martedì 26 maggio 2026

Dipendenza come cavallo di Troia per la privatizzazione della MG?

Gira l'interpretazione del DL Schillaci secondo la quale utilizzerebbe strumentalmente il debito orario da svolgere nelle CdC - le famose 6 ore per tutti i MMG - come cavallo di Troia per far passare la dipendenza e soprattutto la privatizzazione del SSN: "Il Decreto Schillaci è una controriforma ideologica che crea le condizioni favorevoli ad un nuovo mercato della salute per gruppi privati e assicurazioni e crea diseguaglianze nell’accesso alle cure [..] Il punto è che si vuole perseguire la scelta, puramente ideologica, quasi punitiva, della dipendenza pur sapendo che questo comporterà, nei fatti, il fallimento della rete appena realizzata. Le Case della salute con queste premesse non diventeranno innovativi hub della sanita di prossimità, ma ambulatori Asl di serie b e produrranno solo incremento di spesa. 

La paventata minaccia della privatizzazione viene agitata da decenni ma non è convincente per vari motivi. Prima di tutto perché è già in atto da anni per via delle liste d'attesa, della moltiplicazione dell'offerta specialistica privata e delle polizze assicurative.

Poi perché nessun privato è davvero interessato alla MG, per il semplice fatto che il territorio non è un prestazionificio, manipolabile ai fini dell'induzione della domanda, ma regolato dal compenso capitario fisso e onnicomprensivo, che non consente l'incremento opportunistico dei volumi di prestazioni.

La mercificazione della salute, funzionale al profitto delle grandi organizzazioni private, passa dalle logiche economiche e prestazionali che parcellizzano e monetizzano l'atto medico.

Le alternative al prestazionismo sono due: il rapporto dipendente o convenzionato a ciclo orario, standardizzato, impersonale e fungibile sul piano gestionale, mentre la logica della presa in cura olistica del ciclo di scelta garantisce continuità relazionale e personalizzazione a costi predefiniti e non manipolabili. 

Insomma con la retribuzione a quota capitaria c'è poca ciccia per gatti, come è già successo con la PiC lombarda snobbata alla grande dagli accreditati che hanno aderito solo di facciata perché con la tariffa predefinita non ci sono margini per alimentare la domanda in modo autointeressato.

Se mai i privati o le Coop sarebbero interessati alla gestione in affido delle CdC, che è in contraddizione con l'introduzione della dipendenza selettiva per garantire almeno l'assistenza continuità diurna per i senza medico.

L'introduzione della dipendenza, peraltro prevista dalla 833 e prospettata nel 2021 con il doppio canale, non è la premessa del fallimento delle CdC ma se mai il contrario, ovvero il tentativo in extremis di rimediare al flop delle CdC e salvare il salvabile per non perdere gli euri del Pnrr. 

Il debito orario del RU era stato evidentemente "venduto" come strumento sicuro per far funzionare le CdC; invece era un bluff a cui i decisosi pubblici hanno creduto per incapacità di comprendere le dinamiche del territorio. Incassato il flop del RU sono corsi ai ripari con il DL Schillaci, introducendo la dipendenza come extrema ratio per evitare il fallimento a catena delle CdC.

Non a caso è stato rinnovato in fretta e furia l'Acn, con un misero incremento economico, pur di rifilare nuovamente il RU unico ai giovani ed esonerare i "vecchi". Il primo ad agitarsi è stato Rocca, il più attivo nel fronte dei governatori pro dipendenza, perché si è reso conto della voragine che si stava aprendo nelle CdC, non più rimediabile con il debito orario e con due conseguenze: il clamoroso fallimento politico della gestione del Pnrr alla vigilia delle elezioni e il rischio di restituire gli Euri a Bruxelles. In pratica una doppia debacle!

Non è convincente la tesi del RU come pretesto per introdurre la dipendenza proprio perché l'avevano accantonata confidando nel debito orario. Per evitare la figuraccia proprio in perido pre-elettorale si sono inventati la soluzione posticcia del DL, della dipendenza selettiva e di una anacronistica equipollenza, come se un provvedimento d'urgenza potesse risolvere in pochi mesi una situazione complicata, lasciata incancrenire per insipienza programmatoria, un desolante vuoto di visione sistemica e di strategie di policy. 

Insomma un irrimediabile pasticcio in cui la pezza si rivelerà peggiore del buco...

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