con cauta progressività, diverse modifiche organizzative, in differenti aree del paese. Sono anni ormai che in centri governativi USA stanno applicando ricerche controllate: in uno stato ad esempio provano una certa campagna alimentare o un certo regime di libertà vigilata e in un altro lasciano la situazione di “controllo”. Il grande giurista Sustein per anni ha avuto il ruolo di promotore di queste vaste ricerche, in un ufficio ad hoc che collaborava con il presidente Obama.

Se alla MG vengono risparmiate minacce e concesso un po’ di spazio autonomo, sono convinto che essa troverà dentro di sé il modo di presentare intanto il non poco cammino già percorso e spesso misconosciuto. Faccio solo un esempio: alla fine degli anni ’70 buona parte dei MMG non usava nemmeno le cartelle cartacee. Andava a memoria. Da decenni ormai, tutti i MMG sono computerizzati; e si badi bene: ciò è avvenuto decenni prima dell’avvento della computerizzazione negli ospedali e nelle stesse Usl e regioni. In questi decenni, poi buona parte dei MMG si è adeguato a standard europei: il sistema di appuntamento e la partecipazione ad Audit e progetto-obiettivo.

Qui Belleri acutamente fa notare un paradosso: questi stessi successi possono portare a nuove vulnerabilità: ad esempio a sistemi di appuntamento e progetti di linee-guida e Audit su cartelle computerizzate che, se interpretati in maniera rigida, possono creare ostacoli di accesso agli ambulatori e alle prestazioni dei pazienti. Belleri ci indica una strada per uscire da questa impasse. Da una parte resta decisivo per la nuova MG il ruolo di fiducia del singolo MMG verso il gruppo orizzontale tra MMG. E dall’altra parte vi è necessità della collaborazione tra Ordini, Sindacati, e Università sperabilmente più vicina, al fine di costruire un nuovo patto etico e sociale nella triade: committenza, medici generalisti, cittadini.