Sul supplemento Salute de La Repubbica del 25 giugno la direttrice Minerva nel suo editoriale si lancia in insistenti guidizi/accuse sulla natura libero professionale e corporativa della
MG, oltre ad espressioni poco eleganti, ad esempio tacciando i MMG di "operatori che se ne
possono fregare" delle priorità del SSN. L'argomento è quello preferito da un certo giornalismo e stupisce che pure Repubblica si accodi passivamente alle colleghe del Data Room del Corriere, che lo cavalcano da un lustro come premessa denigratoria e pregiudiziale verso l'intera categoria.
La presunta corporazione è così potente che i nuovi ingressi al corso
regionale da anni sono inferiori del 30% circa rispetto ai posti
disponibili. Possibile che i medici italiani siano così ingenui, per non
dire di peggio, da non approfittare dei consistenti privilegi
corporativi? Perchè i giovani medici non accettano centinaia di
incarichi in zone carenti, come quelle milnesi documntate negli stessi giorni da Repubblica, laddove in poche settimane potrebbero arrivare al
massimale, a cui si possono aggiungere sostanziosi incentivi economici come in
Sardegna? Evidentemente si tratta di una corporazione composta da masochisti e
autolesionisti, a tal punto che per i rifiuti vasti teritori sono abbandonati e
in via di desertificazione sanitaria.
Quello convenzionale è in realtà un rapporto di parasubordinazione, per
un profilo giuridico che da decenni ha poco a che fare con la libera
professione pura, essendo regolato da accordi collettivi nazionali
a quota capitaria, rinnovati dopo anni dalla loro scadenza naturale.
Dove sarebbe la natura libero-professionale, caratterizzata dalla
prestazione a tariffa autodeterminata dal lavoratore autonomo, come
indica il codice civile? Il medico convenzionato opera per conto del
SSN e non per sè stesso, tant'è che non ha alcuna autonomia nella
definizione del proprio compenso in relazione alla singola prestazione,
stabilito invece in modo forfettario da un Accordo collettivo triennale.
Chi sta approfittato dei bisogni della gente per fare cassa? Le assicurazioni a colpi di polizze da migliaia di € o i centri polispecialistici a colpi di prestazioni di centinaia di €? Oppure la presunta corporazione generalista, così efficace nel difendere i propri privilegi economici da accettare un rinnovo dell'Acn con un aumento del 5% dei compensi a fronte di una inflazione del 15% nel trienno 2022-2024?
Il medico convenzionato deve osservare le regole dell'Acn, sconosciute
al libero professionista, come trovare un sostituto senza la
possibilita' di assentarsi anche quando malato o con problemi familiari.
Inoltre si deve attenere alle norme prescrittive del SSN per farmaci e
accertamenti, che l'autentico libero professionista ignora
legittimamente quando prescrive; infatti la "trascrizione" viene scaricata sul
ricettario del collega convenzionato - perchè sono
"operatori che se ne possono fregare" - con le note conseguenze
pratiche, come aumento degli atti "burocratici" decisi da altri, rischi
medico-legali e tensioni con gli assistiti. Che libera professione
corporativa sarebbe, visto che il MMG ha tutti i vincoli contrattuali
dell'Acn, sconosciuti allo specialista libero-professionista "puro", che
fornisce una prestazione retribuita dal cliente, come l'odontoiatra o lo
spcialista in ALPI?
Quando il medico convenzionato prescrive un farmaco o un accertamento,
rimborsabile dal SSN, utilizza denaro pubblico che deve giustificare e
di cui rende conto, in relazione ai vincoli di note AIFA o dei LEA. Tra
il prescrittore medico e il beneficiario c'è di mezzo il terzo pagante,
che fa da mediatore tra le esigenze individuali e quelle collettive,
sconoscite alla corporazione degli autentici libero-professionisti.
Gli stessi che in questi anni stanno lucrando miliardi di compensi sulle
carenze del SSN e sul portafoglio della gente, a causa dei lunghissimi
tempi d'attesa, incassando laute parcelle dagli assistiti che
devono rivolgersi al marketing della libera professione, che spesso
induce la propria domanda in modo opportunistico o per medicina
difensiva. Infatti sono proliferati come funghi i centri
polispecialistici privati in ogni città e paese, segno della
privatizzazione di fatto in atto da anni per il trionfo del mercato sanitario selvaggio,
che approfitta delle disgrazie altrui per fare businnes.
La convenzione configura un rapporto ibrido tra la dipendenza e la vera
corporazione libero-professionale, come confermano diverse sentenze, che
non ricorderò perchè mi interessa più la sostanza della forma giuridica
di una professione trascurata per decenni, che ora si vorrebbe riformare
con una decretazione d'urgenza tanto confusa quanto velleitaria, per
tentare di occultare il fallimento delle Case della Comunità.
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