mercoledì 3 giugno 2026

Bisogni non differibili: nuovo servizo di continuità assistenziale diurna nelle Case della Comunità

L'ultima indagine indipendente sulle opinioni dei pazienti è quella condotta in Emilia Romagna dal professor Federico Toth, finanziata dalla Fondazione Lercaro, che ha coinvolto un campione di 3000 cittadini: "La sanità che cambia. Dentro il sistema emiliano-romagnolo".   

I cittadini emiliano-romagnoli confermano la loro fiducia nel MMG che ottiene il gradimento medio più elevato  (7,3) mentre oltre la metà degli intervistati ha assegnato al proprio medico un voto pari o superiore a 8; seguono a distanza le visite specialistiche (7,0) e gli ospedali (6,4). Insomma a dispetto del luogo comune e delle campagne di stampa denigratorie la gente continua ad apprezzare la MG. 

Ci sono però due lamentale, che riguardano i bisogni non soddisfatti dall'offerta sanitaria territoriale: da un lato la presa in carico delle patologie croniche, dall'altro l'accesso rapido alle prestazioni non differibili, vale a dire le cosiddette "pseudo-urgenze" o urgenze soggettive. Si tratta di una esigenza molto sentita dalla popolazione da quando dopo il Covid-19 si è diffuso l'accesso per appuntamento, che ha provocato l'allungamento dei tempi di attesa delle consultazioni mediche ambulatoriali, anche di settimane in contrasto con il princilio dell'accessibilità e della continuità assistenziale.

In medicina territoriale, per prestazioni non differibili si intendono quelle visite, prescrizioni o interventi clinici urgenti che non possono essere rimandati al giorno successivo, ma che non sono così gravi da richiedere l'intervento del Pronto Soccorso. Rientrano nell'ambito dell'assistenza primaria e della continuità assistenziale. 

Queste prestazioni vengono erogate attraverso divetrsi canali della rete territoriale: il proprio MMG, Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e UCP, Servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) e altri servizi a carattere regionale come i CAU in Emilia-Romagna, i Punti di Intervento Rapido (PIR) in Toscana, gli Ambufest nel Lazio etc.

Con il completamento delle strutture della rete territoriale, finanziate dal PNRR, anche le Case della Comunità si aggiungeranno a questo elenco, anzi in molti casi assorbiranno o sostituiranno i servizi già attivi a livello regionale.  

Lo hanno stabilito le Linee Indirizzo regionali del settembre del 2025: l’assistenza dei medici del ruolo unico h 24, 7 su 7 è finalizzata ad ad integrare l’assistenza fiduciaria per rispondere ai seguenti bisogni:

  • erogazione di prestazioni assistenziali non differibili, a tutta la popolazione, di ogni fascia di età, secondo i modelli organizzativi regionali, con particolare riferimento alla funzionalità del Numero Unico Europeo 116117;
  • effettuazione di visite mediche, anche mediante l’utilizzo di strumentazione di diagnostica di primo livello e rilascio di prescrizioni mediche;
  • effettuazione di visite occasionali, assistenza ai turisti, agli studenti fuori sede, ai cittadini non residenti ed altre categorie di utenti, come i cittadini rimasti temporaneamente senza medico.

L’accesso avviene mediante invio del 116117, da parte dei Medici del Ruolo unico di assistenza primaria e PLS, fermo restando l'autopresentazione. I criteri di esclusione dall’accesso sono definiti a livello regionale per fattispecie particolari quali ad esempio:

Il nuovo servizio, ammesso che venga attivato nelle 12 ore diurne in tutte le CdC hub come prescrive il DM77, sarà efficace? Probabilmente si nei grandi centri urbani un po' meno nelle zone interne con popolazione distribuita in piccoli comuni lontani dalla CdC. Un'altra incognita è legata alle modalità di contatto ed accesso definite a livello regionale, mediante il numero 116117 oppure con l'autopresentazione. La differenza non è di poco conto.

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