domenica 13 settembre 2020

Evoluzione epidemiologica e diagnosi di Covid19

Rispetto alla tempesta di marzo il contesto pandemico è cambiato in modo significativo, tanto da poter individuare tre fasi epidemiologiche e cliniche distinte.

1-La prima è stata caratterizzata dalla scoperta della notevole poliedricità clinica del coronavirus. Le diagnosi sul territorio, dopo le incertezze delle due settimane a cavallo di febbraio e marzo per via della sovrapposizione con l'influenza in fase declinante, sono state poste nei casi non gravi in base alla sensibilità clinica, migliorata via via dopo i primi casi in cui il Covid-19 si era confuso con la sindrome influenzale. In realtà non avendo la possibilità di eseguire il tampone di conferma le denunce, quando sono state fatte, sono rimaste a livello di sospetto, ma vista l'alta incidenza, perlomeno in Lombardia, erano comunque molto probabilmente casi di Covid-19. 

Quindi in un contesto di pandemia a sviluppo esponenziale l'euristica della disponibilità, dopo l'iniziale incertezza, è entrata in gioco anche nei casi in cui in realtà si trattava di altra virosi; tuttavia in quella fase la sovradiagnosi di Covid-19 non ha prodotto bias da "eccessiva" ed automatica evocabilità dell'ipotesi di Covid-19.

2-Via via che la pandemia da maggio ha declinato come numero di nuovi casi, la probabilità a priori di incappare in una Covid-19 è diminuita ma la sospettosità verso ogni nuovo disturbo è rimasta alta, anche perchè nel frattempo erano stati modificati i criteri diagnostici. Tuttavia l'altra euristica di riferimento, vale a dire quella della rappresentatività o del prototipo, non è venuta in aiuto per confermare le ipotesi di Covid-19. A dire il vero solo due quadri hanno permesso l'incremento bayesiano delle probabilità a priori fino alla conferma dell'ipotesi di Covid-19: curiosamente la specificità della clinica è venuta a supporto dei medici pratici ai due estremi dello spettro di gravità delimitato, da un lato, dall'innocua per quanto fastidiosa anosmia/ageusia e, dall'altro, dalla grave polmonite interstiziale bilaterale con ipossia e coinvolgimento sistemico.

Per fortuna la possibilità di prescrivere il tampone sul territorio ha consentito di confermare ma soprattutto di smentire l'infezione da SarsCov-2 in molti casi di virosi respiratoria, febbre isolata, diarrea acuta etc.. Si sono moltiplicate quindi le richieste di tampone che hanno fortunatamente dato esito negativo, fino ad arrivare alla percentuale dell'1-2 di positivi sugli 60-100 mila tamponi quotidiani. Per giunta un 60% circa dei positivi è stato trovato in soggetti asintomatici sottoposti a screening per diversi motivi. Questa fase è iniziata a maggio, con una media di 200-300 casi/die, ed è terminata a metà agosto.

3-Con il ferragosto la pandemia ha ripreso vigore, sull'onda delle vacanze e della riapertura di discoteche e luoghi di assembramento sociale, e in due settimane i casi giornalieri sono schizzati stabilmente sopra i 1000 al dì con corollario di nuovi ricoveri, passaggi i terapia intensive, ma per ora con pochi decessi rispetto a marzo. Quindi da settembre ogni minimo sintomo, a livello delle vie aree ma anche intestinali, evoca in automatico l'ipotesi di Covid-19 con tutte le conseguenze del caso: denuncia di sospetto Covid-19, tampone e isolamento in attesa dell'esito del test, quarantena per i contatti familiari, ricostruzione della rete di contatti stretti etc.. 

Ad aggravare la situazione è arrivato il protocollo ministeriale per la gestione del rientro a scuola che ha ampliato a dismisura disturbi sospetti, aggiungendo rinorrea, cefalea e dolori muscolari ai sintomi già codificati. Con il risultato di annullare qualsiasi potenziale gestione clinica dei sintomi, basata sulle due euristiche cardine sopra-menzionate, che non esiti in un tampone richiesto quanto più precocemente possibile. Resta ai genitori solo un margine di tre giorni di osservazione a domicilio, qual ora lo scolaro abbia accusato sintomi durante l'orario scolastico, prima del possibile rientro auto-certificato, ma c'è da scommettere che ben pochi genitori posticiperanno il contatto con il pediatria, il quale a sua volta prescriverà giocoforza e il tampone a tutti i sospetti.  Facile immaginare il caos generato da questo modello di gestione a scuola, in famiglia ed in azienda nei mesi autunnali, in cui prevalgono i virus respiratori minori non coperti dalla vaccinazione influenzale, e in quelli invernali con l'arrivo della vera e propria influenza. Per i pediatri sarà un autunno-inverno in prima linea e senza tregua, per non parlare dei laboratori di analisi.

Eppure una via d'uscita ci sarebbe se fossero disponibili test diagnostici rapidi di ultima generazione per l'individuazione precoce dei veri casi Covid-19, dalla massa dei "falsi" casi positivi, evitando la denuncia di sospetto contagio per riservarla solo ai veri positivi accertati. In caso contrario, ovvero se dovessero partire in automatico tutte le denunce per ogni minimo sintomo assieme alle procedure previste per ogni sospetto, la paralisi dei servizi di igiene e prevenzione e dell'intero sistema sarà assicurata e inevitabile, a causa dell'annullamento della dimensione clinica e dell'allarme sociale provocato dalla ripresa di quella che appare ormai un'endemia più che una pandemia

lunedì 7 settembre 2020

QUALE GESTIONE DIAGNOSTICA DEL SOSPETTO COVID?

La situazione della pandemia rispetto a marzo è cambiata per tanti motivi e quindi anche l’approccio diagnostico-gestionale deve evolvere per adattarsi al nuovo contesto epidemiologico: basta considerare i tempi e la quantità di tamponi processati giornalmente, che sono passati da poche decine di migliaia ad oltre 100 mila, grazie ai quali si è scoperta la galassia dei positivi asintomatici che rappresenta i 2/3 di tutti i positivi quotidiani. Allora la diagnosi fu condizionata dei criteri “geografici” per cui il cao 1 fu sospettato e diagnosticato non grazie alle indicazioni ministeriali, ma contravvendo le regole ufficiali, ovvero violando le linee guida ministeriali che dettavano le condizioni per consentire/escludere la prescrizione del tampone. 

Nel gergo della psicologia cognitiva l’euristica della disponibilità/evocabilità del sospetto diagnostico era vincolata dal primo decreto ministeriale, successivamente modificato in senso meno restrittivo e più aderente alla clinica, ma che cmq vietava al MMG di prescrivere il tampone spingendo la gente in PS. Tant’è che molte diagnosi e denunce di malattia sul territorio sono state fatte senza la conferma del test molecolare, specie dopo la fine dell’epidemia influenzale che ha fatto schizzare in alto la probabilità a priori di una malattia da Covid-19, senza necessità di conferma del tampone (in particolare nelle aree ad elevata prevalenza ed in presenza di sintomi aspecifici di virosi respiratoria, a parte la specificità di anosmia/parosmia o ageusia).

Oggi il contesto epidemiologio, diagnostico e clinico è cambiato in modo considerevole - basti pensare che i positivi sono meno del 2 per cento dei tamponi quotidiani - e cambierà ancora di più con l’arrivo delle virosi respiratorie autunnali prima e con l’epidemia influenzale invernale dopo, che portano in primo piano il problema della diagnosi clinica differenziale rispetto al Covid-19. A differenza delle prime settimane di febbraio/marzo l’euristica della evocabilità scatterà in automatico per tutte le sindromi febbrili delle via aeree ed anche per le virosi intestinali, tanto da richiedere necessariamente il tampone per dirimere il dilemma diagnostico eziologico. Quindi saranno necessari test molecolari con grande disponibilità per risolvere tutti i dubbi, specie a livello pediatrico e tra i giovani adulti in età scolare o lavorativa. 

Ovviamente con i tempi e le modalità burocratiche delle attuali procedure, specie in alcune regioni, che richiedono anche una settimana per essere portate a termine, si rischia il caos scolastico e di generare inutile e controproducente allarmismo tra le famiglie. Inoltre ha poco senso denunciare come sospetta malattia da Covid-19, quello che appare un semplice raffreddore o una banale gastroenterite, tanto da fare scattare con l'eventuale denuncia le misure di contenimento e tracciamento che potrebbero sovraccaricare fino alla paralisi tutto il sistema per un eccesso di domanda (e di probabili falsi negativi).

Come uscire da questa prevedibile impasse? Due sono le condizioni:

 1-poter contare su una grande offerta di tamponi prescrivibili sul territorio e con esiti in tempi rapidi (24-48 ore) senza le attuali procedure farraginose, tramite la semplice prescrizione dematerializzata del MMG, da eseguire nella rete capillare dei car Covid, dalle USCA o come si ventila negli stessi studi di MG (queste ultime due ipotesi sono a mio avviso poco praticabili per questioni logistiche, organizzative e legali).

 2-procedere alla denuncia di malattia da Covid-19 solo DOPO l’eventuale esito positivo del tampone e non come ora sulla base del sospetto contagio, che metterebbe in moto tutto l’apparato dei servizi di igiene a sanità pubblica, in molti casi del tutto inutilmente e in modo inappropriato per l'effetto dell'euristica di disponibilità.

La seconda condizione è drasticamente subordinata alla prima, ovvero alla combinazione tra ipotesi diagnostica clinica e conferma eziologica che, solo dopo l’esito del test, farebbe scattare la procedura formale-legale di denuncia. In altri termini si tratta di invertire le priorità, che hanno visto penalizzata la clinica per una gestione prevalentemente epidemiologica e “burocratico-amministrativa”, come quella della prime settimane di marzo, che ha avuto la sua massima espressione nella preclusione della prescrizione del tampone sul territorio.

Si riuscirà in poche settimane, prima del prevedibile caos autunnale nelle scuole, a modificare l’ordine delle priorità pratiche e burocratiche? Purtroppo lo dubito, conoscendo le rigidità delle burocrazie ministeriali e la distanza del CTS dalle pratiche sul campo…

martedì 1 settembre 2020

Confronto tra nuove diagnosi di malattia (sintomatici) e positivi allo screening (infezioni asintomatiche)

Dal 25 giugno i prospetti giornalieri della PC comprendono due categorie di soggetti positivi al Covid-19, ovvero casi:
  • identificati dal sospetto diagnostico per la presenza di sintomi recenti, ricoverati o seguiti a domicilio, oppure con malattia in fase presintomatica (periodo di incubazione)
  • tamponi positivi a seguito di screening in asintomatici (tamponi eseguiti su operatori sanitari, in pre-ricovero per intervento chirurgico, contatti stretti di una caso clinico, presenza di IgG anti-Covid, follow-up dopo la guarigione clinica etc..).
  • Per monitorare la pandemia è importante il confronto tra nuovi casi con sintomi, espressione di un contagio in atto (incidenza giornaliera), rispetto ai soggetti asintomatici positivi al tampone, che indica un'infezione pregressa di settimane o mesi (prevalenza dall'inizio della pandemia).
A-Confronto tra 31 agosto e 1 settembre (dati nazionali)


NumeroPercentuale
Totale nuovi casi+ 9781,2%
Positivi sintomatici+27028%
Positivi asintomatici+70572%
Ricoverati+92
Terapia intensiva+13
Deceduti+8





La Lombardia fornisce giornalmente il dato dell'incremento rispetto al giorno precedente, il numero di tamponi eseguiti, quello dei positivi debole e dopo sierologia, oltre ai decessi. 




    C-Confronto tra giugno e agosto (dati nazionali)















    COMMENTO. I dati odierni sono stabili rispetto a ieri (978 su 996) con prevalenza dei positivi asintomatici per screening (+705, per il 72%) rispetto a quelli individuati per sospetto diagnostico (+270, per il 28%). Aumentano vistosamente ricoveri ordinari (+92) ed anche quelli nelle terapie intensive (+13) e sono 8 i decessi registrati. L'aumento dei nuovi casi riguarda tutte le regioni e in maggior misura Lombardia (+242), Veneto (+97), ER (+99), Lazio (+125), Sardegna (+50) e Campania (+102); nell'epicentro lombardo si registrano 2 decessi e i tamponi sono 16200.

    INDAGINE SIEROLOGICA NAZIONALE

    La prevalenza di sieropositività è del 2,5% a livello nazionale con il livello massimo in Lombardia del 7.5% pari a 750 mila soggetti positivi - intervallo di confidenza tra 3.8 e 6.8 - e quello minimo dello 0,3% in Sicilia e Sardegna. La sieroprevalenza è più alta nelle province di Bergamo (24%) e di Cremona (19%). Tra le professioni, il 5,3% è risultato positivo in ambito sanitario e il 4,2% tra chi lavora nella ristorazione. La trasmissione è stata in prevalenza intra-familiare. Infine dall'indagine sierologica nazionale è emerso che
    • gli asintomatici sono il 27,3%  
    • quelli con 1-2 sintomi (febbre, tosse o mal di testa) il 23,4%
    • quelli con 3 o più (febbre, anosmia/ageusia, sindr. influenzale, tosse, cefalea) il 41,5%
    Per valutare l'evoluzione della pandemia è indispensabile il confronto temporale dei dati - rilevati giornalmente, settimanalmente e dall'inizio del monitoraggio - tra le nuove diagnosi cliniche rispetto agli asintomatici positivi allo screening.

    Sull'importanza di distinguere tra nuovi casi identificati per la presenza di sintomi (malattia da Covid-19) dai casi asintomatici individuati per screening con tampone (infezione) si veda l'articolo:
    Al link le problematiche statistico-epidemiologiche e cliniche dell'evoluzione pandemica:
    F-Sorveglianza Integrata Epicentro ISS al 26 agosto: Proporzione (%) di casi di COVID-19 segnalati in Italia negli ultimi 30 giorni per stato clinico e classe di età (dato disponibile per 11000 casi)

    Al link l'11° monitoraggio settimanale:  http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=87523

    domenica 30 agosto 2020

    Confronto tra nuove diagnosi di malattia (sintomatici) e positivi allo screening (infezioni asintomatiche)

    Dal 25 giugno i prospetti giornalieri della PC comprendono due categorie di soggetti positivi al Covid-19, ovvero casi:
    • identificati dal sospetto diagnostico per la presenza di sintomi recenti, ricoverati o seguiti a domicilio, oppure con malattia in fase presintomatica (periodo di incubazione)
    • tamponi positivi a seguito di screening in asintomatici (tamponi eseguiti su operatori sanitari, in pre-ricovero per intervento chirurgico, contatti stretti di una caso clinico, presenza di IgG anti-Covid, follow-up dopo la guarigione clinica etc..).
    • Per monitorare la pandemia è importante il confronto tra nuovi casi con sintomi, espressione di un contagio in atto (incidenza giornaliera), rispetto ai soggetti asintomatici positivi al tampone, che indica un'infezione pregressa di settimane o mesi (prevalenza dall'inizio della pandemia).
    A-Confronto tra 28 e 29 agosto e mensile (dati nazionali)


    NumeroPercentuale
    Totale nuovi casi+1440 1,45%
    Positivi sintomatici+44928%
    Positivi asintomatici+99572%
    Ricoverati-10
    Terapia intensiva+4
    Deceduti+1




    La Lombardia fornisce giornalmente il dato dell'incremento rispetto al giorno precedente, il numero di tamponi eseguiti, quello dei positivi debole e dopo sierologia, oltre ai decessi. 
      C-Confronto tra giugno e agosto (dati nazionali)




      Variazione dei ricoveri e dei decessi tra inizio e fine mese.











      COMMENTO. I dati odierni sono stabili rispetto a ieri (1440 su 1411) con prevalenza dei positivi asintomatici per screening (+995, per il 69%) rispetto a quelli individuati per sospetto diagnostico (+449, per il 31%). Si riducono i ricoveri ordinari (-10), aumentano di 4 quelli nelle terapie intensive e viene registrato solo 1 decesso. L'aumento dei nuovi casi riguarda tutte le regioni e in maggior misura Lombardia (+289), Veneto (+151), Piemonte (+90), ER (+149), Lazio (+171), Sardegna (+70) e Campania (+188); nell'epicentro lombardo non vi sono decessi e i tamponi sono 18701.

      INDAGINE SIEROLOGICA NAZIONALE

      La prevalenza di sieropositività è del 2,5% a livello nazionale con il livello massimo in Lombardia del 7.5% pari a 750 mila soggetti positivi - intervallo di confidenza tra 3.8 e 6.8 - e quello minimo dello 0,3% in Sicilia e Sardegna. La sieroprevalenza è più alta nelle province di Bergamo (24%) e di Cremona (19%). Tra le professioni, il 5,3% è risultato positivo in ambito sanitario e il 4,2% tra chi lavora nella ristorazione. La trasmissione è stata in prevalenza intra-familiare. Infine dall'indagine sierologica nazionale è emerso che
      • gli asintomatici sono il 27,3%  
      • quelli con 1-2 sintomi (febbre, tosse o mal di testa) il 23,4%
      • quelli con 3 o più (febbre, anosmia/ageusia, sindr. influenzale, tosse, cefalea) il 41,5%
      Per valutare l'evoluzione della pandemia è indispensabile il confronto temporale dei dati - rilevati giornalmente, settimanalmente e dall'inizio del monitoraggio - tra le nuove diagnosi cliniche rispetto agli asintomatici positivi allo screening.

      Sull'importanza di distinguere tra nuovi casi identificati per la presenza di sintomi (malattia da Covid-19) dai casi asintomatici individuati per screening con tampone (infezione) si veda l'articolo:
      Al link le problematiche statistico-epidemiologiche e cliniche dell'evoluzione pandemica:
      F-Sorveglianza Integrata Epicentro ISS al 26 agosto: Proporzione (%) di casi di COVID-19 segnalati in Italia negli ultimi 30 giorni per stato clinico e classe di età (dato disponibile per 11000 casi)

      Al link l'11° monitoraggio settimanale:  http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=87523

      giovedì 27 agosto 2020

      Confronto tra nuove diagnosi di malattia (sintomatici) e positivi allo screening (infezioni asintomatiche)

      Dal 25 giugno i prospetti giornalieri della PC comprendono due categorie di soggetti positivi al Covid-19, ovvero casi:
      • identificati dal sospetto diagnostico per la presenza di sintomi recenti, ricoverati o seguiti a domicilio, oppure con malattia in fase presintomatica (periodo di incubazione)
      • tamponi positivi a seguito di screening in asintomatici (tamponi eseguiti su operatori sanitari, in pre-ricovero per intervento chirurgico, contatti stretti di una caso clinico, presenza di IgG anti-Covid, follow-up dopo la guarigione clinica etc..).
      • Per monitorare la pandemia è importante il confronto tra nuovi casi con sintomi, espressione di un contagio in atto (incidenza giornaliera), rispetto ai soggetti asintomatici positivi al tampone, che indica un'infezione pregressa di settimane o mesi (prevalenza dall'inizio della pandemia).
      A-Confronto tra 26 e 27 agosto e settimanale (dati nazionali)


      Numero Percentuale
      Totale nuovi casi +1411
      Positivi sintomatici +400 28%
      Positivi asintomatici +1011 72%
      Ricoverati +76
      Terapia intensiva -2
      Deceduti +5






      La Lombardia fornisce giornalmente il dato dell'incremento rispetto al giorno precedente, il numero di tamponi eseguiti, quello dei positivi debole e dopo sierologia, oltre ai decessi. 



        C-Confronto tra giugno e agosto (dati nazionali)

        Dati al 25/6Dati al 27/8Differenza
        Totale positivi239706263949            24243
        Totale sintomatici223905228123            4218
        Totale screening1580135826            20061 

        Variazione dei ricoveri e dei decessi tra inizio e fine mese.











        COMMENTO. I dati odierni sono in lieve aumento rispetto a ieri (1411 su 1366) con netta prevalenza dei positivi asintomatici per screening (+1011, per il 72%) rispetto a quelli individuati per sospetto diagnostico (+400, per il 28%). Aumentano in proporzione i ricoveri ordinari (+76), diminuiscono di 2 quelli nelle terapie intensive e sono 5 i decessi. L'aumento dei nuovi casi riguarda tutte le regioni e in maggior misura Lombardia (+286), Veneto (+132), Piemonte (+88), ER (+171), Lazio (+152), Sicilia (+56), Sardegna (+57) e Campania (+130); nell'epicentro lombardo i decessi sono 0 e i tamponi 9879. Si riduce a livello nazionale il divario tra i due dati rispetto al 25 giugno, che vede in progressione di 42012 i soggetti individuati per sospetto diagnostico e quelli per screening di 20061.

        INDAGINE SIEROLOGICA NAZIONALE

        La prevalenza di sieropositività è del 2,5% a livello nazionale con il livello massimo in Lombardia del 7.5% pari a 750 mila soggetti positivi - intervallo di confidenza tra 3.8 e 6.8 - e quello minimo dello 0,3% in Sicilia e Sardegna. La sieroprevalenza è più alta nelle province di Bergamo (24%) e di Cremona (19%). Tra le professioni, il 5,3% è risultato positivo in ambito sanitario e il 4,2% tra chi lavora nella ristorazione. La trasmissione è stata in prevalenza intra-familiare. Infine dall'indagine sierologica nazionale è emerso che
        • gli asintomatici sono il 27,3%  
        • quelli con 1-2 sintomi (febbre, tosse o mal di testa) il 23,4%
        • quelli con 3 o più (febbre, anosmia/ageusia, sindr. influenzale, tosse, cefalea) il 41,5%
        Per valutare l'evoluzione della pandemia è indispensabile il confronto temporale dei dati - rilevati giornalmente, settimanalmente e dall'inizio del monitoraggio - tra le nuove diagnosi cliniche rispetto agli asintomatici positivi allo screening.

        Sull'importanza di distinguere tra nuovi casi identificati per la presenza di sintomi (malattia da Covid-19) dai casi asintomatici individuati per screening con tampone (infezione) si veda l'articolo:
        Al link le problematiche statistico-epidemiologiche e cliniche dell'evoluzione pandemica:
        F-Sorveglianza Integrata Epicentro ISS al 26 agosto: Proporzione (%) di casi di COVID-19 segnalati in Italia negli ultimi 30 giorni per stato clinico e classe di età (dato disponibile per 11000 casi)




        Al link l'11° monitoraggio settimanale:  http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=87523



        martedì 25 agosto 2020

        Confronto tra nuove diagnosi di malattia (sintomatici) e positivi allo screening (infezioni asintomatiche)

        Dal 25 giugno i prospetti giornalieri della PC comprendono due categorie di soggetti positivi al Covid-19, ovvero casi:
        • identificati dal sospetto diagnostico per la presenza di sintomi recenti, ricoverati o seguiti a domicilio, oppure con malattia in fase presintomatica (periodo di incubazione)
        • tamponi positivi a seguito di screening in asintomatici (tamponi eseguiti su operatori sanitari, in pre-ricovero per intervento chirurgico, contatti stretti di una caso clinico, presenza di IgG anti-Covid, follow-up dopo la guarigione clinica etc..).
        • Per monitorare la pandemia è importante il confronto tra nuovi casi con sintomi, espressione di un contagio in atto (incidenza giornaliera), rispetto ai soggetti asintomatici positivi al tampone, che indica un'infezione pregressa di settimane o mesi (prevalenza dall'inizio della pandemia).
        A-Confronto tra 24 e 25 agosto e settimanale (dati nazionali)

        Dati al  24/8Dati al  25/8DifferenzaPercent.
        Totale positivi260298261174        878
        Totale sintomatici227128227292        16419%
        Totale screening3317033882        71281%
        Ricoverati10451058        +13
        In terapia inten.65            65          +1
        Deceduti3544135445        + 4






        La Lombardia fornisce giornalmente il dato dell'incremento rispetto al giorno precedente, il numero di tamponi eseguiti, quello dei positivi debole e dopo sierologia, oltre ai decessi. 



          C-Confronto tra giugno e agosto (dati nazionali)

          Dati al 25/6Dati al 20/8Differenza
          Totale positivi239706261174            21468
          Totale sintomatici223905227292            3387
          Totale screening1580133882            18081 

          Variazione dei ricoveri e dei decessi tra inizio e fine mese.











          COMMENTO. I dati odierni sono in lieve riduzione rispetto a ieri (878 su 953) con netta prevalenza dei positivi asintomatici per screening (+712, per il 81%) rispetto a quelli individuati per sospetto diagnostico (+164, per il 19%). Aumentano in misura minore i ricoveri ordinari (+13), solo di 1 quelli nelle terapie intensive e sono 4 i decessi. L'aumento dei nuovi casi riguarda tutte le regioni e in maggior misura Lombardia (+119), Veneto (+119), Piemonte (+57), ER (+65), Toscana (+34) Lazio (+143), Sicilia (+24), Sardegna (+34) e Campania (+138) ; nell'epicentro lombardo i decessi sono 0 e i tamponi 9879. Si riduce a livello nazionale il divario tra i due dati rispetto al 25 giugno, che vede in attivo di 3387 i soggetti individuati per sospetto diagnostico rispetto a quelli per screening +18081.

          INDAGINE SIEROLOGICA NAZIONALE

          La prevalenza di sieropositività è del 2,5% a livello nazionale con il livello massimo in Lombardia del 7.5% pari a 750 mila soggetti positivi - intervallo di confidenza tra 3.8 e 6.8 - e quello minimo dello 0,3% in Sicilia e Sardegna. La sieroprevalenza è più alta nelle province di Bergamo (24%) e di Cremona (19%). Tra le professioni, il 5,3% è risultato positivo in ambito sanitario e il 4,2% tra chi lavora nella ristorazione. La trasmissione è stata in prevalenza intra-familiare. Infine dall'indagine sierologica nazionale è emerso che
          • gli asintomatici sono il 27,3%  
          • quelli con 1-2 sintomi (febbre, tosse o mal di testa) il 23,4%
          • quelli con 3 o più (febbre, anosmia/ageusia, sindr. influenzale, tosse, cefalea) il 41,5%
          Per valutare l'evoluzione della pandemia è indispensabile il confronto temporale dei dati - rilevati giornalmente, settimanalmente e dall'inizio del monitoraggio - tra le nuove diagnosi cliniche rispetto agli asintomatici positivi allo screening.

          Sull'importanza di distinguere tra nuovi casi identificati per la presenza di sintomi (malattia da Covid-19) dai casi asintomatici individuati per screening con tampone (infezione) si veda l'articolo:
          Al link le problematiche statistico-epidemiologiche e cliniche dell'evoluzione pandemica:
          F-Sorveglianza Integrata Epicentro ISS al 15 agosto: Proporzione (%) di casi di COVID-19 segnalati in Italia negli ultimi 30 giorni per stato clinico e classe di età (dato disponibile per 6.761 casi)



          Al link l'11° monitoraggio settimanale:  http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=87523



          giovedì 20 agosto 2020

          Confronto tra nuove diagnosi di malattia (sintomatici) e positivi allo screening (infezioni asintomatiche)

          Dal 25 giugno i prospetti giornalieri della PC comprendono due categorie di soggetti positivi al Covid-19, ovvero casi:
          • identificati dal sospetto diagnostico per la presenza di sintomi recenti, ricoverati o seguiti a domicilio, oppure con malattia in fase presintomatica (incubazione)
          • tamponi positivi a seguito di screening in asintomatici (tamponi eseguiti su operatori sanitari, in pre-ricovero per intervento chirurgico, contatti stretti di una caso clinico, presenza di IgG anti-Covid, follow-up dopo la guarigione clinica etc..).
          • Per monitorare la pandemia è importante il confronto tra nuovi casi con sintomi, espressione di un contagio in atto (incidenza giornaliera), rispetto ai soggetti asintomatici positivi al tampone, che indica un'infezione pregressa di settimane o mesi (prevalenza dall'inizio della pandemia).
          A-Confronto tra 19 e 20 agosto e settimanale (dati nazionali)

          Dati al 19/8Dati al  20/8DifferenzaPercent.
          Totale positivi255278255118        
          Totale sintomatici225215225516        30136%
          Totale screening3006330602        53964%
          Ricoverati866883        +17
          In terapia inten.66            68          +2
          Deceduti35412354418         +6

          N.B. Il numero di ricoveri giornalieri è eccedente rispetto alla cifra base di 700 ricoverati/die registrati a fine luglio.






          La Lombardia fornisce giornalmente il dato dell'incremento rispetto al giorno precedente, il numero di tamponi eseguiti, quello dei positivi debole e dopo sierologia, oltre ai decessi. 



            C-Confronto tra 25 giugno e 20 agosto (dati nazionali)

            Dati al 25/6Dati al 20/8Differenza
            Totale positivi239706256118            16412
            Totale sintomatici223905225516            1611
            Totale screening1580130602            14801 









            COMMENTO. I dati odierni sono in lieve crescita rispetto a ieri (845 su 642) con prevalenza dei positivi asintomatici per screening (+539, per il 64%) rispetto a quelli individuati per sospetto diagnostico (+301, per il 36%). Aumentano in misura significativa i ricoveri ordinari (+27) e di 2 quelli nelle terapie intensive. L'aumento dei nuovi casi riguarda tutte le regioni e in maggior misura Lombardia (+152), Veneto (+159), Piemonte (+52), ER (+52), Toscana (+59) Lazio (+115), Sicilia (+37) e Campania (+53); nell'epicentro lombardo i decessi sono 2  (+6 a livello nazionale) e i tamponi 13757. Si riduce a livello nazionale il divario tra i due dati rispetto al 25 giugno, che vede in attivo di 1611 i soggetti individuati per sospetto diagnostico rispetto a quelli per screening +14801.

            INDAGINE SIEROLOGICA NAZIONALE

            La prevalenza di sieropositività è del 2,5% a livello nazionale con il livello massimo in Lombardia del 7.5% pari a 750 mila soggetti positivi - intervallo di confidenza tra 3.8 e 6.8 - e quello minimo dello 0,3% in Sicilia e Sardegna. La sieroprevalenza è più alta nelle province di Bergamo (24%) e di Cremona (19%). Tra le professioni, il 5,3% è risultato positivo in ambito sanitario e il 4,2% tra chi lavora nella ristorazione. La trasmissione è stata in prevalenza intra-familiare. Infine dall'indagine sierologica nazionale è emerso che
            • gli asintomatici sono il 27,3%  
            • quelli con 1-2 sintomi (febbre, tosse o mal di testa) il 23,4%
            • quelli con 3 o più (febbre, anosmia/ageusia, sindr. influenzale, tosse, cefalea) il 41,5%
            Per valutare l'evoluzione della pandemia è indispensabile il confronto temporale dei dati - rilevati giornalmente, settimanalmente e dall'inizio del monitoraggio - tra le nuove diagnosi cliniche rispetto agli asintomatici positivi allo screening.

            Sull'importanza di distinguere tra nuovi casi identificati per la presenza di sintomi (malattia da Covid-19) dai casi asintomatici individuati per screening con tampone (infezione) si veda l'articolo:
            Al link le problematiche statistico-epidemiologiche e cliniche dell'evoluzione pandemica:
            F-Sorveglianza Integrata Epicentro ISS al 15 agosto: Proporzione (%) di casi di COVID-19 segnalati in Italia negli ultimi 30 giorni per stato clinico e classe di età (dato disponibile per 6.761 casi)



            Al link l'11° monitoraggio settimanale:  http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=87523