mercoledì 10 giugno 2026

Case della Comunita: DM 70 e DM 77 a confronto

Non e' vero che i medici non vogliono lavorare nelle CdC; se mai e' vero il contrario, ovvero che nessuno vuole i medici nelle CdC per il semplice fatto che nel progetto ministeriale della CdC Hub non sono previsti adeguati locali di vista per i medici e spazi fisici per i loro collaboratori. Di fatti per garantire la copertura h12 si ipotizza un contributo di 6 ore settimanali per compiti che non hanno nulla a che fare con l'assistenza a ciclo di scelta, cioe' verso i propri pazienti. Basta pensare che su una CdC hub da 50mila abitanti gravitano una quarantina di professionisti dell'assistenza primaria.

Per riformare e potenziare la medicina del territorio bastava consultare e prendere spunto dal DM 70, che definisce gli standard di una rete ospedaliera “hub & spoke”, cosi differenziata:
-gli ospedali di base sono gli spoke;
-gli ospedali di I livello sono hub intermedi;
-gli ospedali di II livello sono hub di riferimento regionale.

Il DM 70/2015 prevede anche eccezioni precise per le aree disagiate e le zone isolate, dove la rete ospedaliera standard non sarebbe in grado di garantire tempi di accesso sicuri.  
Sono eccezioni strutturate, non deroghe generiche. Il DM 70 definisce criteri, funzioni minime e limiti definendo “aree disagiate” quelle in cui:
- la popolazione è sparsamente distribuita  
- l’accesso ai servizi è difficoltoso (montagna, isole, viabilità critica)  
- i tempi di percorrenza verso un ospedale di I livello superano 60 minuti  
- la densità abitativa è molto bassa  
- la domanda di emergenza è comunque significativa.

In questi contesti, la rete standard hub & spoke non è sufficiente. Analogamente una rete territoriale diversificata in funzione delle caratteristiche geografiche, orografiche, demografiche e socioeconomiche deve essere composta da

-medici singoli nei piccoli comuni < 3mila abitanti
-medicine di gruppo in quelli tra 3mila e 10mila abitanti
-Uccp multiprofessionali in quelli tra 10 e 15 mila abitanti
-CdC spoke tra 15 e 30 mila abitanti.
-CdC Hub in comuni oltre i 30 mila abitanti o in quartieri di grandi citta'

Non ha senso che in comuni tra 5 e 15 mila abitanti i medici lavorino nei loro studi isolati e senza collaborare con i colleghi per garantire, ad esempio, la continuita' assistenziale diurna per i pazienti comuni.

Il modello ideale erano le Uccp della Balduzzi, organizzazioni multiprofessionali sia per l'integrazione che per la continuita' assistenziale diurna, ovviamente dove potevano essere realizzate in modo incrementale rispetto all'esistente incentivando l'aggregazione dei medici. 

Si poteva realizzare uno scambio del tipo: vi mettiamo a disposizione i locali di visita, in comodato o a cifre simboliche, a patto che un gruppo di medici si aggreghi per garantire la continuita' diurna, la cooperazione professionale e la risposta ai bisogni non differibili.

Serviva una programmazione sul lungo periodo per incentivare le Uccp della Balduzzi, mai presa in considerazione dalle policy nazionali e regionali. Ora si raccolgono i frutto di 15 anni di disinteresse e abbandono del teritorio con una riforma tardiva, ideologica e velleitaria che potrebbe dare frutti sul lungo periodo, mentre la deserificazione dell'assistenza primaria prosegue indisturbata.

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