sabato 6 agosto 2022

DM 77 e riforma della presa in carico in Lombardia

Tra le novità della Legge 22/2021 di revisione del SSR lombardo vi è la commissione per le cure primarie, costituita per“predisporre annualmente linee guida, da sottoporre all’approvazione della Giunta regionale, relative alla presa in carico dei pazienti affetti da malattie croniche”.

     Con una DGR di fine aprile 2022 la Giunta lombarda ha nominato i componenti della commissione, con il compito di formulare proposte di revisione della PiC, arenatasi per il combinato disposto dei suoi limiti e per l'impatto della pandemia. La sinergia tra cambiamenti nazionali del PNRR e regionali, con i relativi strumenti normativi e logistici, apre una finestra di opportunità per una profonda revisione della PiC in Lombardia.

In questo quadro evolutivo si inserisce il DM 77 "modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale" (si veda il PS) entrato in vigore a luglio, che concretizza le indicazioni generali della Misura 6 del PNRR per la funzionalità delle strutture finanziate. Nel documento sono presenti numerosi riferimenti alla gestione della cronicità, a partire dallo schema del PNC e all’offerta di servizi e prestazioni delle Case ed Ospedali di comunica, COT e telemedicina. 

Di seguito sono riportati i passaggi principali del DM77 rigurdanti la PiC della cronicità, di cui la commissione delle cure primarie dovrà tener conto, in particolare per il ruolo dalle Case della Comunità come sede fisica di gestione del percorso, che supera la figura del Gestore ospedaliero e la Coop di MMG.

 ·       Analisi del bisogno. In tale ottica, particolare attenzione deve essere posta nei riguardi dei soggetti con patologie croniche, oggi sempre più diffuse in termini di incidenza e prevalenza, e per le quali il Piano Nazionale della Cronicità ha individuato le diverse fasi principali del percorso assistenziale:

  •   valutazione del profilo epidemiologico della popolazione di riferimento (stratificazione del rischio);
  •     valutazione delle priorità d’intervento;
  •     definizione del profilo d’offerta più appropriata di servizi socioassistenziali;
  •     promozione della salute, prevenzione e diagnosi precoce;
  •     presa in carico e gestione del paziente attraverso il piano di cura;
  •     erogazione di interventi personalizzati;
  •    valutazione della qualità delle cure erogate.(pag. 16)

·       Governance. Un sistema di governance territoriale così impostato consente di individuare priorità di intervento, con particolare riferimento alla continuità delle cure a favore di individui in condizioni di cronicità/fragilità e disabilità che comportano il rischio di non autosufficienza, anche attraverso l’integrazione tra il sistema sociale e quello sanitario (pag.17).

·    Compiti dello specialista. Assume un ruolo di rilevanza strategica in relazione alla complessità diagnostica e terapeutica che caratterizza le fasi della malattia. In caso di cronicità multipla il ruolo potrà essere assunto dallo specialista che segue la cronicità prevalente per gravità/instabilità sulle altre e quindi questa figura potrà variare nel corso del processo. La figura dello specialista ha un ruolo di spicco in alcune fasi centrali del processo, dove le sue competenze fanno si che assuma un ruolo di guida nella decisione clinica. (p.18)

·       Compiti e funzioni della CdC hub.

ü  La presa in carico della cronicità e fragilità secondo il modello della sanità di iniziativa;

ü  Servizi diagnostici finalizzati al monitoraggio della cronicità con strumentazione diagnostica di base (ecografo, elettrocardiografo, retinografo, oct, spirometro, ecc.) anche attraverso strumenti di telemedicina (es. telerefertazione, ecc.).

ü Servizi di prevenzione collettiva e promozione della salute pubblica, inclusa l’attività dell’Infermiere di Famiglia o Comunità (IFoC), ambulatori infermieristici per la gestione integrata della cronicità e per la risposta ai bisogni occasionali; (p. 28)

·     Funzioni dell’OdC: E’ una struttura sanitaria territoriale, rivolta a pazienti che, a seguito di un episodio di acuzie minore o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica potenzialmente erogabili a domicilio, ma che necessitano di assistenza/sorveglianza sanitaria infermieristica continuativa, anche notturna, non erogabile a domicilio o in mancanza di idoneità del domicilio stesso (strutturale e/o familiare).

·       Compiti delle COT: raccolta, gestione e monitoraggio dei dati di salute, anche attraverso strumenti di telemedicina, dei percorsi integrati di cronicità (PIC), dei pazienti in assistenza domiciliare e gestione della piattaforma tecnologica di supporto per la presa in carico della persona, (telemedicina, teleassistenza, strumenti di e-health, ecc.), utilizzata operativamente dalle CdC e dagli altri servizi afferenti al Distretto, al fine di raccogliere, decodificare e classificare il bisogno (p. 35).

·       I servizi di telemedicina.

ü  Costituiscono un’opportunità e un fattore abilitante la strutturazione di modelli di gestione integrata dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria a rilevanza sanitaria, in grado di rispondere sia alle necessità dei sistemi sanitari, con particolare riferimento alla gestione della cronicità, sia, in un’ottica di medicina personalizzata, a quelle individuali del singolo assistito, così come previsto anche dal “Patto per la Salute 2019-2021

ü  L’importanza del ruolo della sanità digitale e della telemedicina nel favorire i processi di presa in carico del paziente cronico, consentendo una migliore gestione domiciliare della persona, è riconosciuta anche nel Piano Nazionale della Cronicità del 2016. (p. 53)

·      Standard tecnologici e strutturali. Servizi diagnostici finalizzati al monitoraggio della cronicità con strumentazione diagnostica di base (ecografo, elettrocardiografo, retinografo, oct, spirometro) anche attraverso strumenti di telemedicina. (p. 61)

·       Rete delle cure palliative. Le cure palliative sono rivolte a malati di qualunque età e non sono prerogativa della fase terminale della malattia. Possono infatti affiancarsi alle cure attive fin dalle fasi precoci della malattia cronico-degenerativa, controllare i sintomi durante le diverse traiettorie della malattia, prevenendo o attenuando gli effetti del declino funzionale. (p. 67).

P.S. DECRETO 23 maggio 2022 , n. 77.

Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale.

Art. 1. Standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza territoriale
  1. Il modello per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio Sanitario nazionale e gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi delle strutture dedicate all’assistenza territoriale e al sistema di prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico sono individuati, rispettivamente, negli Allegati 1, avente valore descrittivo, e 2, avente valore prescrittivo, che costituiscono parte integrante del presente decreto. L’allegato 3, costituente altresì parte integrante del presente decreto, reca, a fini definitori, il glossario degli acronimi impiegati.
  2. Le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano provvedono entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento ad adottare il provvedimento generale di programmazione dell’Assistenza territoriale ai sensi del presente provvedimento.
  3. Le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano provvedono ad adeguare l’organizzazione dell’assistenza territoriale e del sistema di prevenzione sulla base degli standard di cui al presente decreto, in coerenza anche con gli investimenti previsti dalla Missione 6 Component 1 del PNRR.
Art. 2. Monitoraggio
  1. Il monitoraggio semestrale degli standard previsti dal presente Regolamento è assicurato dal Ministero della salute per il tramite dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas).
  2. L’Agenas, procederà ad elaborare una relazione, che invierà al Ministero della salute semestralmente sullo stato di implementazione, in ogni singola regione e provincia autonoma di Trento e di Bolzano, degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi delle strutture dedicate all’assistenza territoriale e al sistema di prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico.
  3. Ai fini del monitoraggio degli standard dell’assistenza territoriale, relativamente ai livelli essenziali di assistenza, si rinvia all’Allegato I del decreto del Ministro della salute e del Ministro dell’economia e delle finanze concernente il «Nuovo sistema di garanzia per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria» del 12 marzo 2019, ai sensi dell’articolo 5 del medesimo decreto.
  4. La verifica di attuazione del presente Regolamento costituisce adempimento ai fini dell’accesso al finanziamento integrativo del servizio sanitario nazionale ai fine per gli effetti dell’articolo 2, comma 68, lettera c), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, prorogato a decorrere dal 2013 dall’articolo 15, comma 24, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ed è effettuata nell’ambito del Comitato permanete per la verifica dell’erogazione dei LEA di cui all’articolo 9 dell’intesa tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sancita in data 23 marzo 2005.
Art. 3.Regioni a statuto speciale e province autonome
  1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano applicano il presente decreto compatibilmente con i propri statuti di autonomia e con le relative norme di attuazione e, per le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, che provvedono autonomamente al finanziamento del Servizio sanitario regionale esclusivamente con fondi delproprio bilancio, compatibilmente con le peculiarità demografiche e territoriali di riferimento nell’ambito della loro autonomia organizzativa.
  2. Con riferimento ai progetti di investimento della Missione 6 le stesse regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono anche con le risorse del Piano nazionale di Ripresa e resilienza loro assegnate.
Art. 4. Clausola di invarianza finanziaria
  1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano attuano il presente decreto senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e nell’ambito della cornice finanziaria programmata per il Servizio sanitario nazionale ivi ricomprendendo le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

giovedì 4 agosto 2022

Sintesi del Piano Nazionale per la Non Autosufficienza

Il PNNA non introduce norme specifiche ma propone l' “assemblaggio” e l’integrazione di normative già deliberate negli ultimi anni nell’ambito socioassistenziale (LEPS) e sanitario (LEA) rivolte alle persone non autosufficienti e con disabilità (si veda il glossario).

1-RIFERRIMENTI NORMATIVI

Il comma 162 della legge di bilancio 234/2021 elenca i servizi socioassistenziali erogati dagli Ambiti Territoriali Sociali o ATS per promuovere la continuità e la qualità di vita a domicilio e nel contesto sociale delle persone non autosufficienti. Tali aree sono:

a) assistenza domiciliare sociale e assistenza sociale integrata con i servizi sanitari, quale servizio rivolto a persone anziane non autosufficienti o a persone anziane con ridotta autonomia o a rischio di emarginazione;

b) servizi sociali di sollievo per le persone anziane non autosufficienti e le loro famiglie, quali: il pronto intervento per le emergenze temporanee, diurne e notturne, gestito da personale qualificato; un servizio di sostituzione temporanea degli assistenti familiari in occasione di ferie, malattia e maternità; l'attivazione e l'organizzazione mirata dell'aiuto alle famiglie;

c) servizi sociali di supporto per le persone anziane non autosufficienti e le loro famiglie, quali strumenti per favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro degli assistenti familiari e l'assistenza alle famiglie per l'espletamento di adempimenti.

La legge 234/2021 - bilancio dello Stato per il 2022 e pluriennale per il triennio 2022-2024 - definisce i livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS) interventi, servizi, attività e prestazioni integrate, che hanno un carattere di universalità su tutto il territorio nazionale, al fine di garantire ai cittadini qualità di vita, pari opportunità, non discriminazione, prevenzione, eliminazione o riduzione delle condizioni di svantaggio e di vulnerabilità.

I LEPS che rientrano nel PNNA sono:

a) l’assistenza domiciliare sociale quale servizio caratterizzato dalla prevalenza degli interventi di cura della persona e di sostegno psico-socio-educativo.

  • ·   assistenza sociale integrata con i servizi sanitari, ad integrazione di interventi di natura sociosanitaria;
  • ·      soluzioni abitative, anche in coerenza con gli interventi del PNRR, mediante ricorso a nuove forme di coabitazione solidale delle persone anziane e tra generazioni;
  • ·       adattamenti dell’abitazione alle esigenze della persona con soluzioni domotiche e tecnologiche che favoriscono la continuità' delle relazioni personali e sociali a domicilio, compresi i servizi di telesoccorso e teleassistenza.

b) servizi sociali di sollievo:

  • ·   il pronto intervento per le emergenze temporanee, diurne e notturne, gestito da personale qualificato;
  • ·       un servizio di sostituzione temporanea degli assistenti familiari in occasione di ferie, malattia e maternità;

·         attivazione e organizzazione dell'aiuto alle famiglie, valorizzando la collaborazione volontaria delle risorse di prossimità e quella del Terzo settore sulla base delle esperienze di prevenzione, di solidarietà intergenerazionale e di volontariato locali;

c) servizi sociali di supporto

·    La messa a disposizione di strumenti qualificati per favorire l’incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro degli assistenti familiari, in collaborazione con i Centri per l'impiego del territorio l’assistenza gestionale, legale e amministrativa alle famiglie per l'espletamento di adempimenti.

3-ATTORI ISTITUZIONALI (governance multilivello)

Ruolo dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali nelle politiche per la non autosufficienza.

·         Il legislatore prevede un sistema multilivello di governance istituzionale che riordini servizi e interventi rivolti alle persone non autosufficienti – afferenti agli ambiti del sociale e del sociosanitario – in un processo unitario e coordinato di attività.

·         Ciò consentirà di mettere in relazione duratura le responsabilità istituzionali a cui fanno capo gli interventi sociali con quelle a cui fanno capo gli interventi sociosanitari, mirando a ricomporre l’articolato disegno dei diversi livelli di governo interessati: statale, regionale e locale.

L’Ambito Territoriale Sociale per l’attuazione dei LEPS

  • ·      l'ATS rappresenta la sede principale della programmazione locale, concertazione e coordinamento degli interventi dei servizi sociali e delle altre prestazioni integrate, attive a livello locale.
  • ·     Spetta alle regioni la determinazione degli ATS, delle modalità e degli strumenti per la gestione unitaria del sistema locale dei sevizi sociali a rete.

·         Le Regioni esercitano la funzione di programmazione, coordinamento ed indirizzo degli interventi sociali, garantendone l'adeguamento alle esigenze delle comunità locali, nonché di verifica della rispettiva attuazione a livello territoriale.

Le Aziende Sanitarie

·         Il SSN e gli ATS garantiscono, mediante le risorse umane e strumentali di rispettiva competenza, alle persone in condizioni di non autosufficienza l'accesso ai servizi sociali e ai sociosanitari attraverso punti unici di accesso (PUA) che hanno la sede presso le «Case della comunità».

2-MODALITA’ GESTIONALI

Punti unici d’accesso

L’accesso ai servizi avviene attraverso punti unici di accesso (PUA), che hanno la sede operativa presso le articolazioni del servizio sanitario denominate «Case della comunità».

Valutazione multidimensionale

Viene garantita la valutazione multidimensionale della capacità bipsico-sociale dell'individuo, anche al fine di delineare il carico assistenziale per consentire la permanenza della persona in condizioni di non autosufficienza nel proprio contesto di vita in condizioni di dignità, sicurezza e comfort, riducendo il rischio di isolamento sociale e il ricorso ad ospedalizzazioni non strettamente necessari.

Equipe multiprofessionali

Presso i PUA operano equipe integrate composte da personale adeguatamente formato e numericamente sufficiente appartenente al Servizio sanitario nazionale e agli ATS.

Progetto di assistenza individuale integrata (PAI)

L’equipe integrata procede alla definizione del PAI, contenente l'indicazione degli interventi modulati secondo l’intensità del bisogno. Il PAI individua altresì le responsabilità, i compiti e le modalità di svolgimento dell’attività degli operatori sanitari, sociali e assistenziali che intervengono nella presa in carico della persona, nonché l'apporto della famiglia e degli altri soggetti che collaborano alla sua realizzazione.

LEPS e LEA devono garantire la permanenza della persona non autosufficiente al proprio domicilio, qualora questo sia appropriato in relazione ai bisogni e ai desideri della persona, assicurando i servizi in forma integrata ed unitaria.

SISTEMA SOCIALE: LEPS

  • ·         Cure domiciliari: dimissioni protette
  • ·         Assistenza domiciliare sociale
  • ·         Assistenza sociale integrata

SISTEMA SANITARIO: LEA

  • ·         Dimissioni protette
  • ·         Cure domiciliari di I livello (ADP)
  • ·         Cure domiciliari integrate (ADI) di I° livello
  • ·         Cure domiciliari integrate (ADI) di II° livello
  • ·         Cure domiciliari integrate (ADI) di III° livello

Il DM 77 sugli standard territoriali del PNRR prevede la presenza dei Servizi sociali nelle Case delle comunità e per l’assistenza domiciliare fa riferimento alla competenza degli ATS.

4-PROGRAMMI OPERATIVI

I tre programmi operativi previsti riguardano:

  •       LEPS di erogazione
  •       LEPS di processo

C.      Azioni di rafforzamento

I due destinatari riguardano:

  • ü  Persone con Non autosufficienza
  • ü  Persone con Disabilità

Sia i LEPS di erogazione che il LEPS di processo sono realizzati dagli ATS la sede nella quale programmare, coordinare, realizzare e gestire gli interventi, i servizi e le attività utili al raggiungimento dei LEPS.

A-Livelli essenziali di erogazione

La strategia di intervento 1 si riferisce ai servizi socio-assistenziali volti a promuovere la continuità e la qualità di vita a domicilio e nel contesto sociale di appartenenza, in riferimento a tre aree:

  • ·         Assistenza domiciliare sociale e assistenza sociale integrata con i servizi sanitari.
  • ·         Servizi sociali di sollievo.
  • ·         Servizi sociali di supporto.

Con la strategia di intervento si definiscono i contenuti, le modalità e i termini per l’erogazione degli interventi, nei limiti delle risorse del Fondo nazionale per la non autosufficienza.

B-Livelli essenziali di processo

La strategia di intervento 2 si riferisce al percorso assistenziale integrato da attivare per i bisogni complessi.

  •    Il Percorso assistenziale integrato è costituito dalle macrofasi: accesso, prima valutazione, valutazione multidimensionale, elaborazione del piano assistenziale personalizzato, monitoraggio degli esiti di salute.
  •     La realizzazione del LEPS di processo è propedeutica alla messa in atto dei servizi dedicati alla persona, sulla quale si chiede di intervenire in fase di prima attuazione del Piano.

C-Azioni di supporto

La strategia di intervento 3 si riferisce al rafforzamento degli ambiti territoriali sociali e allo sviluppo del sistema dei servizi.

·         Rafforzamento della dotazione organica degli ATS.

·         Azioni di sviluppo del sistema dei servizi:

  • ü  Definizione di strumenti e modelli di supporto agli interventi previsti dalla linea 1.3.
  • ü Definizione di obiettivi di convergenza per gli strumenti già attivi di valutazione multidimensionali.
  • ü  Definizione delle azioni positive verso la progressiva costruzione di Budget dedicati.

Le azioni legate alla linea 3.2. possono essere sviluppate nel corso del triennio di validità del Piano anche mediante l’istituzione di appositi gruppi tecnici di lavoro interistituzionali.

5-LIVELLI ESSENZIALI DI EROGAZIONE

A-Assistenza domiciliare sociale e assistenza sociale integrata con i servizi sanitari

Contenuti: 

  • Servizi caratterizzati dalla prevalenza degli interventi di cura della persona e di sostegno psico-socioeducativo anche ad integrazione di interventi di natura sociosanitaria che possono comprendere anche azioni orientate verso:
  • Soluzioni abitative basate su nuove forme di coabitazione solidale delle persone anziane, anche in coerenza con la programmazione degli interventi del PNRR.
  • Rafforzamento degli interventi delle reti di prossimità intergenerazionale e tra persone anziane.
  • Adattamenti dell'abitazione alle esigenze della persona con soluzioni domotiche e tecnologiche che favoriscono la continuità delle relazioni personali e sociali a domicilio, compresi i servizi di telesoccorso e teleassistenza.

Destinatari

  • ü  Persone anziane non autosufficienti
  • ü  Persone anziane con ridotta autonomia o a rischio di emarginazione
  • ü  Persone con disabilità grave e gravissima

Modalità. L’erogazione degli interventi avviene solo ed esclusivamente in relazione alla previsione di un PAI, generato dal processo assistenziale integrato così come definito dal LEPS di processo, valorizzando ed integrando con tali interventi anche il più ampio progetto individuale di vita, se esistente o in corso di redazione.

Regolazione. Per l’area della non autosufficienza le risorse del FNA saranno progressivamente destinate al finanziamento di servizi erogati in forma diretta.

B-Servizi sociali di sollievo

Contenuti

  •     Pronto intervento per le emergenze temporanee, diurne e notturne, gestito da personale qualificato.
  •      Centri diurni e semiresidenziali;
  •    Servizio di sostituzione temporanea degli assistenti familiari in occasione di ferie, malattia e maternità.
  •   Attivazione e organizzazione mirata dell'aiuto alle famiglie valorizzando la collaborazione volontaria delle risorse informali di prossimità e quella degli enti del Terzo settore anche mediante gli strumenti di programmazione e progettazione partecipata.
Destinatari
  • ü  Persone anziane non autosufficienti e loro famiglie
  • ü  Persone con disabilità e loro famiglie

Modalità. L’erogazione degli interventi avviene con la supervisione del servizio che ha preso in carico la persona e nel perseguimento degli obiettivi di salute definiti dal PAI.

Regolazione. Ai servizi sociali di sollievo sono destinate le risorse come indicato al successivo capitolo 6.

C-Servizi sociali di supporto

Contenuti

  • ·    Messa a disposizione di strumenti qualificati orientati a favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro degli assistenti familiari, in collaborazione con i Centri per l'impiego del territorio.
  • ·         Assistenza gestionale, legale e amministrativa alle famiglie per l'espletamento di adempimenti.

Destinatari

  • ü  Persone anziane non autosufficienti e loro famiglie
  • ü   Persone con disabilità e loro famiglie

Modalità. L’erogazione degli interventi avviene con la supervisione del servizio che ha preso in carico la persona e nel perseguimento degli obiettivi di salute definiti dal PAI.

Regolazione. Ai servizi sociali di supporto sono destinate le risorse come indicato al successivo capitolo.

6-PERCORSO ASSISTENZIALE INTEGRATO

Il Percorso assistenziale integrato, composto da 4 fasi di un insieme unitario di endo-procedimenti per garantire l’esigibilità del LEPS di processo, è realizzato dagli ATS.

  • ·         Accesso. Funzione che costituisce la fase iniziale del percorso assistenziale integrato, in cui sono garantiti i servizi per l’orientamento al complesso dei servizi territoriali e i servizi di accesso al percorso integrato con la rilevazione dei primi riferimenti anagrafici.
  • ·         Prima valutazione. Funzione che costituisce la fase di valutazione preliminare dei bisogni espressi dalla persona e/o dal nucleo familiare, in cui sono garantite le attività che completano il quadro informativo necessario per la presa in carico e le attività di rilevazione dell’eventuale complessità dei bisogni emersi
  • ·         Valutazione multidimensionale. Fase di valutazione della capacità bio-psicosociale della persona nei casi complessi e delle condizioni e delle effettive capacità e competenze del nucleo familiare, anche allo scopo di definire l’onerosità della risposta assistenziale che può variare in rapporto alla medesima complessità clinica.
  • ·         Piano assistenziale individualizzato. Fase fase di elaborazione del quadro delle risposte appropriate sulla base della valutazione multidimensionale, un unico PAI che ricomprende tutte gli interventi destinati alla persona presa in carico e al suo nucleo familiare
  • ·         Monitoraggio degli esiti di salute e di assistenza sociale. Fase conoscitiva dell’andamento e dei risultati di salute e di assistenza raggiunti in attuazione del PAI.

Il percorso assistenziale integrato è organizzato in cooperazione tra ATS e Distretto sanitario, anche in relazione con il PNRR M5C2 e M6C1, garantendo le seguenti funzioni:

  • ·         l’accesso ai servizi sociali e sociosanitari attraverso punti unici di accesso (PUA) che hanno la sede operativa presso le articolazioni del servizio sanitario denominate ‘Case della comunità’ e negli altri presidi ritenuti pertinenti e adeguati dalla programmazione locale.
  • ·         Presso i PUA operano équipe integrate che assicurano la funzionalità delle unità di valutazione multidimensionale (UVM) della capacità bio-psico-sociale dell'individuo.
  • ·         Sulla base della valutazione dell'UVM, l'équipe integrata procede alla definizione del progetto di assistenza individuale integrata (PAI), contenente l'indicazione degli interventi modulati secondo l’intensità del bisogno.
  • ·         La programmazione degli interventi e la presa in carico si avvalgono del raccordo informativo, anche telematico, con l'INPS.

7-DESTINATARI

Persone con non autosufficienze

Il Piano individua fra i propri destinatari diretti i seguenti target:

·         Persone anziane non autosufficienti con alto bisogno assistenziale e/o persone con disabilità gravissima, come previsto dall’art. 1 comma 168 della legge n. 234/2021 (cd. legge di bilancio 2022) Per gli interventi rivolti a tali beneficiari sono riservate risorse del Fondo per una quota compresa fraun minimo del 40% ed un massimo del 60%.

·         Persone anziane non autosufficienti con basso bisogno assistenziale e/o persone con disabilità grave, ai fini esclusivamente del presente Piano, si intendono le persone beneficiarie dell’indennità di accompagnamento o comunque definite non autosufficienti o disabili ai sensi, in ogni caso coerentemente ai requisiti definiti dalle Regioni con riferimento ai criteri di valutazione delle Commissioni UVM e ai modelli di erogazione delle prestazioni regionali.

Persone con disabilità

Le persone con disabilità rappresentano una categoria trasversale a tutte le misure assistenziali individuate o agli interi processi assistenziali che dovranno essere sviluppati e perseguiti in modo integrato. Si terrà conto di quanto stabilito dalla legge delega sulla disabilità e in particolare di quanto già sperimentato nel Piano precedente per i Progetti di Vita Indipendente che prevedono progetti coerenti con le misure già in essere afferenti al Fondo per il dopo di noi (Progetti per il dopo di noi) e al Fondo nazionale per la non autosufficienza (Progetti di vita indipendente). Il piano richiama l’attenzione alla elaborazione di un progetto di vita personalizzata e partecipato, sulla base di un approccio multidisciplinare e con la partecipazione della persona con disabilità e/o di chi la rappresenta.

8-VITA INDIPENDENTE

Si richiamano le Linee guida sulla vita indipendente ed inclusione nella società delle persone con disabilità, finalizzate a garantire il diritto all’indipendenza alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell'autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita, non superabili mediante ausili tecnici, e di prevedere le modalità di realizzazione di programmi di aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia.

Le aree di intervento definite nelle linee guida su indicate, si sintetizzano in:

  • ·         Assistente personale. L’assistente personale assume un ruolo centrale nell'organizzazione di un progetto di vita indipendente.
  • ·         Forme dell’abitare in autonomia: housing e cohousing. Il progetto è aperto alle molteplici forme, anche sperimentali e innovative, dell’abitare sociale.
  • ·    Inclusione sociale e relazionale. In tale contesto è possibile prevedere la fattispecie dell’assistenza sociale relazionale.
  • ·        Domotica. Utilizzo di nuove tecnologie (quali ad esempio, le tecnologie domotiche, le tecnologie per la connettività sociale, etc.), che riguardano la sicurezza degli utenti e l’autonomia nell’ambiente domestico (AAL) e contribuiscono a contrastare ogni forma di segregazione.
  • ·         Azioni di sistema. Nell’elaborazione e formulazione dei progetti devono essere previste forme di coinvolgimento attivo del mondo associativo e della comunità di riferimento.

9-SISTEMA INFORMATIVO.

Il Sistema informativo unitario dei servizi sociali si articola nelle seguenti componenti:

a)      Sistema informativo delle prestazioni e dei bisogni sociali articolato in:

  • ·         Banca dati delle prestazioni sociali (BDPS);
  • ·         Banca dati delle valutazioni e progettazioni personalizzate (BDVPP);
  • ·         Sistema informativo dell’ISEE;
  • ·         Piattaforma digitale del Reddito di cittadinanza per il Patto di inclusione sociale (PRDC).

       b) Sistema informativo dell’offerta dei servizi sociali articolato in:

  • ·         Banca dati dei servizi attivati (BDSA);
  • ·         Banca dati delle professioni e degli operatori sociali (BDPOS).

10- FONDO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA

Al fine di raggiungere le finalità descritte nel comma 162 della citata legge di bilancio “il Fondo per le non autosufficienze è integrato per un ammontare pari a euro

  • ·         100 milioni per l'anno 2022
  • ·         200 milioni per l'anno 2023
  • ·         250 milioni per l'anno 2024
  • ·         300 milioni dal 2025

Permangono comunque gli interventi del Fondo per le non autosufficienze a favore delle persone con disabilità gravissima, ai quali le regioni devono dedicare una quota dell’FNA compresa fra il 40% e il 60%.

Si evidenzia che la graduale introduzione dei LEPS per le persone anziane non autosufficienti è inquadrata nell’ambito degli stanziamenti vigenti, incluse le integrazioni previste dalla medesima legge di bilancio.

L’accesso ai servizi è assicurato dagli ATS che garantiscono anche l’offerta dei servizi che può essere integrata da contributi, diversi dalla indennità di accompagnamento, per il sostegno alle persone anziane non autosufficienti e il supporto ai familiari che partecipano all’assistenza. Si tratta di contributi mirati esclusivamente a retribuire il lavoro di cura svolto da operatori titolari di rapporto di lavoro conforme ai contratti collettivi nazionali di settore o per l'acquisto di servizi forniti da imprese qualificate nel settore dell'assistenza sociale non residenziale.

11-GLOSSARIO E RIFERIMENTI NORMATIVI

  • ·         PNNA Piano per la Non Autosufficienza 2022-2024
  • ·         LEPS Livelli essenziali delle prestazioni sociali, in materia di non autosufficienza e disabilità, legge 234/2021
  • ·         LEA Livelli essenziali di assistenza, DPCM 12/01/2017 art. 22
  • ·         PNRR Missione 5 e 6, in particolare M5C2.1: Servizi sociali, disabilità e marginalità sociale, investimento 1.1. Sostegno alle persone vulnerabili e prevenzione dell’istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti
  • ·         PUA punti unici di accesso (PUA)
  • ·         ATS Ambito Territoriale Sociale
  • ·         PAI Progetto Assistenziale Individualizzato
  • ·         UVM unità di valutazione multidimensionale
  • ·         FNA Fondo per le non autosufficienze
  • ·         Piano Nazionale degli interventi e servizi sociali 2021-2023
  • ·         Legge quadro sulla disabilità n. 227 del 22 dicembre 2021
  • ·         Legge n. 234 del 30 dicembre 2021: all’art.1, commi 159-171 sull’integrazione socio sanitaria al fine di garantire una effettiva inclusione sociale delle persone con disabilità o non autosufficienti.
  • ·         PN Programma Nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027
  • ·         PNP Piano Nazionale della Prevenzione 2020/2025
  • ·         DM77 decreto 23 maggio 2022, n. 77, “Regolamento recante la definizione di modelli standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel SSN”