Questo documento, pubblicato il 24 aprile 2025 dalla Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) in collaborazione con altre società scientifiche (SISET, SidA), fornisce linee guida complete per la gestione del tromboembolismo venoso (TEV) in ambito ortopedico e traumatologico
Di seguito un riassunto dei punti principali:
1. Identificazione del Rischio
Fattori di Rischio: Il rischio di TEV (che include trombosi venosa profonda ed embolia polmonare) aumenta con l'età, l'indice di massa corporea (IMC), una storia pregressa di TEV, e in presenza di trombofilie genetiche
. Procedure ad Alto Rischio: Gli interventi di protesi totale di anca (PTA), protesi totale di ginocchio (PTG) e la sintesi di fratture di femore sono classificati come le procedure a più alto rischio
. Altri fattori: Anche la durata dell'intervento, le trasfusioni di sangue eterologo e i voli a lungo raggio nel periodo pre/post-operatorio influenzano negativamente il rischio
.
2. Strategie di Profilassi
Profilassi Farmacologica: L'uso di farmaci come l'acido acetilsalicilico (ASA), le eparine a basso peso molecolare (EBPM) e i nuovi anticoagulanti orali (DOAC) è fondamentale
. L'acido tranexamico (TXA) è considerato sicuro e non aumenta il rischio di TEV . Misure Meccaniche: L'uso di dispositivi di compressione intermittente (ICD), pompe plantari e calze elastiche è raccomandato come protezione efficace
. Durata: Dopo chirurgia ortopedica maggiore, la profilassi dovrebbe continuare per 14-35 giorni dopo la dimissione
. Mobilizzazione: La deambulazione precoce è ritenuta essenziale per ridurre l'incidenza di eventi tromboembolici
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3. Diagnosi e Gestione Clinica
Imaging: L'ecografia compressiva (CUS) è la modalità ottimale per rilevare la trombosi venosa profonda, mentre l'angiografia polmonare TC (CTPA) rimane il gold standard per l'embolia polmonare
. Screening: Non è raccomandato lo screening ecografico di routine nei pazienti asintomatici
. Gestione TVP: Le trombosi prossimali richiedono solitamente trattamento, mentre per quelle distali isolate si può optare per il monitoraggio o l'uso di ASA
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4. Considerazioni Speciali
Rischio Emorragico: Qualsiasi beneficio della profilassi deve essere soppesato rispetto al rischio di eventi emorragici maggiori, per i quali non esiste ancora un sistema di stratificazione validato universalmente
Pazienti Pediatrici: Il TEV è raro nei bambini (0.05-0.1%) e la profilassi farmacologica di routine non è generalmente indicata in assenza di fattori di rischio specifici
. Chirurgia Oncologica: I pazienti con metastasi ossee o sottoposti a ricostruzioni protesiche per tumori sono ad alto rischio e richiedono profilassi di routine
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In sintesi, le linee guida promuovono un approccio personalizzato (multimodale) che integri farmaci, mezzi meccanici e mobilizzazione precoce, adattando la strategia al profilo di rischio specifico di ogni paziente e intervento
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