mercoledì 8 aprile 2026

ISS - Raccomandazioni di Buona Pratica Clinico-Assistenziale (RBPCA): ecografia dell'addome completo

"Raccomandazioni di Buona Pratica Clinico-Assistenziale per Appropriatezza di Accesso all’Ecografia Addome Completo in Ambito Ambulatoriale".


Contesto e Obiettivo

Il documento, elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità e da società scientifiche italiane, si propone di promuovere l’appropriatezza clinica nella prescrizione dell’ecografia addome completo in ambito ambulatoriale. L’obiettivo è ridurre l’overuse diagnostico, cioè l’eccesso di richieste non giustificate, che causa sovraccarico del sistema sanitario, allungamento delle liste di attesa e potenziali danni ai pazienti (ansia, sovradiagnosi, esami invasivi inutili).

L’ecografia addome completo è una delle prestazioni diagnostiche più richieste nel Servizio Sanitario Nazionale, ma spesso prescritta senza un quesito clinico definito o in assenza di segni o sintomi che ne giustifichino l’uso.


Metodologia

  • Le raccomandazioni sono state formulate con il metodo RAND/UCLA Appropriateness Method, basato su una revisione sistematica delle evidenze scientifiche e un processo di consenso tra esperti multidisciplinari.
  • Sono stati definiti scenari clinici standardizzati per valutare l’appropriatezza della prescrizione.
  • Il panel di esperti ha valutato ogni scenario su una scala da 1 a 9, distinguendo tra prescrizioni appropriate, incerte o non appropriate.

Raccomandazioni Principali (6 Raccomandazioni)

  1. Screening in soggetti asintomatici
    Non è raccomandata l’ecografia addome completo come esame di screening generalizzato in soggetti senza sintomi o alterazioni significative. L’uso come check-up aumenta il rischio di reperti incidentali e sovradiagnosi senza benefici clinici.

  2. Dolore addominale aspecifico senza segni di allarme
    Non è raccomandata la prescrizione routinaria di ecografia addome completo come primo esame in caso di dolore addominale diffuso o aspecifico senza segni di allarme o alterazioni laboratoristiche. È preferibile una rivalutazione clinica e, se necessario, indagini mirate.

  3. Alterazioni laboratoristiche lievi, isolate e non persistenti
    Non è raccomandata la prescrizione routinaria in presenza di alterazioni lievi e isolate, non suggestive di patologia colestatica, senza fattori di rischio o sintomi correlati. È preferibile il monitoraggio clinico-laboratoristico.

  4. Follow-up di reperti benigni stabili
    Non è raccomandata la prescrizione di controlli ecografici ripetitivi per reperti benigni già caratterizzati e stabili nel tempo, in assenza di variazioni cliniche o laboratoristiche. Eccezione per alcuni casi specifici (es. adenoma epatico in gravidanza).

  5. Quesito clinico specifico
    È preferibile prescrivere un esame ecografico organo-mirato piuttosto che un ecografia addome completo quando il sospetto diagnostico è specifico. Questo approccio migliora l’utilità clinica e riduce i tempi e i costi.

  6. Ripetizione ravvicinata dell’ecografia addome completo
    Non è raccomandata la ripetizione entro 3-6 mesi se l’esame precedente è conclusivo e non ci sono nuove evidenze cliniche o laboratoristiche. La ripetizione ravvicinata aumenta il rischio di overuse e reperti incidentali.


Applicabilità e Implementazione

  • Le raccomandazioni sono pensate per essere facilmente applicabili nella pratica clinica e nei sistemi di prenotazione (CUP).
  • Si suggerisce l’uso di schede di richiesta standardizzate con obbligo di indicare il quesito clinico e i dati rilevanti.
  • È raccomandata l’integrazione delle raccomandazioni nei sistemi informativi e l’attivazione di strumenti di supporto decisionale.
  • Sono consigliate iniziative formative per medici e materiali informativi per pazienti per migliorare l’adesione e la comprensione.

Monitoraggio e Aggiornamento

  • Sono proposti indicatori per monitorare l’impatto delle raccomandazioni (es. percentuale di richieste inappropriate, numero di esami evitati, tempi di attesa).
  • Le raccomandazioni saranno aggiornate ogni tre anni o in caso di nuove evidenze rilevanti.

Conclusione.

Il documento rappresenta uno strumento clinico-organizzativo per ridurre l’overuse diagnostico dell’ecografia addome completo, migliorare l’efficienza del sistema sanitario e garantire un accesso più equo e appropriato alle prestazioni diagnostiche.

ISS - Raccomandazioni di Buona Pratica Clinico-Assistenziale (RBPCA): sindrome del tunnel carpale

Sintesi del documento "Criteri di appropriatezza diagnostica per la Sindrome del tunnel carpale" (Raccomandazioni di Buona Pratica Clinico-Assistenziale - RBPCA) promosso dalla Società Italiana di Chirurgia della Mano (SICM).

 Obiettivo e Metodo

Il documento fornisce raccomandazioni clinico-assistenziali per la diagnosi della STC, basate su un consenso Delphi modificato con un panel multidisciplinare di esperti italiani. Sono stati analizzati studi scientifici recenti (2014-2024) e si è svolto un processo di votazione anonima in due round per raggiungere un consenso su 46 affermazioni diagnostiche.

 Contenuti Principali

1. Epidemiologia e Rilevanza

  • La STC è la neuropatia da intrappolamento più comune dell’arto superiore, con prevalenza maggiore nelle donne (rapporto 3-4:1).
  • Ha un impatto socio-occupazionale rilevante, con assenze lavorative e costi sanitari significativi.
  • L’eziologia è multifattoriale: fattori occupazionali, traumi, condizioni metaboliche (diabete, gravidanza, ipotiroidismo), predisposizione genetica.

2. Diagnosi Clinica

  • Sintomi chiave: parestesie, intorpidimento, dolore neuropatico nel territorio del nervo mediano (pollice, indice, medio, metà del quarto dito), peggioramento notturno.
  • Segni clinici importanti: riduzione della sensibilità, debolezza e atrofia della muscolatura tenare.
  • Test clinici utili ma non diagnostici da soli: test di Phalen, segno di Tinel, test di Durkan, Hand Elevation Test.
  • L’associazione di più test aumenta l’accuratezza diagnostica.
  • Alcune condizioni cliniche (diabete, gravidanza, patologie reumatiche) sono fattori anamnestici importanti.

3. Diagnostica Strumentale

  • Studi elettrodiagnostici (EDS): considerati il gold standard per confermare la diagnosi, definire la sede e la gravità della compressione, e differenziare da altre neuropatie. Sono raccomandati come primo livello diagnostico.
  • Ecografia: esame di secondo livello, utile soprattutto in casi dubbi o con esami neurofisiologici negativi, per valutare la morfologia del nervo, identificare varianti anatomiche, cause secondarie e in caso di insuccesso chirurgico. Preferita rispetto ad altre tecniche di imaging per la sua non invasività e costo.
  • Risonanza Magnetica (RM) e Tomografia Computerizzata (TC): non raccomandate come esami di primo livello, con ruolo marginale nella diagnosi di STC. La RM può essere indicata in casi di recidiva o per approfondimenti medico-legali.
  • Radiografia: non raccomandata come esame diagnostico primario.

4. Raccomandazioni Chiave (27 raccomandazioni)

  • Diagnosi basata principalmente su anamnesi e segni clinici.
  • Uso selettivo e integrato di EDS ed ecografia.
  • Evitare esami ridondanti o non appropriati (radiografia, TC, RM di routine).
  • Percorso diagnostico standardizzato per migliorare appropriatezza, sostenibilità e sicurezza.

5. Discussione e Implicazioni

  • Il documento sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare e standardizzato.
  • Evidenzia la necessità di formazione e diffusione delle raccomandazioni per uniformare la pratica clinica.
  • Rilevanza in ambito sanitario pubblico, occupazionale e medico-legale.
  • Possibilità di aggiornamenti futuri con l’evoluzione tecnologica e nuove evidenze.

Conclusione.

Il documento rappresenta una guida pratica e aggiornata per la diagnosi della Sindrome del Tunnel Carpale, con un forte focus sulla centralità della diagnosi clinica, supportata da esami strumentali mirati e appropriati. Offre una base per la definizione di percorsi diagnostici condivisi e per migliorare la qualità delle cure in Italia.

venerdì 27 marzo 2026

Report AGENAS sulle Case della Comunità del PNRR: lo stato di avanzamento al 31 dicembre 2025

Le CdC comprese nel report AGENAS sono suddivise in tre categorie:

  • quelle CIS, ovvero finanziate con i Contratti Istituzionali di Servizio del PNRR (Target minimo della Missione 6C1-3 da raggiungere entro giugno 2026: 1.038 strutture);
  • quelle extra CIS, finanziate autonomamente da Regioni/P.A.; 
  • strutture assimilabili a CdC (programmazione Cis / Extra Cis) per Regione/P.A. già attive (ex Case della salute o simili).

Al 31 dicembre 2025, a fronte di 1.715 CdC programmate (1.404 CIS e 311 extra-CIS) 

  • 781 strutture avevano almeno un servizio attivo (45%) 
  • solo 66 (4%) erano pienamente operative secondo gli standard previsti del DM 77.

In questo computo sono incluse anche le sedi provvisorie effettivamente operative. 

Nelle seguenti tabelle e grafici sono riportati i servizi obbligatori e facoltativi presenti nelle CdC (CIS ed extra-CIS) dichiarate con almeno 1 servizio attivo, nonché la presenza medica e quella infermieristica, come da standard previsti del DM 77/2022:

  • presenza medica pari a 24 ore al giorno per 7 giorni a settimana nelle CdC hub e almeno 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana per le CdC spoke;
  • presenza infermieristica per almeno 12 ore al giorno per 7 giorni a settimana nelle CdC hub e almeno 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana per le CdC spoke.

Per favorire una lettura chiara dello stato di avanzamento dell’attivazione delle CdC, nella Tabella 11 è rappresentato un cluster “intermedio” tra la mera attivazione iniziale (≥1 servizio attivo) e la piena conformità agli standard DM 77. 

Rientrano nel cluster le strutture che presentano almeno cinque tra i seguenti servizi frequentemente associati: cure primarie in équipe multiprofessionale, specialistica ambulatoriale per patologie ad elevata prevalenza, servizi infermieristici, diagnostica di base (solo per hub) e forme di presenza medica/infermieristica, anche qualora non ancora pienamente conformi agli standard del DM 77.  

I risultati del monitoraggio rappresentano quanto trasmesso dalle Regioni e Province Autonome alla data del 31/12/2025, consolidati anche attraverso successivi approfondimenti tecnici finalizzati a garantire la correttezza delle informazioni riportate.

Agenas ha focalizzato il presente monitoraggio sullo stato di attivazione dei servizi sanitari oggetto del DM77/2022 e non è stato indagato l’avanzamento dei lavori strutturali finanziati nell’ambito del PNRR.

Questa tabella sintetica fissa in modo definitivo il numero di CdC (programmazione CIS, extra CIS ed assimilabili a programmazione regionale) già in funzione e in fase di realizzazione (1.404 CIS e 311 extra-CIS per un totale di 1715 strutture), senza tuttavia distinguere tra CdC Hub e spoke. 
Le CdC a programmazione regionale extra CIS, da attivare entro giugno 2026, sono 311 concentrate in Emilia, Toscana e Sardegna. 

Le strutture assimilabili a Case della Comunità,  con almeno 1 servizio attivo, sono 781 concentrate in Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Lombardia. In rapporto alla popolazione residente entro il giugno 2026 avremo in media 1 CdC ogni 34.500 abitanti, con ampie variazioni regionali.

Nella tabella non campare il dato sul numero di studi medici all'interno delle CdC Hub o Spoke, che invece è presente nella tabella successiva, relativa alle strutture assimilabili a Casa della Comunità.   

Le 781 strutture assimilabili alle CdC - a programmazione regionale con almeno un servizio attivo - sono le ex case della salute presenti soprattutto in Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Sardegna e Lazio, mentre quelle Lombarde sono i PreSST.

Nelle strutture assimilabili alla CdC sono presenti gli studi dei medici dei MMG, soprattutto in 4 regioni: Emilia, Toscana, Veneto e Marche. 

Nelle CdC hanno sede 138 AFT, 32 UCCP mentre le AFT con sede esterna alla CdC sono 259.

  

Strutture da programmazione regionale assimilabili a Case della Comunità (Cis ed extra Cis) con almeno un servizio attivo (% rispetto alla programmazione regionale)
 
 
Strutture da programmazione regionale assimilabili a CdC con tutti i servizi obbligatori dichiarati attivi incluso presenza medica e infermieristica secondo DM77/2022 (% rispetto alla programmazione regionale)
 
La figura rappresenta il numero complessivo di servizi obbligatori dichiarati attivi in strutture assimilabili a CdC per area geografica (programmazione Cis ed Extra Cis). I servizi con l’asterisco sono obbligatori solo nelle CdC hub. 

P.S. Nota metodologico-statistica.
L’analisi è stata condotta valutando il livello di attuazione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi definiti dal DM 77/2022 per il potenziamento dell’assistenza territoriale e del sistema di prevenzione.

Le elaborazioni presentate derivano dall’integrazione delle seguenti fonti informative:
  • anagrafiche regionali e provinciali delle strutture aggiornate al 31 dicembre 2025, incluse le rimodulazioni approvate nell’ambito dei Nuclei Tecnici e Tavoli Istituzionali previsti dai Contratti Istituzionali di Sviluppo;
  • anagrafiche e flussi di monitoraggio presenti in ReGiS, sistema unico di rendicontazione e controllo dei progetti finanziati dal PNRR;
  • dati di confronto derivanti dal monitoraggio effettuato dal Ministero della Salute – Unità di Missione PNRR (UMPNRR).
  • dati e documenti raccolti tramite la Piattaforma di Monitoraggio DM 77/2022 Agenas al 2° semestre 2025, compilati dalle Aziende sanitarie e validati dai referenti regionali e provinciali;
  • informazioni trasmesse dai referenti regionali e provinciali relative agli adempimenti programmatori e normativi di competenza regionale e provinciale.
I risultati rappresentano quanto trasmesso dalle Regioni e Province Autonome alla data del 31/12/2025, consolidati anche attraverso successivi approfondimenti tecnici finalizzati a garantire la correttezza delle informazioni riportate.


martedì 17 marzo 2026

PdL Benigni (Forza Italia) di riforma della MG: il confronto tra sindacati

Con un lungo comunicato stampa il segretario FIMMG prende posizione sul dibattito scatenato dall'avvio dell'iter parlamentare del PdL Benigni, esponente di Forza Italia, sulla revisione dello stato giuridico dei MMG.  

Medici del Ruolo Unico a rapporto orario nelle Case della Comunità, ovvero la futura Continuità Assistenziale diurna per bisogni non differibili

 LINEE DI INDIRIZZO PER L’ATTIVITÀ ORARIA DA RENDERE DA PARTE DEI MEDICI DEL RUOLO UNICO DI ASSISTENZA PRIMARIA NELLE CASE DELLA COMUNITÀ

Per rinforzare la rete di offerta delle cure primarie, nella CdC hub è garantita l’assistenza medica ad integrazione dell’assistenza fiduciaria con la presenza dei medici del ruolo unico h 24, 7 su 7. 

domenica 15 marzo 2026

Borgonovi: "Promettere ciò che non si può mantenere", ovvero le criticità del PNRR

Il professor Elio Borgonovi, fondatore del Cergas Bocconi e decano degli economisti sanitari, in un lungo editoriale su Mecosan commenta un servizio di Report del giugno 2025 sullo stato di avanzamento delle PNRR per quanto riguarda Case ed Ospedali di Comunità; il titolo è eloquente ed efficace nella messa a nudo delle crticità del Piano elencate dal professore. Ecco una sintesi dei punti chiave.

domenica 8 marzo 2026

Compiti dei medici di AP a rapporto orario nelle Case della Comunità Hub: le indicazioni delle regioni

Chi prenderà servizio nelle CdC dalla seconda metà del 2026 e in che misura verranno soddisfatti gli standard del DM77? Le trattative tra le regioni e i sindacati si infittiscono in vista della conclusione del PNRR, mentre sul territorio vengono inaugurate settimanalmente nuove strutture. 

giovedì 5 marzo 2026

La rincorsa delle regioni per evitare il flop delle CdC

Le regioni sono in fermento per evitare il flop delle CdC Hub e garantire la continuità H12 prevista dal DM77. La presenza di medici dell'AP nelle CdC si può realizzare in tre modi.

1-ATTIVITA' A CICLO DI SCELTA. Nelle CdC Hub mancano i locali per ospitare tutti i medici a ciclo di scelta; ergo i pochi posti disponibili possono essere concessi solo dopo aver definito dei criteri condivisi - ad esempio la priorità per i medici a ruolo unico - e posto un termine per la presentazione delle domande, stilare la relativa graduatoria e attribuite gli incarichi. Inoltre un solo MMG massimalista utilizzerebbe per i propri assistiti uno dei pochi studi disponibili nella CdC Hub per almeno 20 ore settimanali, sottraendole alla continuità orarie H12 per tutta la popolazione.

lunedì 2 marzo 2026

Il rischio di flop per le Case della Comunità e le soluzioni regionali all'ultimo miglio del PNRR

Mancano 6 mesi al traguardo del PNRR territoriale e non è facile prevedere quale sarà il risultato finale della Missione6, anche perchè non sono ancora disponibili i dati dell'ultima tappa intermedia, ovvero lo stato della rete di Case e Ospedali di Comunità (CdC e OdC) al 31 dicembre 2025. A giugno 2025 la situazione non era proprio tranquillizzante, visti gli evidenti ritardi in alcune regioni. Oltre al problema infrastrutturale ciò che più preoccupa è la difficoltà di reperire sul mercato del lavoro i professionisti sanitari necessari al buon funzionamento delle strutture secondo gli standard del DM77, soprattutto per le CdC Hub da 50-60 mila abitanti.

venerdì 6 febbraio 2026

AIR EMILIA-ROMAGNA, LA CONFUSIONE TRA UCCP E AFT

Continua anche con l'AIR dell'Emilia Romagna, recentemente sottoscritto, l'illegittima manipolazione della riforma Balduzzi del 2012, con il tentativo di attribuire alle AFT le funzioni delle UCCP che seconso la legge dovrebbero costituire

"reti di poliambulatoriatori territoriali dotati di strumentazione di base, aperti al pubblico per tutto l’arco della giornata, nonchè nei giorni prefestivi e festivi con idonea turnazione”.