martedì 21 luglio 2026

I nodi organizzativi del debito orario nelle CdC (I parte): soluzioni architettoniche e gestione della cronicità

Che effetti avrà l'introduzione del debito orario di 6 ore in CdC per i medici dell'AP, con la modifica ad hoc dell'ACN attualmente vigente? Il rischio è che l'accordo venga applicato a livello regionale in modo disomogene e contraddittorio riguardo alle funzioni indicate nei documenti ministeriali dal DM77 fino alle linee di indirizzo del settembre 2025 per l'attività oraria dei medici del Ruolo Unico di Assistenza Primartia (RUAP). 

Il primo problema è quello degli spazi. Pur essendo strutture dedicate all'assistenza territoriale sia nel metaprogetto Agenas sia nelle CdC realizzate mancano locali adeguati per ospitare il turn over dei singoli MMG a ruolo unico o di quelli ante 2015, per assolvere il debito orario. Per non parlare delle 2-3 AFT che in teoria dovrebbero avere sede nella stassa CdC Hub da 50-60 mila abitanti, di cui non vi è traccia nelle soluzioni architettoniche realizzate.

Le CdC sono state pensare e realizzate con un approccio ospedalocentrico, secondo il modello del poliambulatirio specialistico, con stanze di visita dove si alternano gli stessi specialist.  Nessuno ha pensato a predisporre locali in funzione dell'organizzazione di una medicina di gruppo generalista, che senza gli spazi per i collaboratori non può funzionare. 

Architetti e progettisti non hanno ritenuto di consultare i diretti intetessati, per cui in molte CdC mancano adeguati locali di visita per i medici dell'AP, evidentemente considerati superflui, mentre sono presenti stanze per infermieri e specialisti. Insomma nei progetti AGENAS delle CdC la MG a ciclo di scelta non ha cittadinanza organizzativa ne' spazi professionali dedicati. L'introduzione del debito orario ha fatto emergere, con l'evidente deficit di stanze di visita, le contraddizioni tra il progetto originario, i compiti dei medici del RU e l'implementazione dell'ACN sul debito orario di 6 ore settimanali. 

Le contraddizioni riguardano la gestione delle CdC rispetto a due funzioni opposte dello spettro professionale dei MMG: da un lato la presa in carico e il monitorggio della cronicità e, dall'altro, la rispostaa ai cosiddetti bisogni non differibili per contenere l'afflusso di codici minori al PS. 

Due sono le condizioni per migliorare la gestione della  cronicita': continuita' relazionale e spazio-temporale medico-paziente (la prossimità, la personalizzazione e la continuità delle cure) ed integrazione informativa per lo scabio di dati garantito da un software condiviso con i colleghi della medicina di gruppo o della Aft.  Nelle CdC con il turn-over orario delle decine di medici dell'AP senza un sistema informativo comune, adatto allo scambio dei dati tra CdC e studio del singolo MMG, mancheranno entrambe le condizioni, con rischi di disfunzionalita' organizzativa e discontinuità assistenziale.

Perche' un paziente cronico seguito stabilmente un MMG dovrebbe recarsi in CdC per essere visitato da un anonimo collega, con un un turn-over continuo e senza sistemi informativi interoperabili? Ma anche se fosse disponibile un SW locale sarebbe un doppione, che rischia di non condivide i dati con quello del MMG, per non parlare dei problemi di sicurezza e riservatezza di un dispositivo utilizzato da decine di professionisti. 

Per la cura della cronicità serve un doppio binario gestionale: accessi su appuntamento per i follow-up clinici e utilizzo intensivo del canale elettronico, a prescidere dal contatto ambulatoriale in una struttura come la CdC, per l'invio delle prescrizioni dematerailizzate, la ricezione dei referti, la telemedicina (televisita e teleconsulti specialistici etc.) il monitoraggio dei processi e degli esiti dei PDTA condivisi con i colleghi dell'AFT, secondo le indicazione della riforma Balduzzi sulla qualità delle cure etc.  Infine anche l'apporto specialistico alla Presa in Carico richiede la specifica richiesta di prestazioni da parte del MMG per i follow-up periodici previsti dai PDTA.

La gestione ambulatoriale della cronicità è agli antipodi rispetto a quella dei bisogni non differibili per la riduzione dei codici minori in PS (continua nel post successio).

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