Giuseppe Belleri
LA RIFORMA DELL’ASSISTENZA PRIMARIA
La ristrutturazione della medicina territoriale dopo il DM 77, il Ruolo Unico e il debito orario nella Case della Comunità
Edizione KDP, pag. 110, agosto 2026, disponibile su Amazon
L’epidemia di Coronavirus verrà ricordata nei prossimi decenni per il suo carattere improvviso e travolgente, che ha evocato una varietà di descrizioni metaforiche: battaglia campale, tsunami, tempesta perfetta, cigno nero, terremoto sanitario, bomba atomica etc. Il Covid-19 ha avuto un particolare impatto sulla medicina del territorio per le sue specifiche caratteristiche strutturali e funzionali, facendo emergere una condizione di precarietà e malessere professionale che ha radici profonde e lontane. Per correggere questo stato di cose è stata proposta una riforma complessiva dell’assistenza primaria che si è concretizzata nelle strutture territoriali finanziate dalla Missione 6C1 del PNRR nel 2021, attuate dal DM77 del 2022 (Case ed Ospedali di Comunità, Centri Operativi Territoriali, Distretti e potenziamento dell’assistenza domiciliare).
A queste iniziative si dovrebbe affiancare in parallelo una revisione dello stato giuridico dei medici del territorio con il SSN, attualmente in forma di Convenzione, che per alcuni dovrebbe essere trasformato in rapporto di subordinazione. Anche la formazione dei MMG è sotto accusa; in parallelo al passaggio alla dipendenza dovrebbe essere superato l’attuale Corso di Formazione Specifica regionale per evolvere verso una vera specializzazione universitaria. Il combinato disposto tra il rapporto di subordinazione e il superiore status specialistico dovrebbero risollevare sia l’immagine pubblica sia il morale della categoria, fiaccato da tensioni crescenti con assistiti esigenti, per le interferenze della burocrazia manageriale e per un deficit di tutele lavorative e previdenziali.
Attorno a questo programma si è coalizzato un composito fronte che ha imposto all’agenda pubblica la necessità di un cambiamento tanto radicale quanto carico di incertezza e a rischio di sostenibilità, da quella finanziaria a quella logistica, dalla quella previdenziale a quella normativa. Se sulla revisione della formazione dei futuri MMG vi è un’ampia convergenza, non è così per il passaggio dal regime convenzionale alla dipendenza, ipotesi che appare in declino.
Il volume si propone di fare il punto del processo di riforma della medicina del territorio al termine del ciclo quinquennale del PNRR, A seguito di un ampio dibattito pubblico e con varie iniziative istituzionali, sono stati fissati i punti fermi normativi per la ristrutturazione della medicina territoriale:
- il DM 77, che detta gli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale e delle strutture finanziate dal PNRR;
- lo schema di riforma della MG, elaborato dalle regioni nel settembre 2021. aggiornato nella primavera del 2025 e nel settembre 2025 per quanto riguarda l’attività oraria dei medici del RU nelle Case della Comunità (CdC);
- il rinnovo dell’ACN 2022-2024 che ha introdotto il Ruolo Unico, recepito la AFT previste nel 2012 dalla riforma Balduzzi ed implementate con gli AIR dal 2025-2026;
- la convenzione stralcio del 23 giugno 2026 che ha introdotto il debito orario di 6 ore da svolgere nelle CdC.
Il volume parte da un abbozzo di “diagnosi” del malessere denunciato dai Medici di Medicina Generale (MMG), ne proporne un’interpretazione “fisiopatologica” ed espone le opzioni “terapeutiche” avanzate. Il frame concettuale utilizzato è quello del professionalismo nell’accezione classica (Freidson, 2003) come terza via tra burocratizzazione statale e deriva manageriale del liberismo, e con le sue più recenti varianti (Bellini, 2020); il travaglio della Medicina Generale (MG) può essere letto come una tappa finale del declino della dominanza medica, che nel nuovo secolo ha avuto un’accelerazione per il concorso di varie concause esposte nel primo capitolo, in particolare per l’impatto del New Public Management e della Medicina Amministrata.
Il testo comprende 6 capitoli a partire dall'introduzione. Il secondo analizza il disagio professionale del MMG in una prospettiva socio-culturale; il successivo propone il profilo economico, giuridico, epidemiologico ed organizzativo della MG. Il quarto descrive a grandi linee le criticità imputate alla medicina del territorio, che motivano la riorganizzazione dell’assistenza primaria con due proposte: il passaggio alla dipendenza e la trasformazione dal Corso Regionale in una specializzazione universitaria, analizzati nel relativo capitolo. Il penultimo capitolo è dedicato alle potenzialità delle AFT, nel segno della Comunità di Pratica e della burocrazia di strada, per la promozione culturale e dell’immagine della MG.
L’ultimo prende in esame i problemi di implementazione del PNRR e del DM77, con l’inserimento dei medici nelle CdC, regolato dall’ACN stralcio firmato alla fine di giugno 2026, che ha introdotto il debito di 6 ore settimanali per tutti i medici dell’AP da svolgere nelle CdC. Il debito orario sarà lo strumento adatto per riformare la medicina territoriale, risollevare il morale della categoria e motivare le nuove leve? I dubbi non sono pochi e vengono esposti nelle ultime pagine del saggio.
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