mercoledì 13 maggio 2026

Quasi rottura tra parte pubblica e sindacati medici sulla riforma Schillaci dell'assistenza primaria

Ieri si è svolta una importante riunione tra la parte pubblica al completo (ministro, vice ministro, governatori ed assessori regionali ed esponenti di primo piano della maggioranza) e rappresentanti di tutto il fronte sindacale della MG e della Pediatria convenzionata. 

L'incontro è stato interlocutorio e senza esiti pratici, vista la distanza tre le parti soprattutto sulla questione della dipendenza selettiva fortemente voluta dalle regioni. Al termine sono state rilasciate le dichiarazioni di rito, sotto riportate, riprese dalla cronaca del Quotidiano Sanità

SCHILLACI. “Dobbiamo dare ai cittadini una sanità più moderna e più vicina. Vogliamo garantire più servizi ed evitare che vi siano ancora cittadini di serie A e cittadini di serie B con territori scoperti dai servizi sanitari. Spero in un rapido e sereno confronto su una riforma attesa da tempo e che guarda ai diritti dei cittadini”.
 
ROCCA. “Siamo partiti quattro anni fa con un’ipotesi di dipendenza totale, poi si è passati a un canale duale e oggi si parla di dipendenza residuale. Il punto è che, dove non arriva il medico di medicina generale, dobbiamo poter procedere all’assunzione di personale a tempo indeterminato”.
 
COMMENTO. Le mega CdC da 50-60 mila abitanti possono funzionare per i cittadini di seria A residenti nelle grandi città, ma sono IL PROBELEMA nelle aree interne in via di spopolamento, dove i cittadini rischiano di restare senza assistenza primaria perchè la rete delle sole CdC Hub - senza CdC spoke, UCCP, medicine di gruppo grandi e piccole - non è in grado di coprire adeguatamente un territorio a bassa densità di polazione sparsa in piccoli comuni. Per cui i residenti nonostante gli HUB saranno abbandonati e continueranno ad essere trattati come cittadini di serie B.

Comuni Italiani: Numero, Tipologia e Grafico

Anche nell'ipotesi di introdurre la dipendenza, per garantire l'assistenza nelle aree in cui mancano MMG, difficilmente il futuro personale assunto a tempo indeterminato riuscirà a coprire tutte le zone scoperte  prestando servizio a rapporto orario nelle sole CdC hub, proprio per la loro disomogenea distribuzione geo-demografica, tutt'altro che capillare di cui sopra. Saranno CdC Hub di "lontananza", altro che prossimità, con turn-over continuo di dipendenti ex-specialisti ospedalieri senza formzione specifica, anonimi e demotivati per il declassamento a "generici".
 
Possibile che anche gli assessori regionali non riescano a realizzare che una rete Hub&Spoke, ipotizzata dal PNRR per un territorio assai diversificato come quello Italiano, sarà inefficace senza strutture intermedie tra gli Hub e i medici single? 
 

 
 
P.S.  Strittura amministrativa italiana
In Italia, la struttura amministrativa è caratterizzata da una grande frammentazione, con un elevato numero di comuni, la maggior parte dei quali di piccole dimensioni. Al 1° gennaio 2026, il numero totale dei comuni italiani è di 7.896 (dato che può variare leggermente nel tempo a causa di processi di fusione). Ecco un'analisi dettagliata della loro tipologia e distribuzione, seguita da un grafico che ho generato appositamente per la tua presentazione.

1. Tipologia per Dimensione Demografica. La distinzione più significativa in Italia è quella basata sulla popolazione. I "piccoli comuni" (sotto i 5.000 abitanti) rappresentano la spina dorsale del Paese.

  • Piccoli Comuni (fino a 5.000 abitanti): Sono circa 5.500, ovvero quasi il 70% del totale. Spesso gestiscono la maggior parte del territorio rurale e montano.
  • Comuni Medi (5.000 - 50.000 abitanti): Rappresentano la fascia intermedia, circa il 27%.
  • Grandi Comuni (oltre 50.000 abitanti): Sono una minoranza (circa il 3%), ma ospitano una quota altissima della popolazione totale. Di questi, solo 44 superano i 100.000 abitanti.

2. Tipologia Amministrativa e Funzionale. Oltre alla dimensione, i comuni si distinguono per il loro ruolo amministrativo:

  • Comuni Capoluogo: Sono i centri amministrativi delle province o delle città metropolitane (circa 110).
  • Città Metropolitane: Esistono 14 enti di area vasta (come Roma, Milano, Napoli) che includono il comune centrale e quelli della cintura urbana, con funzioni di coordinamento speciale. 
  • Comuni in Unione/Fusione: Molti piccoli comuni si aggregano in "Unioni di Comuni" per gestire servizi insieme o procedono alla "Fusione" (diventando un unico nuovo ente) per ottenere maggiore efficienza e contributi statali.

 Punti chiave dell'assetto amministrativo colunale. 

  • Prevalenza dei Piccoli Comuni: Come vedi dal grafico, la prima barra domina la scena. Oltre il 69% dei comuni italiani ha meno di 5.000 abitanti.
  • Frammentazione Geografica: Il Nord Italia (specialmente Lombardia e Piemonte) ospita il maggior numero di comuni a causa di una suddivisione storica del territorio molto capillare.
  • Popolazione vs Enti: Sebbene i comuni sopra i 100.000 abitanti siano pochissimi (meno dell'1%), in essi risiede circa il 15-20% della popolazione nazionale, evidenziando una forte polarizzazione urbana.

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