venerdì 14 agosto 2020

Confronto tra nuove diagnosi di malattia (sintomatici) e positivi allo screening (infezioni asintomatiche)

Dal 25 giugno i prospetti giornalieri della PC comprendono due categorie di soggetti positivi al Covid-19, ovvero quelli:
  • identificati dal sospetto diagnostico per la presenza di sintomi recenti, ricoverati o seguiti a domicilio, oppure
  • tamponi positivi a seguito di screening in asintomatici (tamponi eseguiti su operatori sanitari, in pre-ricovero per intervento chirurgico, contatti stretti di una caso clinico, presenza di IgG anti-Covid etc..).
  • Per monitorare la pandemia è importante il confronto tra nuovi casi con sintomi, espressione di un contagio in atto (incidenza giornaliera), rispetto ai soggetti asintomatici positivi al tampone, che indica un'infezione pregressa di settimane o mesi (prevalenza dall'inizio della pandemia).
A-Confronto tra 13 e 14 agosto e settimanale (dati nazionali)


Dati al 13/8Dati al  14/8DifferenzaPercent.
Totale positivi252235252809       574
Totale sintomatici224058224319        26145%
Totale screening28177281490        31355%
Ricoverati786771         -15
In terapia inten.55            56          +1
Deceduti3523135234          3 






































B-Evoluzione dei dati lombardi dal 12/7




















  La Lombardia fornisce giornalmente il dato dell'incremento rispetto al giorno precedente, il numero di tamponi eseguiti, quello dei positivi debole e dopo sierologia, oltre ai decessi. Di seguito anche il grafico di confronto tra positivi per sospetto diagnostico e per screening.


In Lombardia tra il 20 e il 26 luglio sono stati individuati 412 casi di cui
  • 363 sono da attribuire a catene di contagio non note (casi isolati)
  • 211 sono risultati portatori allo screening dopo sierologia positiva
C-Confronto tra 25 giugno e 13 agosto (dati nazionali)

Dati al 25/6Dati al 12/8Differenza
Totale positivi239706252809            13103
Totale sintomatici223905224319                414
Totale screening1580128490            12289 



COMMENTO. I dati odierni confermano la crescita  dell'ultima settimana (574 su 523 di ieri) con lieve prevalenza dei positivi asintomatici per screening (+313, per il 55%) rispetto a quelli individuati per sospetto diagnostico (+261, per il 45%). Questi dati risentono dell'aumento dei nuovi casi tra la popolazione di ritorno dalle vacanze estere, pur con un calo dei ricoveri (-15) e un lieve aumento di terapia intensiva (+1) rispetto ai giorni scorsi. L'aumento dei nuovi casi riguarda un po' tutte le regioni e in maggior misura Lombardia (+97), Veneto (+127), ER (+57), Liguria (+20), Lazio (+45), Sicilia (+37) e Campania (+46); nell'epicentro lombardo i decessi sono 1 (+3 a livello nazionale) e i tamponi 7464. Si riduce a livello nazionale il divario tra i due dati rispetto al 25 giugno, che vede in attivo di 414 i soggetti individuati per sospetto diagnostico rispetto a quelli per screening +12689.

INDAGINE SIEROLOGICA NAZIONALE

La prevalenza di sieropositività è del 2,5% a livello nazionale con il livello massimo in Lombardia del 7.5% pari a 750 mila soggetti positivi - intervallo di confidenza tra 3.8 e 6.8 - e quello minimo dello 0,3% in Sicilia e Sardegna. La sieroprevalenza è più alta nelle province di Bergamo (24%) e di Cremona (19%). Tra le professioni, il 5,3% è risultato positivo in ambito sanitario e il 4,2% tra chi lavora nella ristorazione. La trasmissione è stata in prevalenza intra-familiare. Infine dall'indagine sierologica nazionale è emerso che
  • gli asintomatici sono il 27,3%  
  • quelli con 1-2 sintomi (febbre, tosse o mal di testa) il 23,4%
  • quelli con 3 o più (febbre, anosmia/ageusia, sindr. influenzale, tosse, cefalea) il 41,5%
Per valutare l'evoluzione della pandemia è indispensabile il confronto temporale dei dati - rilevati giornalmente, settimanalmente e dall'inizio del monitoraggio - tra le nuove diagnosi cliniche rispetto agli asintomatici positivi allo screening.

Sull'importanza di distinguere tra nuovi casi identificati per la presenza di sintomi (malattia da Covid-19) dai casi asintomatici individuati per screening con tampone (infezione) si veda l'articolo:
Al link le problematiche statistico-epidemiologiche e cliniche dell'evoluzione pandemica:
F-Sorveglianza Integrata Epicentro ISS al 8 agosto: Proporzione (%) di casi di COVID-19 segnalati in Italia negli ultimi 30 giorni per stato clinico e classe di età (dato disponibile per 5.109 casi)




http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=87523

giovedì 13 agosto 2020

Confronto tra nuove diagnosi di malattia (sintomatici) e positivi allo screening (infezioni asintomatiche)

Dal 25 giugno i prospetti giornalieri della PC comprendono due categorie di soggetti positivi al Covid-19, ovvero quelli:
  • identificati dal sospetto diagnostico per la presenza di sintomi recenti, ricoverati o seguiti a domicilio, oppure
  • tamponi positivi a seguito di screening in asintomatici (tamponi eseguiti su operatori sanitari, in pre-ricovero per intervento chirurgico, contatti stretti di una caso clinico, presenza di IgG anti-Covid etc..).
  • Per monitorare la pandemia è importante il confronto tra nuovi casi con sintomi, espressione di un contagio in atto (incidenza giornaliera), rispetto ai soggetti asintomatici positivi al tampone, che indica un'infezione pregressa di settimane o mesi (prevalenza dall'inizio della pandemia).
A-Confronto tra 12 e 13 agosto e settimanale (dati nazionali)


Dati al 12/8Dati al  13/8DifferenzaPercent.
Totale positivi251713252235        523
Totale sintomatici223844224058        21441%
Totale screening2786928177        30859%
Ricoverati779786         +7
In terapia inten.53            55          +2
Deceduti3522535231           6






































B-Evoluzione dei dati nazionali e lombardi dal 12/7

La Lombardia fornisce giornalmente il dato dell'incremento rispetto al giorno precedente, il numero di tamponi eseguiti, quello dei positivi debole e dopo sierologia, oltre ai decessi. Di seguito anche il grafico di confronto tra positivi per sospetto diagnostico e per screening.

In Lombardia tra il 20 e il 26 luglio sono stati individuati 412 casi di cui
  • 363 sono da attribuire a catene di contagio non note (casi isolati)
  • 211 sono risultati portatori allo screening dopo sierologia positiva









C-Confronto tra 25 giugno e 13 agosto (dati nazionali)

Dati al 25/6Dati al 12/8Differenza
Totale positivi239706252235            12529
Totale sintomatici223905224058                153
Totale screening1580128177            12376 



COMMENTO. I dati odierni confermano la crescita  dell'ultima settimana (523 su 481 di ieri) con prevalenza dei positivi asintomatici per screening (+308, per il 59%) rispetto a quelli individuati per sospetto diagnostico (+215, per il 41%). Questi dati risentono dell'aumento dei nuovi casi tra la popolazione di ritorno dalle vacanze estere, con minore aumentano di ricoveri (+7) e necessità di terapia intensiva (+2) rispetto ai giorni scorsi. Tra le regioni con il maggiore incremento si segnalano Lombardia (+), Piemonte (+26), Veneto (+84), ER (+37), Liguria (+63), Lazio (+42), Sicilia (+42) e Campania (+27); nell'epicentro lombardo i decessi sono 0 (6 a livello nazionale) e i tamponi 7174. Si riduce a livello nazionale il divario tra i due dati rispetto al 25 giugno, che vede in attivo di 153 i soggetti individuati per sospetto diagnostico rispetto a quelli per screening +12376.

INDAGINE SIEROLOGICA NAZIONALE

La prevalenza di sieropositività è del 2,5% a livello nazionale con il livello massimo in Lombardia del 7.5% pari a 750 mila soggetti positivi - intervallo di confidenza tra 3.8 e 6.8 - e quello minimo dello 0,3% in Sicilia e Sardegna. La sieroprevalenza è più alta nelle province di Bergamo (24%) e di Cremona (19%). Tra le professioni, il 5,3% è risultato positivo in ambito sanitario e il 4,2% tra chi lavora nella ristorazione. La trasmissione è stata in prevalenza intra-familiare. Infine dall'indagine sierologica nazionale è emerso che
  • gli asintomatici sono il 27,3%  
  • quelli con 1-2 sintomi (febbre, tosse o mal di testa) il 23,4%
  • quelli con 3 o più (febbre, anosmia/ageusia, sindr. influenzale, tosse, cefalea) il 41,5%
Per valutare l'evoluzione della pandemia è indispensabile il confronto temporale dei dati - rilevati giornalmente, settimanalmente e dall'inizio del monitoraggio - tra le nuove diagnosi cliniche rispetto agli asintomatici positivi allo screening.

Sull'importanza di distinguere tra nuovi casi identificati per la presenza di sintomi (malattia da Covid-19) dai casi asintomatici individuati per screening con tampone (infezione) si veda l'articolo:
Al link le problematiche statistico-epidemiologiche e cliniche dell'evoluzione pandemica:
F-Sorveglianza Integrata Epicentro ISS al 8 agosto: Proporzione (%) di casi di COVID-19 segnalati in Italia negli ultimi 30 giorni per stato clinico e classe di età (dato disponibile per 5.109 casi)




http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=87523

La complessità della pandemia (II): la dimensione sociodemografica

Dall’inizio di agosto il profilo epidemiologico della pandemia ha subito una lenta ma significativa trasformazione: nella prima decade di agosto sono stati registrati 3334 nuovi casi (2664 asintomatici e 660 sintomatici) rispetto ai 2343 (1953 asintomatici e 389 sintomatici) dell’ultima di luglio. A cosa si deve questo trend in ascesa, a prescindere dalla dimensione culturale descritta nel precedente post? Due determinanti sociodemografici sono venuti in primo piano con l’evidenza dei numeri di un “contagio” apparentemente fuori controllo.

Fino alla fine di luglio il gran numero di asintomatici in circolazione da oltre 2 mesi non ha provocato aumento di ricoveri, necessita di terapia intensiva e ulteriori decessi, stabili o in lenta e riduzione nonostante l’allentamento delle misure di contenimento a partire da maggio, che molti paventavano ad alto rischio di ripresa dei contagi. Tutti i 200 asintomatici, scoperti più o meno casualmente ogni giorno da giugno, hanno avuto contatti sociali, familiari e lavorativi per settimane prima di essere intercettati dallo screening senza che questo fatto abbia provocato nuovi cluster, con tutte le potenziali conseguenze come nel caso dei due focolai lombardi di marzo.

Due nuove variabili possono spiegare l'evoluzione in atto. In primo luogo il periodo di vacanze estive, che ha favorito viaggi, incontri ed assembramenti ha accentuato la diffusone del virus tra i giovani tanto da ridurre in maniera significativa l’età mediana dei nuovi casi, passata da 68 a 39 anni e con contagi decuplicati tra gli under 19. Di conseguenza si è riequilibrato il rapporto tra nuove diagnosi per sospetto diagnostico e per screening, che ora sono quasi alla pari rispetto al precedente rapporto di 4 a 1. Fortunatamente tra gli oltre 10 mila asintomatici intercettati e tra le nuove diagnosi di agosto non si sono ancora manifestati grandi diffusori in grado di innescare un “incendio” locale.

In secondo luogo dagli ultimi dati si ricava che il 30% dei nuovi casi di malattia è di importazione o dovuti a contagi comunitari a partire da un caso clinico che fa scoprire "a ritroso" decine o centinaia di portatori sani: gli esempi di focolai lavorativi sono numerosi dalle aziende di trasporti e logistica all’industria degli insaccati del cremonese etc..  All'origine dell'impennata di nuovi portatori asintomatici dell’ultima decade, ora in fase di ridimensionamento dopo la conclusione degli screening, c’è però un dato nuovo. Dell'azienda agricola mantovana dove lavorano indiani e pachistani agli migranti sbarcati in Sicilia, dell'ex caserma di Treviso adibita a residenza per migranti al centro di accoglienza di Udine le condizioni socioeconomiche ed abitative hanno fatto la differenza nella diffusione del contagio, peraltro in forma prevalentemente asintomatica, come nei 400 micro focolai familiari censiti in tutta Italia nelle ultime settimane.

Chi conosce per esperienza le condizioni dei lavoratori immigrati dall’asia nella bassa lombarda sa quanto possano essere affollate e malsane le abitazioni in cui vivono, spesso vecchie cascine semi-abbandonate nella pianura, e sa quanto siano restii ad andare dal medico per qualche disturbo di poco conto. E’ quindi probabile che nei mesi scorsi alcuni abbiano avuto sintomi minori di Covid-19, complice un’età media bassa, non riferiti ai MMG anche per il timore di dover restare due settimane in quarantena o in isolamento fiduciario senza lavoro. E’ in questo contesto socioeconomico che verosimilmente si è allargato senza clamore il focolaio di Covid-19 della bassa lombarda, fino a quando un sintomatico è stato intercettato dal MMG ed è partito lo screening dei contatti familiari e lavorativi che fatto emergere il cluster.

Infine non sorprende che in una condizione abitativa affollata, come quella dell’ex caserma Serena di Treviso che ospita migranti da anni, sia divampato un macro-focolaio di contagi peraltro innescato da un operatore sociale sintomatico. Se c'era un sito e un'occasione ideale perché un super diffusore appiccasse un incendio virale di proporzioni lombarde era la caserma di Treviso, dove risiedono quasi 300 migranti, di cui ben 248 sono risultati positivi al tampone. Questo esito è anche il riflesso dell’abbandono del sistema di accoglienza diffusa precedentemente in vigore e smantellato nell’ultimo anno e mezzo. Invece è stato un operatore sociale a portare il virus nell’edificio, diffuso peraltro in forma asintomatico tra la maggioranza degli ospiti; più o meno analogo è il caso di Mantova con 127 positivi su 400 dipendenti, contagiati in misura minore in quanto distribuiti nei paesi del circondario rispetto alla concentrazione abitativa di Treviso. Insomma il trend in atto ha a che fare con i riflessi sulla salute delle condizioni di vita e delle note disuguaglianze socio-economiche.

Si può facilmente immaginare il numero di asintomatici potenzialmente presenti nelle baraccopoli della Calabria e della Puglia, se tutti i lavoratori agricoli stagionali immigrati nella zona dovessero essere sottoposti a tampone!

martedì 11 agosto 2020

Confronto tra nuove diagnosi di malattia (sintomatici) e positivi allo screening (infezioni asintomatiche)

Dal 25 giugno i prospetti giornalieri della PC comprendono due categorie di soggetti positivi al Covid-19, ovvero quelli:
  • identificati dal sospetto diagnostico per la presenza di sintomi recenti, ricoverati o seguiti a domicilio oppure
  • tamponi positivi a seguito di screening in asintomatici (tamponi eseguiti su operatori sanitari, in pre-ricovero per intervento chirurgico, contatti stretti di una caso clinico, presenza di IgG anti-Covid etc..).
  • Per monitorare la pandemia è importante il confronto tra nuovi casi con sintomi, espressione di un contagio in atto (incidenza giornaliera), rispetto ai soggetti asintomatici positivi al tampone, che indica un'infezione pregressa di settimane o mesi (prevalenza dall'inizio della pandemia).
A-Confronto tra 10 e 11 agosto e settimanale (dati nazionali)


Dati al 10/8Dati al  11/8DifferenzaPercent.
Totale positivi250825251237        412
Totale sintomatici223556223674        11829%
Totale screening2726927563        29471%
Ricoverati779781        +12
In terapia inten.46            49          +3
Deceduti3520935211           2




B-Evoluzione dei dati nazionali e lombardi dal 12/7





La Lombardia fornisce giornalmente il dato dell'incremento rispetto al giorno precedente, il numero di tamponi eseguiti, quello dei positivi debole e dopo sierologia, oltre ai decessi. Di seguito anche il grafico di confronto tra positivi per sospetto diagnostico e per screening.

In Lombardia tra il 20 e il 26 luglio sono stati individuati 412 casi di cui
  • 363 sono da attribuire a catene di contagio non note (casi isolati)
  • 211 sono risultati portatori allo screening dopo sierologia positiva









C-Confronto tra 25 giugno e 11 agosto (dati nazionali)

Dati al 25/6Dati al 18/8Differenza
Totale positivi239706251237            11531
Totale sintomatici223905223674              -231
Totale screening1580127563            11767 


COMMENTO. I dati odierni tornano ai valori medi rispetto a quelli dei giorni scorsi (412 su 259) mentre prevalgono i positivi asintomatici per screening (+294, per il 79%) rispetto a quelli individuati per sospetto diagnostico (+118, per il 29%). Questi dati risentono dell'aumento dei nuovi casi tra la popolazione giovanile, in misura minore dei giorni scorsi, anche se aumentano ricoveri (+12) e necessità di terapia intensiva (+3). Tra le regioni con il maggiore incremento si segnalano Lombardia (+68), Piemonte (+26), Veneto (+), ER (+), Puglia (+), Lazio (+), Sicilia (+) e Campania (+); nell'epicentro lombardo i decessi sono 0 (2 a livello nazionale) e i tamponi 4537. Si riduce a livello nazionale il divario tra i due dati rispetto al 25 giugno, che vede in negativo di 231 i soggetti individuati per sospetto diagnostico rispetto a quelli per screening +11767.

INDAGINE SIEROLOGICA NAZIONALE

La prevalenza di sieropositività è del 2,5% a livello nazionale con il livello massimo in Lombardia del 7.5% pari a 750 mila soggetti positivi - intervallo di confidenza tra 3.8 e 6.8 - e quello minimo dello 0,3% in Sicilia e Sardegna. La sieroprevalenza è più alta nelle province di Bergamo (24%) e di Cremona (19%). Tra le professioni, il 5,3% è risultato positivo in ambito sanitario e il 4,2% tra chi lavora nella ristorazione. La trasmissione è stata in prevalenza intra-familiare. Infine dall'indagine sierologica nazionale è emerso che
  • gli asintomatici sono il 27,3%  
  • quelli con 1-2 sintomi (febbre, tosse o mal di testa) il 23,4%
  • quelli con 3 o più (febbre, anosmia/ageusia, sindr. influenzale, tosse, cefalea) il 41,5%
Per valutare l'evoluzione della pandemia è indispensabile il confronto temporale dei dati - rilevati giornalmente, settimanalmente e dall'inizio del monitoraggio - tra le nuove diagnosi cliniche rispetto agli asintomatici positivi allo screening.

Sull'importanza di distinguere tra nuovi casi identificati per la presenza di sintomi (malattia da Covid-19) dai casi asintomatici individuati per screening con tampone (infezione) si veda l'articolo:
Al link le problematiche statistico-epidemiologiche e cliniche dell'evoluzione pandemica:
F-Sorveglianza Integrata Epicentro ISS al 8 agosto: Proporzione (%) di casi di COVID-19 segnalati in Italia negli ultimi 30 giorni per stato clinico e classe di età (dato disponibile per 5.109 casi)




http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=87523

lunedì 10 agosto 2020

La complessità della pandemia (1): la cultura

Nella gestione della pandemia si intrecciano tre livelli di realtà e tre dimensioni metodologiche e teorico-pratiche:
  •         Quella micro della virologia e della biologia molecolare, relativa alla struttura e alla descrizione dei rapporti fisiopatologici di SarsCov2 con l’organismo umano
  •          Quella meso della malattia individuale Covid-19, con le sue poliedriche manifestazioni sintomatologiche ed espressioni cliniche
  •          Quella macro, statistico-epidemiologica ed igienica, dell’evoluzione del contagio a livello di popolazione e geografico.
Questi livelli esprimono diversi punti di osservazione, valutazione e modelli esplicativi dello stesso fenomeno biologico che si influenzano reciprocamente, attorno ai quali si sono cristallizzate nel dibattito pubblico tre "fazioni" divise sul che fare per contrastare la pandemia. La prima e la terza sono per loro natura avulse dalla pratica empirica e convergono su posizioni radicali nella valutazione della gravità della pandemia rispetto alla dimensione meso, più ancorata alla pratica sul campo e alla dimensione individuale; la pratica clinica, olistica per sua natura, deve tener conto dei tre livelli per abbracciare tutto lo spettro dell’infezione/malattia rispetto agli altri approcci, più focalizzati riduzionisticamente sulla propria dimensione a scapito della altre. Le interazioni tra i tre livelli di realtà, non sempre coerenti tra loro, e con l'ecosistema caratterizzano la complessità della pandemia. Ma oltre alla differenziazione disciplinare la pandemia ha messo in risalto altre due dimensioni di sfondo, oggetto delle successive considerazioni

La cornice culturale di riferimento

Le divisioni tra le “fazioni”, prevalentemente accademiche, hanno una matrice “antropologica” in quanto caratterizzano le diverse cornici di riferimento culturale del variegato sistema medico-scientifico, che esprime una pluralità di punti di vista, priorità e schemi percettivo-valutativi. Il fatto è che medici e scienziati non hanno a che fare solo con conoscenze certe, oggettive e condivise dalla comunità, ma anche con margini variabili di incertezza circa la realtà delle cose, lo stato del mondo e soprattutto il da farsi per modificare il corso degli eventi. 

Mai come con la pandemia da Covid-19 l’incertezza ha giocato un ruolo così rilevante nel confronto tra esperti e pubblica opinione, generando inevitabilmente varietà di opinioni, pareri, valutazioni e interpretazioni soggettive circa i dati di fatto e le decisioni. Le opinioni divergenti fanno risaltare la componente antropologica, ovvero la cornice culturale di riferimento dei vari attori scientifici in campo, che in quanto tale resta sullo sfondo e sconfina nella dimensione valoriale ed etico-politica. Gli opinion leader si sono divisi tra coloro che non volevano sentir parlare delle conseguenze socioeconomiche delle misure di contenimento del Covid, assolutizzando il punto di vista sanitario, ed altri invece attenti e preoccupati per le “esternalità” negative della lotta alla pandemia, risaltate dagli interventi dei relatori nel convegno del Senato e oggetto di dibattito politico. 

Non a caso da sempre i medici si dividono sulle opzioni culturali ed etiche che fanno da cornice alla propria attività: quale spazio dare al mercato e quale all’intervento pubblico, ridurre le diseguaglianze di salute o promuovere la libertà di cura, quale confine tra salute e malattia in una società pervasa dalla cultura del rischio, quali priorità nell'allocazione di risorse scarse etc. Basti pensare ai significati, alle attese e all'evoluzione che il concetto di salute ha avuto nel tempo e nello spazio, da mezzo secolo a questa parte, e al suo impatto sulla società e sull'economia. Si tratta di scelte di fondo che implicano valori culturali e criteri di priorità non deducibili dalla dimensione descrittiva della scienza "pura". La controversia sull’aggressività clinica del coronavirus e sulla contagiosità dei soggetti asintomatici - numericamente prevalenti sui sintomatici nell’attuale fase pandemica – con le conseguenti scelte pubbliche, ha rappresentato la faglia di separazione tra le due “fazioni”, in attesa di prove oggettive per sciogliere i nodi problematici.

In sostanza con la complicità dell'incertezza è venuta meno anche l'unanimità (di facciata) e il (presunto) carattere monolitico della scienza, dato per scontato e "naturale" da alcuni. Durante i dibattiti televisivi si percepiva in alcuni accademici il disagio di dover recitare la parte degli scienziati che vanno sempre d’accordo tra loro. La dimensione antropologica del sistema medico-scientifico si compone di una pluralità di cornici culturali di riferimento - in modo  tacito come succede nell’incontro con migranti, latori di diversi sistemi culturali – che emergono nel momento dell’azione, quando ci si deve confrontare con dubbi circa gli esiti della stessa; il pluralismo culturale della comunità scientifica, talvolta inconsapevole e sotto traccia, è venuto allo scoperto nell’ultima fase della contingenza pandemica per il carattere fuzzy del virus - ad esempio circa le divergenze di opinioni sulla contagiosità/virulenza del Covid-19 - clinicamente morto per alcuni e vivo e vegeto per altri. 

Insomma il pluralismo non risparmia nemmeno la comunità medico-scientifica: ottimisti e pessimisti, allarmati e rassicuranti, bicchieri mezzi pieni e mezzi vuoti allignano anche tra i medici! Ma c'è un'altra dimensione che si sta imponendo all'attenzione degli "addetti ai lavori", oggetto del prossimo post.

Confronto tra nuove diagnosi di malattia (sintomatici) e positivi allo screening (infezioni asintomatiche)

Dal 25 giugno i prospetti giornalieri della PC comprendono due categorie di soggetti positivi al Covid-19, ovvero quelli:
  • identificati dal sospetto diagnostico per la presenza di sintomi recenti, ricoverati o seguiti a domicilio oppure
  • tamponi positivi a seguito di screening in asintomatici (tamponi eseguiti su operatori sanitari, in pre-ricovero per intervento chirurgico, contatti stretti di una caso clinico, presenza di IgG anti-Covid etc..).
  • Per monitorare la pandemia è importante il confronto tra nuovi casi con sintomi, espressione di un contagio in atto (incidenza giornaliera), rispetto ai soggetti asintomatici positivi al tampone, che indica un'infezione pregressa di settimane o mesi (prevalenza dall'inizio della pandemia).
A-Confronto tra 9 e 10 agosto e settimanale (dati nazionali)


Dati al 9/8Dati al  10/8DifferenzaPercentuale
Totale positivi250566250825        259
Totale sintomatici223440223556        11645%
Totale screening2712627269        14355%
Ricoverati763779         +16
In terapia inten.43            46          +3
Deceduti3520535209          4




B-Evoluzione dei dati nazionali e lombardi dal 12/7





La Lombardia fornisce giornalmente il dato dell'incremento rispetto al giorno precedente, il numero di tamponi eseguiti, quello dei positivi debole e dopo sierologia, oltre ai decessi. Di seguito anche il grafico di confronto tra positivi per sospetto diagnostico e per screening.

In Lombardia tra il 20 e il 26 luglio sono stati individuati 412 casi di cui
  • 363 sono da attribuire a catene di contagio non note (casi isolati)
  • 211 sono risultati portatori allo screening dopo sierologia positiva





















C-Confronto tra il 25 giugno e il 10 agosto (dati nazionali)

Dati al 25/6Dati al 18/8Differenza
Totale positivi239706250825            11119
Totale sintomatici223905223556              -349
Totale screening1580127269            11468 


COMMENTO. I dati odierni tornano ai valori medi rispetto a quelli dei giorni scorsi (259 su 463) mentre rimane invariato il rapporto tra positivi asintomatici per screening (+143, per il 55%) rispetto a quelli individuati per sospetto diagnostico (+116, per il 45%). Questi dati risentono dell'aumento dei nuovi casi tra la popolazione giovanile, che ha fatto invertire il rapporto rispetto agli ultra 50enni, precedentemente maggioritari (si veda il grafico della sorveglianza integrata di seguito). Tra le regioni con il maggiore incremento si segnala la Lombardia (+31), il Piemonte (+30), il Veneto (+20), l'ER (+39), Puglia (+26), Lazio (+38), Sicilia (+32) e Campania (+34); nell'epicentro lombardo i decessi sono 0 (4 a livello nazionale) e i tamponi 9343. Resta a livello nazionale il divario tra i due dati rispetto al 25 giugno, che vede in negativo 349 casi i soggetti individuati per sospetto diagnostico rispetto a quelli per screening +11468.

INDAGINE SIEROLOGICA NAZIONALE

La prevalenza di sieropositività è del 2,5% a livello nazionale con il livello massimo in Lombardia del 7.5% pari a 750 mila soggetti positivi - intervallo di confidenza tra 3.8 e 6.8 - e quello minimo dello 0,3% in Sicilia e Sardegna. La sieroprevalenza è più alta nelle province di Bergamo (24%) e di Cremona (19%). Tra le professioni, il 5,3% è risultato positivo in ambito sanitario e il 4,2% tra chi lavora nella ristorazione. La trasmissione è stata in prevalenza intra-familiare. Infine dall'indagine sierologica nazionale è emerso che
  • gli asintomatici sono il 27,3%  
  • quelli con 1-2 sintomi (febbre, tosse o mal di testa) il 23,4%
  • quelli con 3 o più (febbre, anosmia/ageusia, sindr. influenzale, tosse, cefalea) il 41,5%
Per valutare l'evoluzione della pandemia è indispensabile il confronto temporale dei dati - rilevati giornalmente, settimanalmente e dall'inizio del monitoraggio - tra le nuove diagnosi cliniche rispetto agli asintomatici positivi allo screening.

Sull'importanza di distinguere tra nuovi casi identificati per la presenza di sintomi (malattia da Covid-19) dai casi asintomatici individuati per screening con tampone (infezione) si veda l'articolo:
Al link le problematiche statistico-epidemiologiche e cliniche dell'evoluzione pandemica:
F-Sorveglianza Integrata Epicentro ISS al 8 agosto: Proporzione (%) di casi di COVID-19 segnalati in Italia negli ultimi 30 giorni per stato clinico e classe di età (dato disponibile per 5.109 casi)




http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=87523

Confronto tra nuove diagnosi di malattia (sintomatici) e positivi allo screening (infezioni asintomatiche)

Dal 25 giugno i prospetti giornalieri della PC comprendono due categorie di soggetti positivi al Covid-19, ovvero quelli:
  • identificati dal sospetto diagnostico per la presenza di sintomi recenti, ricoverati o seguiti a domicilio oppure
  • tamponi positivi a seguito di screening in asintomatici (tamponi eseguiti su operatori sanitari, in pre-ricovero per intervento chirurgico, contatti stretti di una caso clinico, presenza di IgG anti-Covid etc..).
  • Per monitorare la pandemia è importante il confronto tra nuovi casi con sintomi, espressione di un contagio in atto (incidenza giornaliera), rispetto ai soggetti asintomatici positivi al tampone, che indica un'infezione pregressa di settimane o mesi (prevalenza dall'inizio della pandemia).
A-Confronto tra 8 e 9 agosto e settimanale (dati nazionali)


Dati al 8/8Dati al  9/8DifferenzaPercentuale
Totale positivi250103250566        463
Totale sintomatici223232223440        20845%
Totale screening2687127126        25555%
Ricoverati771763         -8
In terapia inten.43            45          +2
Deceduti3520335205          2




B-Evoluzione dei dati nazionali e lombardi dal 12/7




La Lombardia fornisce giornalmente il dato dell'incremento rispetto al giorno precedente, il numero di tamponi eseguiti, quello dei positivi debole e dopo sierologia, oltre ai decessi. Di seguito anche il grafico di confronto tra positivi per sospetto diagnostico e per screening.

In Lombardia tra il 20 e il 26 luglio sono stati individuati 412 casi di cui
  • 363 sono da attribuire a catene di contagio non note (casi isolati)
  • 211 sono risultati portatori allo screening dopo sierologia positiva



C-Confronto tra il 25 giugno e il 9 agosto (dati nazionali)

Dati al 25/6Dati al 8/8Differenza
Totale positivi239706250566            10861
Totale sintomatici223905223440              -465
Totale screening1580127127            11326 

COMMENTO. I dati odierni aumentano rispetto a quelli di ieri (463 su 347). Si riduce rispetto a ieri il divario tra positivi asintomatici per screening (+255, per il 55%) rispetto a quelli individuati per sospetto diagnostico (+208, per il 45%). Tra le regioni con il maggiore incremento si segnala la Lombardia (+71), il Piemonte (+38), il Veneto (+58), l'ER (+69), Toscana (+61 ), Lazio (+38), Sicilia (+29); nell'epicentro lombardo i decessi sono 1 (2 a livello nazionale) e i tamponi 6494. Resta elevato a livello nazionale il divario tra i due dati rispetto al  giugno, che vede in negativo di -465 casi i soggetti individuati per sospetto diagnostico rispetto a quelli per screening +11326.

INDAGINE SIEROLOGICA NAZIONALE

La prevalenza di sieropositività è del 2,5% a livello nazionale con il livello massimo in Lombardia del 7.5% pari a 750 mila soggetti positivi - intervallo di confidenza tra 3.8 e 6.8 - e quello minimo dello 0,3% in Sicilia e Sardegna. La sieroprevalenza è più alta nelle province di Bergamo (24%) e di Cremona (19%). Tra le professioni, il 5,3% è risultato positivo in ambito sanitario e il 4,2% tra chi lavora nella ristorazione. La trasmissione è stata in prevalenza intra-familiare. Infine dall'indagine sierologica nazionale è emerso che
  • gli asintomatici sono il 27,3%  
  • quelli con 1-2 sintomi (febbre, tosse o mal di testa) il 23,4%
  • quelli con 3 o più (febbre, anosmia/ageusia, sindr. influenzale, tosse, cefalea) il 41,5%
Per valutare l'evoluzione della pandemia è indispensabile il confronto temporale dei dati - rilevati giornalmente, settimanalmente e dall'inizio del monitoraggio - tra le nuove diagnosi cliniche rispetto agli asintomatici positivi allo screening.

Sull'importanza di distinguere tra nuovi casi identificati per la presenza di sintomi (malattia da Covid-19) dai casi asintomatici individuati per screening con tampone (infezione) si veda l'articolo:
Al link le problematiche statistico-epidemiologiche e cliniche dell'evoluzione pandemica:
F-Sorveglianza Integrata Epicentro ISS al 8 agosto: Proporzione (%) di casi di COVID-19 segnalati in Italia negli ultimi 30 giorni per stato clinico e classe di età (dato disponibile per 5.109 casi)




http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=87523