Continua anche con l'AIR dell'Emilia Romagna, recentemente sottoscritto, l'illegittima manipolazione della riforma Balduzzi del 2012, con il tentativo di attribuire alle AFT le funzioni delle UCCP che seconso la legge dovrebbero costituire
"reti di poliambulatoriatori territoriali dotati di strumentazione di base, aperti al pubblico per tutto l’arco della giornata, nonchè nei giorni prefestivi e festivi con idonea turnazione”.
Le UCCP avevano il compito di assicurare la continuità assistenziale H12 dei contatti ambulatoriali con i pazienti ad esse afferenti. In pratica le Case della Comunità Spoke sarebbero la realizzazione del modello UCCP, se fossero state finanziate dal PNRR che invece ha privilegiato le mega CdC Hub da 50-60 mila abitanti.
Nulla a che fare con le AFT, che non sono organizzazioni con una sede fisica aperta al pubblico come le UCCP/CdC Spoke, ma solo
“forme organizzative monoprofessionali che condividono in forma strutturata, obiettivi e percorsi assistenziali, strumenti di valutazione della qualità assistenziale, linee guida, audit e strumenti analoghi”.
Le AFT sono aggregazioni virtuali di tipo comunitario con un semplice coordinatore, senza erogazione di prestazioni assistenziali, senza una gerarchia, un profilo giuridico e fiscale, senza un responsabile fomale che possa firmare contratti o accordi con terzi.
Questa interpretazione delle AFT è un autoiganno contrattuale a due, perchè entrambi gli attori sanno benissimo che non possono garantire la continuità assistenziale H12 e men che meno la riduzione degli accessi in PS, in una regione che tra l'altro ha attivato la rete dei CAU proprio per questo scopo.
Le AFT non possono surrogare l'obiettivo del DM77, vale a dire la presenza medica H12 all'interno delle Case della Comunità. Al momento del varo del DM77 nessuno aveva immaginato la drammatica carenza di MMG sul territorio che è diventata ormai un'emergenza per tutto il sistema. I singoli medici della AFT non possono farsi carico degli assistiti rimasti senza assistenza sul territorio, con il coordinamento degli studi sparsi in un ampio territorio, spesso in zone disagiate.
Solo con la presenza fisica H12 in una sede fisica, come una Casa della Comunità Hub/Spoke o in una UCCP/medicina di gruppo, si potrà tamponare efficacemente questa nuova emergenza nazionale, destinata ad aggravarsi nel biennio 2026-2027 e forse a prolungarsi oltre, dopo il flop del ruolo unico, le zone cronicamente carenti di candidadti, la crisi vocazionale e gli abbandoni del Corso di Formazione regionale.